L'attore di teatro che preferisco è un comico: Alessandro Bergonzoni.
L’ho visto a teatro due volte:
Le balene Restino Sedute nel1989 e Predisporsi al Micidiale del 2004 nello
stesso teatro, il Ciak di Milano.
Nel primo ero uscito con una
ragazza e lei è rimasta sconvolta dicendo che non aveva capito niente. Ero
universitario, fighetto e mi ricordo avevo una camicia azzurra con un papillon
rosso. Ci lasciammo il mese dopo.
Nel secondo ero uscito con una
ragazza e lei è rimasta sconvolta dicendo che non aveva capito niente. Era un venerdì
sera di una giornata (pesante) lavorativa, nevicava e faceva freddo. Il caldo
del Teatro le ha conciliato il sonno durante lo spettacolo; anch’io ho fatto
fatica a stare sveglio. Ci lasciammo un anno dopo.
Nonostante le esperienze
negative, durante il mio soggiorno in Francia, ho ripreso i suoi spettacoli e
li ho visti tutti.
Predisporsi al Micidiale poi è
diventato il mio preferito e ne conosco
a memoria intere parti.
Siccome il monologo era “rassicurante”,
spesso iniziavo a guardarlo e mi ci addormentavo. Adesso succede questo: inizio
a vedere lo spettacolo al computer, poi siccome mi addormento e mi da fastidio
il monitor acceso e lo spengo ma continuo a sentire lo spettacolo in cuffia. Siccome
le cuffie del computer sono un po' scomode quando dormo, allora ho pensato di trasformare
il filmato in mp3 metterlo sul telefonino e sentirlo in cuffia, cosi sono
comodo per dormire.
Adesso vado in giro ascoltando i
monologhi si Bergonzoni, invece della musica.
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venerdì 19 dicembre 2014
lunedì 1 dicembre 2014
Il mondo si divide in tre categorie di persone.
Ci sono tre categorie di
persone.
Gli Smarritori, i Cercatori e i
Trovatori.Tutti possono smarrire qualcosa: i portafogli, i guanti, le chiavi e le lenti a contatto.
Tutti ci provano a cercare.
Ma solo pochi possono essere Trovatori.
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riflessioni
martedì 30 ottobre 2012
Ne rimarrà uno solo
Vi avevo parlato di uno Scalare che avevo in ufficio che rispettava solamente una persona (la Emilys). Il pesce si chiamava Hannibal ed era completamente nero. Il nome, vi ricordo, era stato dato perché aveva ucciso la sua compagna (un altro scalare nero) gli altri due scalari (bianchi con una macchia rossa in testa) e 4 bothia (dei pesciolini da fondo gialli e neri).
Hannibal è un dilettante.
Avevo 11 cardinali ne ho aggiunti 14. Erano 25. Si muovevano in branco come se fossero un unico organismo, rosso e blu. Bellissimi.
Sono durati 2 settimane, nel giro di un fine settimana i quattro scalari se ne sono mangiati 20. Venerdi erano 3. Stamattina uno solo.
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giovedì 28 giugno 2012
Italia Germania 4-3
Ci risiamo. Sempre loro.
L’avvenimento è imperdibile
anche perché ho finito di urlare solamente l’altro ieri “DELPIEROOOOOOO!!”.
Perciò stasera si guarda la
partita.
Il problema è: come e dove. Vi
ho già accennato che il Porco non possiede televisione da oltre dieci anni e
questi eventi se li vede al bar o su Megaschermi (Italia-Germania 2-0 del ‘96,
l’avevo vista al Festival di Rifondazione con Radiopop che commentava).
Ho provato questi giorni a
tastare le intenzioni della Genia per andare fuori a vedere la partita ma mi ha
dato picche con lo sguardo. Quindi vedrò la partita in Streaming sul sito della
Rai.
Il problema è che lo streaming è
sfasato rispetto al segnale della televisione di almeno un minuto, quindi,
ascoltando le urla dei vicini, io so già quello che succede durante la partita
prima di vederlo, come se fossi chiaroveggente.
Ieri per esempio con Spagna
Portogallo, sentivo le urla dei vicini Portoghesi, quando segnavano o gli
Spagnoli sbagliavano, quando ancora io vedevo in streaming il giocatore
avvicinarsi al dischetto del calcio di rigore. Tra parentesi, sono contento che
siano stati eliminati, perché non pagano le spese condominiali, d’altronde sono
Portoghesi.
Dopo molte ore di riflessione, ho
deciso che farò cosi: partita in streaming con audio a volume max in cuffia. Se
segniamo, io esulterò in differita.
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martedì 14 giugno 2011
Si per quattro.
Qualcosa sul risultato dei referendum, ve lo devo dire anch’io. Mi aspettavo una dichiarazione del nano del tipo: “io non ho mai fatto approvare leggi su nucleare, acqua e legittimo impedimento”, “ho sempre creduto nelle fonti di energia rinnovabili” e “abbiamo raggiunto il quorum grazie a me”, invece abbiamo raggiunto il quorum grazie a me che sono andato a votare lunedi, “dopo aver fatto stancare il nemico ho dato il colpo finale” (Amanda, Sms, op. cit.), in realtà è grazie a Chuck Norris che è il +1 del 50%
Già che ci siamo: Chuck Norris può votare "FORSE" a un referendum e invalidare tutte le schede fin li scrutinate.
Inoltre volevo chiedere scusa pubblicamente perché al referendum dell’87 ho votato No. In compenso lo stesso anno avevo votato Lega. Poi sono guarito.
Volevo aggiornarvi sul mio libro in francese “Gagner la Guerre” di Jean-Philippe “Carneade” Jaworski. Ho letto 60 pagine (su 980) dal 4 di maggio per cui sono in piena media per finirlo per i Mondiali in Brasile. Che i Francesi non ci amino, non è un segreto: pensate che questo scrittore ha messo, come protagonista, un sanguinario assassino di professione e spia: gi ha dato il nome italiano di Benvenuto, anzi, Don Benvenuto
Nel primo capitolo si descrive anche un condottiero eroe, impavido e geniale, un uomo capace di risolvere una battaglia ormai persa con un colpo di genio ed è anche amico del protagonista, tale Bucefalo Mastiggia.
Ecco, Benvenuto lo uccide a tradimento, da vero bastardo, in piena battaglia quando Bucefalo gli chiede aiuto perché è in difficoltà.
Tutti i cattivi, i nemici hanno nomi italiani, messi un po' alla cazzo. Vi ho già accennato Bucefalo (come se Manzoni chiamasse Don Varenne il prete di Renzo e Lucia), ma abbiamo anche dei Guiseppe (confermo Guiseppe), Suario,Ronzino, Tignola (ragazza), Dilettino, Coccio e Blattari. Tutti uno più bastardo dell’altro. La fiera dello stereotipo.
Già che ci siamo: Chuck Norris può votare "FORSE" a un referendum e invalidare tutte le schede fin li scrutinate.
Inoltre volevo chiedere scusa pubblicamente perché al referendum dell’87 ho votato No. In compenso lo stesso anno avevo votato Lega. Poi sono guarito.
Volevo aggiornarvi sul mio libro in francese “Gagner la Guerre” di Jean-Philippe “Carneade” Jaworski. Ho letto 60 pagine (su 980) dal 4 di maggio per cui sono in piena media per finirlo per i Mondiali in Brasile. Che i Francesi non ci amino, non è un segreto: pensate che questo scrittore ha messo, come protagonista, un sanguinario assassino di professione e spia: gi ha dato il nome italiano di Benvenuto, anzi, Don Benvenuto
Nel primo capitolo si descrive anche un condottiero eroe, impavido e geniale, un uomo capace di risolvere una battaglia ormai persa con un colpo di genio ed è anche amico del protagonista, tale Bucefalo Mastiggia.
Ecco, Benvenuto lo uccide a tradimento, da vero bastardo, in piena battaglia quando Bucefalo gli chiede aiuto perché è in difficoltà.
Tutti i cattivi, i nemici hanno nomi italiani, messi un po' alla cazzo. Vi ho già accennato Bucefalo (come se Manzoni chiamasse Don Varenne il prete di Renzo e Lucia), ma abbiamo anche dei Guiseppe (confermo Guiseppe), Suario,Ronzino, Tignola (ragazza), Dilettino, Coccio e Blattari. Tutti uno più bastardo dell’altro. La fiera dello stereotipo.
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leggere
martedì 31 maggio 2011
Se vado via dall'Italia è colpa di Pisapia
Buona perspicacia a tutti. .
Le reazioni alla notizia del mio trasferimento a Tolosa sono state molteplici.
L’ho detto ai Miei a cena e mia madre mi ha chiesto se comunque volevo dell’altro formaggio.
L’ho detto al Maestro (non Lotzu, ma il suo Maestro) negli spogliatoi e lui mi ascoltava mentre si spalmava a secco il bagno schiuma, perché doveva fare la doccia.
Se parto aumento la percentuale di extracomunitari a Milano e sarà colpa di Pisapia.
Comunque una bella Perspicacia se l’è meritata.
Le reazioni alla notizia del mio trasferimento a Tolosa sono state molteplici.
L’ho detto ai Miei a cena e mia madre mi ha chiesto se comunque volevo dell’altro formaggio.
L’ho detto al Maestro (non Lotzu, ma il suo Maestro) negli spogliatoi e lui mi ascoltava mentre si spalmava a secco il bagno schiuma, perché doveva fare la doccia.
Se parto aumento la percentuale di extracomunitari a Milano e sarà colpa di Pisapia.
Comunque una bella Perspicacia se l’è meritata.
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venerdì 27 maggio 2011
giovedì 10 marzo 2011
domenica 20 giugno 2010
Lettura impegnata
Visto che siete tutti lettori/lettrici con un bagaglio letterario da far paura, non volendo essere da meno, ho fatto una cosa che non facevo da anni.
Ho comprato un libro.
Dovendo fare un regalo a un mio amico e non potendogli regalare un libro con i morti, gli ho comprato “Il meglio che possa capitare a una brioche” di Pablo Tusset; e siccome poi ero in una libreria da due vetrine che fa fatica a sopravvivere, volevo anche comprare un libro per patatina. Invece il tizio mi ha un po' intortato e mi ha chiesto:
“ma hai letto il secondo libro di Tusset?”
“no pensavo che “la brioche” fosse un’opera unica”
“no no, questo è un giallo classico”
“ho dei requisiti particolari per i gialli, ci deve essere un morto entro pagina 3 e il morto deve essere morto veramente male.
“guarda” mentre lo tira fuori dagli scaffali ” a pagina 1 si sa che c’è un morto, ma solo a pagina 18 si capisce che la vittima è stata macellata in un mattatoio per maiali e ne hanno conservato solo testa, mammelle e organi genitali”
“ah…” e leggo il titolo: “Nel nome del Porco”
Ne volevo comprare sei copie: ne ho presa solo una e l’ho regalata alla Genia.
Dopo una settimana me lo rende e mi dice: “secondo me non ti piace”;
“Impossibile, ci sono i morti, poi c’e il porco, ecc ecc
L’ho letto in tre settimane; vado dalla Genia e le chiedo:”sai che non ho mica capito come finisce?” e lei che si chiama Genia mica per un cazzo mi spiega pari passo la trama,
chi era l’assassino e l’epilogo.
Mi sono un po' intristito anche perché avevo anticipato Gulli di questo libro, declamandolo il nuovo Jeffery Deaver spagnolo e oggi gli ho detto:” Gulli se vuoi ti do il Nome del Porco, ma io non l’ho capito”
“lascia stare, se non l’hai capito tu figurati io; leggiti questi invece:”
Alla sera coricati a letto.
Genia chiede con tono da sufficienza: “cosa stai leggendo? ” con in mano un libro di Saramago.
“un libro che mi ha dato Gulli”
E lei allungando lo sguardo: “ma è un fumetto!”
“sì ma la trama è complessa”
“quindi non ci riesci?”
“beh, mi faccio aiutare dai disegni”
“ascolta, prova con questo vedrai che lo capisci” e mi allunga questo libro.
Ho comprato un libro.
Dovendo fare un regalo a un mio amico e non potendogli regalare un libro con i morti, gli ho comprato “Il meglio che possa capitare a una brioche” di Pablo Tusset; e siccome poi ero in una libreria da due vetrine che fa fatica a sopravvivere, volevo anche comprare un libro per patatina. Invece il tizio mi ha un po' intortato e mi ha chiesto:
“ma hai letto il secondo libro di Tusset?”
“no pensavo che “la brioche” fosse un’opera unica”
“no no, questo è un giallo classico”
“ho dei requisiti particolari per i gialli, ci deve essere un morto entro pagina 3 e il morto deve essere morto veramente male.
“guarda” mentre lo tira fuori dagli scaffali ” a pagina 1 si sa che c’è un morto, ma solo a pagina 18 si capisce che la vittima è stata macellata in un mattatoio per maiali e ne hanno conservato solo testa, mammelle e organi genitali”
“ah…” e leggo il titolo: “Nel nome del Porco”
Ne volevo comprare sei copie: ne ho presa solo una e l’ho regalata alla Genia.
Dopo una settimana me lo rende e mi dice: “secondo me non ti piace”;
“Impossibile, ci sono i morti, poi c’e il porco, ecc ecc
L’ho letto in tre settimane; vado dalla Genia e le chiedo:”sai che non ho mica capito come finisce?” e lei che si chiama Genia mica per un cazzo mi spiega pari passo la trama,
chi era l’assassino e l’epilogo.
Mi sono un po' intristito anche perché avevo anticipato Gulli di questo libro, declamandolo il nuovo Jeffery Deaver spagnolo e oggi gli ho detto:” Gulli se vuoi ti do il Nome del Porco, ma io non l’ho capito”
“lascia stare, se non l’hai capito tu figurati io; leggiti questi invece:”
Alla sera coricati a letto.
Genia chiede con tono da sufficienza: “cosa stai leggendo? ” con in mano un libro di Saramago.
“un libro che mi ha dato Gulli”
E lei allungando lo sguardo: “ma è un fumetto!”
“sì ma la trama è complessa”
“quindi non ci riesci?”
“beh, mi faccio aiutare dai disegni”
“ascolta, prova con questo vedrai che lo capisci” e mi allunga questo libro.
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venerdì 18 giugno 2010
Senza televisione durante i mondiali.
E ne abbiamo già parlato un sacco di volte dei vantaggi: niente programmi spazzatura, niente telegiornali reticenti, un sacco di bambini concepiti…
Il problema maggiore l’ho notato però lunedì con i mondiali di calcio. Mi sono collegato in streaming a un sito cinese, ho iniziato a vedere la partita, non si capiva niente, ma i nomi dei giocatori erano chiari. Ad un certo punto verso metà del secondo tempo ho sentito un boato provenire dal piano di sopra, dal palazzo di fronte, dai vicini di casa e insieme a urla di giubilo e trombette varie.
E io che mi chiedevo, “ma che partita si stanno vedendo? O che cosa si stanno fumando”, mentre vedevo Cannavaro che faceva melina col nostro portiere (Marchetti, credo che si chiami, l’amico della Coniglia).
“Boh?”
Dopo un po': calcio d’angolo, DeRossi, gol, io esulto, ma l’intera strada rimane in silenzio.
Breve riflessione: ci sono 2 minuti e mezzo di differenza tra lo streaming e la televisione normale.
Ve lo scordate che compro un televisore per vedere i mondiali. Li scrocco da Gulli o al maxischermo al festival di Rifondazione.
Il problema maggiore l’ho notato però lunedì con i mondiali di calcio. Mi sono collegato in streaming a un sito cinese, ho iniziato a vedere la partita, non si capiva niente, ma i nomi dei giocatori erano chiari. Ad un certo punto verso metà del secondo tempo ho sentito un boato provenire dal piano di sopra, dal palazzo di fronte, dai vicini di casa e insieme a urla di giubilo e trombette varie.
E io che mi chiedevo, “ma che partita si stanno vedendo? O che cosa si stanno fumando”, mentre vedevo Cannavaro che faceva melina col nostro portiere (Marchetti, credo che si chiami, l’amico della Coniglia).
“Boh?”
Dopo un po': calcio d’angolo, DeRossi, gol, io esulto, ma l’intera strada rimane in silenzio.
Breve riflessione: ci sono 2 minuti e mezzo di differenza tra lo streaming e la televisione normale.
Ve lo scordate che compro un televisore per vedere i mondiali. Li scrocco da Gulli o al maxischermo al festival di Rifondazione.
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mercoledì 12 maggio 2010
Cosa vede il Porco.
Niente, visto che sono miope, ma con delle fantastiche lenti a contatto ho 11/10 su tutti e due gli occhi.
Poi non vede l’ora di sedersi a tavola, fare sport e altre cose.
Poi non vede sopra la sua testa.
Torniamo seri, in risposta al mio post sulla lettura, vi racconto che cosa guardo, non avendo la televisione: film su DVD (comprati o noleggiati naturalmente). I gusti sono gli stessi dei libri, sol che qui siamo un po' più di livello basso. La saga di Guerre Stellari, del Signore degli Anelli e, cito a caso, 007, Alien (tutti) e roba non impegnativa; di recenti ci sono 2012, Terminator, Star Trek e Hannibal Lecter e Avatar.
Ovviamente la parte yin della coppia mi propina Ozpetek, Kusturica, Radu Mihăileanu e una serie di nomi di registi che hanno troppe consonanti o troppe vocali o le stesse combinate in maniera disturbante.
Le poche serate che passiamo insieme a vederci un film, sono un fantastico esempio di compromesso da convivenza: di solito sono commedie (Julie and Julia) o cose che piacciono (soprattutto) a lei. Ma poi, alla fine, non sono film pesanti, è ovvio che non ci sono duelli con spade laser o Arche dell’Alleanza perdute o partite dI Quiddich, ma vi assicuro che devo ammettere che sono film che mi piacciono, perche poi, alla fine, il Porco ama il cinema.
Al contrario dei libri, inizio a vedere un film horror ma poi o smetto, o lo guardo a più riprese (20 minuti al giorno) perché…ehm ehm… insomma… fa paura!
O rimpicciolisco la finestra del video, almeno le scene forti non si vedono bene.
Di Horror negli ultimi anni c’e stata molta fuffa, ma vi consiglio REC, Blair Witch Project, the Ring (visto con Gulli, tenendoci la mano) e The Grudge.
Poi vedo tanti cartoni (walt disney a memoria, Dreamwork, Pixar) ma soprattutto il Maestro. E di questi il capolavoro è, ovviamente, Porco Rosso.
Miyazaki, me lo ha fatto conoscere la Genia, e penso il soprannome di Porco sia nato da li. “Porco Taske”.
Poi non vede l’ora di sedersi a tavola, fare sport e altre cose.
Poi non vede sopra la sua testa.
Torniamo seri, in risposta al mio post sulla lettura, vi racconto che cosa guardo, non avendo la televisione: film su DVD (comprati o noleggiati naturalmente). I gusti sono gli stessi dei libri, sol che qui siamo un po' più di livello basso. La saga di Guerre Stellari, del Signore degli Anelli e, cito a caso, 007, Alien (tutti) e roba non impegnativa; di recenti ci sono 2012, Terminator, Star Trek e Hannibal Lecter e Avatar.
Ovviamente la parte yin della coppia mi propina Ozpetek, Kusturica, Radu Mihăileanu e una serie di nomi di registi che hanno troppe consonanti o troppe vocali o le stesse combinate in maniera disturbante.
Le poche serate che passiamo insieme a vederci un film, sono un fantastico esempio di compromesso da convivenza: di solito sono commedie (Julie and Julia) o cose che piacciono (soprattutto) a lei. Ma poi, alla fine, non sono film pesanti, è ovvio che non ci sono duelli con spade laser o Arche dell’Alleanza perdute o partite dI Quiddich, ma vi assicuro che devo ammettere che sono film che mi piacciono, perche poi, alla fine, il Porco ama il cinema.
Al contrario dei libri, inizio a vedere un film horror ma poi o smetto, o lo guardo a più riprese (20 minuti al giorno) perché…ehm ehm… insomma… fa paura!
O rimpicciolisco la finestra del video, almeno le scene forti non si vedono bene.
Di Horror negli ultimi anni c’e stata molta fuffa, ma vi consiglio REC, Blair Witch Project, the Ring (visto con Gulli, tenendoci la mano) e The Grudge.
Poi vedo tanti cartoni (walt disney a memoria, Dreamwork, Pixar) ma soprattutto il Maestro. E di questi il capolavoro è, ovviamente, Porco Rosso.
Miyazaki, me lo ha fatto conoscere la Genia, e penso il soprannome di Porco sia nato da li. “Porco Taske”.
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sabato 8 maggio 2010
Cosa legge il porco
Intanto legge. E questo è un bel vantaggio.
A casa non abbiamo la televisione, per scelta. Pensavo di non poter vivere senza ed invece ti levi un bel po di incazzature tutte insieme. Le notizie vere ce le troviamo su internet, i film ce li noleggiamo e li vediamo sul PC, ascoltiamo la radio. Purtroppo al lavoro io e la Genia siamo tagliati fuori da una serie di conversazioni che riguardano il Grande Fratello, l’Isola dei famosi, Amici e alcuni personaggi, che probabilmente fanno parte della “cultura” diffusa, sono per noi sconosciuti.
Quindi da noi si legge molto, soprattutto prima di andare a dormire. La vera acculturata è la mia compagna che legge libri di autori sconosciuti che io abbandonerei alla riga 5, dopo averla letta sei volte. Per me ci vogliono letture più terra terra.
Fantasy e fantascienza sono i generi che prevalgono però se ne vale la pena leggo anche qualche horror o qualche thrilling: ma ci deve essere una regola altrimenti non ne vale la pena. Ci deve essere un morto entro pagina 3 e il morto deve essere morto veramente male. Per esempio ne “La stanza della Morte” di Preston e Child (e già il titolo attira) a pagina tre, uno dei professori del protagonista cerca di suicidarsi strappandosi le orbite degli occhi dalla testa: questo libro va benissimo, anche se solo verso metà si scopre che questi muore.
A volte si prendono delle cantonate: come nell’ultimo che ho letto, “Nero” ,dove una ragazza viene squartata alla riga 10. non lo leggete, fa schifo. ( notate che recensione da critico navigato). Olivier Pauvert è l’autore e di mestiere è un tecnico di computer, e spero che continui a farlo.
Poi leggo sempre un libro in Inglese, ma deve essere facile. Ho letto tutti gli HarryPotter e adesso sto leggendo Alice in Wonderland. E, siccome mi hanno detto che “fa figo”, leggo diversi libri contemporaneamente. Per quanto mi riguarda, li inizio, ne leggo un po, poi ne inizio un altro, lo lascio li, lo riprendo ecc. al momento in teoria ne starei leggendo sette. Piu Alice in Wonderland, piu un libro sull’Aura, senza contare i manuali di Kung Fu e il libretto di istruzioni della macchina fotografica. E anche la raccolta completa, originale delle fiabe dei fratelli Grimm (che consiglio). Un disastro, insomma…
A volte mi viene in aiuto la Genia che mi fa leggere dei libri dicendomi: “Porco, questo ce la fai”; e mi ha dato “Eureka street” (eccezionale), Una banda di idioti (che glielo ho tirato dietro) e Il meglio che possa capitare a una brioche ( e pensavo fosse un libro di Gaspare e Zuzzurro, invece è un buon libro).
Ah, sto leggendo anche la trilogia “Millennium” di Stieg Larsson. E qui come Harry Potter, leggo il libro e guardo il film. Anche se con HP non ho resistito ad aspettare gli ultimi 2.
Come chicca finale, vi assicuro che di libri non ne compro mai. Me li passa quasi tutti Gulli, mio fratello maggiore, nel senso che prima li legge lui e poi me li da a me. Lui li compra, li legge senza aprirli (non so come faccia) e poi me li presta-regala. Altri libri li prendo in biblioteca, e una volta avevo una collegamica con cui facevo il Bookcrossing. Adesso scrive i blog.
Ecco, questo è quasi tutto sui libri del Porco. So che non vi ho fatto ridere ma spero che vi sia piaciuto.
ciao
A casa non abbiamo la televisione, per scelta. Pensavo di non poter vivere senza ed invece ti levi un bel po di incazzature tutte insieme. Le notizie vere ce le troviamo su internet, i film ce li noleggiamo e li vediamo sul PC, ascoltiamo la radio. Purtroppo al lavoro io e la Genia siamo tagliati fuori da una serie di conversazioni che riguardano il Grande Fratello, l’Isola dei famosi, Amici e alcuni personaggi, che probabilmente fanno parte della “cultura” diffusa, sono per noi sconosciuti.
Quindi da noi si legge molto, soprattutto prima di andare a dormire. La vera acculturata è la mia compagna che legge libri di autori sconosciuti che io abbandonerei alla riga 5, dopo averla letta sei volte. Per me ci vogliono letture più terra terra.
Fantasy e fantascienza sono i generi che prevalgono però se ne vale la pena leggo anche qualche horror o qualche thrilling: ma ci deve essere una regola altrimenti non ne vale la pena. Ci deve essere un morto entro pagina 3 e il morto deve essere morto veramente male. Per esempio ne “La stanza della Morte” di Preston e Child (e già il titolo attira) a pagina tre, uno dei professori del protagonista cerca di suicidarsi strappandosi le orbite degli occhi dalla testa: questo libro va benissimo, anche se solo verso metà si scopre che questi muore.
A volte si prendono delle cantonate: come nell’ultimo che ho letto, “Nero” ,dove una ragazza viene squartata alla riga 10. non lo leggete, fa schifo. ( notate che recensione da critico navigato). Olivier Pauvert è l’autore e di mestiere è un tecnico di computer, e spero che continui a farlo.
Poi leggo sempre un libro in Inglese, ma deve essere facile. Ho letto tutti gli HarryPotter e adesso sto leggendo Alice in Wonderland. E, siccome mi hanno detto che “fa figo”, leggo diversi libri contemporaneamente. Per quanto mi riguarda, li inizio, ne leggo un po, poi ne inizio un altro, lo lascio li, lo riprendo ecc. al momento in teoria ne starei leggendo sette. Piu Alice in Wonderland, piu un libro sull’Aura, senza contare i manuali di Kung Fu e il libretto di istruzioni della macchina fotografica. E anche la raccolta completa, originale delle fiabe dei fratelli Grimm (che consiglio). Un disastro, insomma…
A volte mi viene in aiuto la Genia che mi fa leggere dei libri dicendomi: “Porco, questo ce la fai”; e mi ha dato “Eureka street” (eccezionale), Una banda di idioti (che glielo ho tirato dietro) e Il meglio che possa capitare a una brioche ( e pensavo fosse un libro di Gaspare e Zuzzurro, invece è un buon libro).
Ah, sto leggendo anche la trilogia “Millennium” di Stieg Larsson. E qui come Harry Potter, leggo il libro e guardo il film. Anche se con HP non ho resistito ad aspettare gli ultimi 2.
Come chicca finale, vi assicuro che di libri non ne compro mai. Me li passa quasi tutti Gulli, mio fratello maggiore, nel senso che prima li legge lui e poi me li da a me. Lui li compra, li legge senza aprirli (non so come faccia) e poi me li presta-regala. Altri libri li prendo in biblioteca, e una volta avevo una collegamica con cui facevo il Bookcrossing. Adesso scrive i blog.
Ecco, questo è quasi tutto sui libri del Porco. So che non vi ho fatto ridere ma spero che vi sia piaciuto.
ciao
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venerdì 19 febbraio 2010
Ridere amaro.
Stamattina mi chiama il mio amico Alf, a cui mi nego da un paio di giorni perché ieri è stato un giorno di merda. (so che vi chiedete il perché, ma adesso ve lo spiego).
Insomma mi chiama e mi chiede:” tutto bene? Sono un po' preoccupato perchè mi hai buttato giù la telefonata senza spiegazioni”
“si, hai ragione ieri è stata una giornata di merda e sono nella merda; mai stato così peggio”
“Oddio che è successo? Patatina, la Genia, tutto bene? La salute?” allarmato.
“Si stanno bene, ho altri problemi, te ne parlo dopo”
“beh, fino a quando la salute c’è, il resto va a posto” e metto giù.
Due minuti dopo mi manda un messaggio.
“ma che succede?”
Rispondo, in sms: “licenziano il mio capo e il suo braccio destro”
E lui:”E che cosa ti sconvolge tanto?”
“Io sono il braccio destro”
Non ho potuto far altro che ridere.
Insomma mi chiama e mi chiede:” tutto bene? Sono un po' preoccupato perchè mi hai buttato giù la telefonata senza spiegazioni”
“si, hai ragione ieri è stata una giornata di merda e sono nella merda; mai stato così peggio”
“Oddio che è successo? Patatina, la Genia, tutto bene? La salute?” allarmato.
“Si stanno bene, ho altri problemi, te ne parlo dopo”
“beh, fino a quando la salute c’è, il resto va a posto” e metto giù.
Due minuti dopo mi manda un messaggio.
“ma che succede?”
Rispondo, in sms: “licenziano il mio capo e il suo braccio destro”
E lui:”E che cosa ti sconvolge tanto?”
“Io sono il braccio destro”
Non ho potuto far altro che ridere.
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pesante
giovedì 18 febbraio 2010
mercoledì 17 febbraio 2010
Hannibal: in memoriam
Ho impiegato 2 mesi per elaborare il lutto. Sono in ritardo ma glielo devo, tutti noi glielo dobbiamo. Hannibal è passato a miglior vita.
Hannibal era un pesce. Uno scalare nero, bellissimo di oltre quattro anni, che era diventata la mascotte del nostro ufficio.
Tre anni fa avevamo installato in ufficio questo acquario con diversi pesci, ma nel corso del tempo, tutti i pesci erano morti, tranne uno, nero. E ogni volta che ne aggiungevamo uno, questo inspiegabilmente scompariva. I tigrati, il pesce verme, i pesci gialli neri, scomparivano tutti. Tranne lui. Lo abbiamo soprannominato Dott. Lecter, Hannibal per gli amici.
Come entravamo in ufficio, reclamava il cibo. E noi, ossequiosi, ubbidivamo. Nell’ultimo anno era diventato grande e bellissimo. Poi improvvisamente è iniziato a stare male e la sua agonia è durata più di una settimana.
L’ho seppellito accanto a Tigrato sotto ad un glicine che non è mai fiorito.
Magari uno di questi anni, quando il glicine fiorirà, il grappolo avrà qualche petalo nero.
Hannibal era un pesce. Uno scalare nero, bellissimo di oltre quattro anni, che era diventata la mascotte del nostro ufficio.
Tre anni fa avevamo installato in ufficio questo acquario con diversi pesci, ma nel corso del tempo, tutti i pesci erano morti, tranne uno, nero. E ogni volta che ne aggiungevamo uno, questo inspiegabilmente scompariva. I tigrati, il pesce verme, i pesci gialli neri, scomparivano tutti. Tranne lui. Lo abbiamo soprannominato Dott. Lecter, Hannibal per gli amici.
Come entravamo in ufficio, reclamava il cibo. E noi, ossequiosi, ubbidivamo. Nell’ultimo anno era diventato grande e bellissimo. Poi improvvisamente è iniziato a stare male e la sua agonia è durata più di una settimana.
L’ho seppellito accanto a Tigrato sotto ad un glicine che non è mai fiorito.
Magari uno di questi anni, quando il glicine fiorirà, il grappolo avrà qualche petalo nero.
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venerdì 11 dicembre 2009
Il silenzio degli innocenti
Ho deciso che ogni 10 post che sono a tema del blog, cioè Maiale e sport, ho deciso di inserire un post che non c’entra niente. Ne ho scritti fino ad ora 13 quindi me ne spetta almeno 1,3.
È un ricordo un po’ triste.
Qualche mese fa, stavo tornando a casa in una bella sera di Giugno, ed ho incontrato la mia amica Paola che vedo indaffarata davanti al portone di casa sua.
“Ciao, come va?” le chiedo
“’nsomma..” risponde affaticata mentre cerca di infilare in un furgoncino un pezzo di una libreria.
“Non vuoi una mano? è pesante e comunque in due facciamo prima e liberiamo il passo carraio”
“Mmhh, sì grazie” dice lei ”allora, fai una cosa, entra nel furgoncino e tira dentro la libreria, mentre io la spingo” aggiunge
“No, scusa, non ho capito” rispondo “Tu vuoi che io entri nel furgone a tirare l’armadio mentre tu sei fuori e lo spingi dentro?”
“eh! Perché?” guardandomi
“Come Buffalo Bill che chiede alla figlia del Governatore di entrare nel furgone per aiutarlo a spingere dentro un armadio, nel Silenzio degli Innocenti?”
“Eh?” sconcertata.
“niente… come al solito ti manca la cultura di base” dico con sufficienza, “Và, entra nel furgone che lo porto dentro io. Tu dimmi dove lo posiziono”
Con enorme fatica entro con la libreria nel furgone e mi aiuta a sistemarlo
“ecco… cosi…” dico io “ ufff…. Senti Paola, ma tu porti la 42?”
“…sssì, perché?”
“niente, niente”.
Ieri accendo per caso la televisione e la vedo che la cercano da Chi L’Ha Visto.
Era scomparsa da sei mesi
È un ricordo un po’ triste.
Qualche mese fa, stavo tornando a casa in una bella sera di Giugno, ed ho incontrato la mia amica Paola che vedo indaffarata davanti al portone di casa sua.
“Ciao, come va?” le chiedo
“’nsomma..” risponde affaticata mentre cerca di infilare in un furgoncino un pezzo di una libreria.
“Non vuoi una mano? è pesante e comunque in due facciamo prima e liberiamo il passo carraio”
“Mmhh, sì grazie” dice lei ”allora, fai una cosa, entra nel furgoncino e tira dentro la libreria, mentre io la spingo” aggiunge
“No, scusa, non ho capito” rispondo “Tu vuoi che io entri nel furgone a tirare l’armadio mentre tu sei fuori e lo spingi dentro?”
“eh! Perché?” guardandomi
“Come Buffalo Bill che chiede alla figlia del Governatore di entrare nel furgone per aiutarlo a spingere dentro un armadio, nel Silenzio degli Innocenti?”
“Eh?” sconcertata.
“niente… come al solito ti manca la cultura di base” dico con sufficienza, “Và, entra nel furgone che lo porto dentro io. Tu dimmi dove lo posiziono”
Con enorme fatica entro con la libreria nel furgone e mi aiuta a sistemarlo
“ecco… cosi…” dico io “ ufff…. Senti Paola, ma tu porti la 42?”
“…sssì, perché?”
“niente, niente”.
Ieri accendo per caso la televisione e la vedo che la cercano da Chi L’Ha Visto.
Era scomparsa da sei mesi
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