giovedì 26 dicembre 2024

Fossi Figo X - Canoa Edition.

Nel ricordarvi che il Porco, in una vita precedente, era un discreto canoista (o almeno, così racconta lui). Canoa Canadese, per essere precisi, quella specialità in cui sei su di un ginocchio sulla barca.

Ebbene sì, io e la mia seconda voga, Vittorio, vincemmo il Campionato di Fondo di Lombardia, specialità C2. Il "Fossi Figo" è ampiamente giustificato e il titolo ampiamente meritato per questi motivi, che conseguirebbero da soli un documentario su Netflix, altro che un post.

  1. La gara era di 42 chilometri. Quarantadue chilometri, sottolineo, perché già dirlo fa venire il fiatone. E tutto questo in ginocchio su una Canoa Canadese, pagaia da un lato solo, sperando che il lato opposto non faccia sciopero.

  2. 42 chilometri in ginocchio. Ora immaginatevi in chiesa per un matrimonio lungo, e moltiplicate quella sofferenza per 1.000. E senza neanche i confetti alla fine.

  3. Acque ferme per 36 chilometri, poi l’ebbrezza del Po per gli ultimi 5 chilometri. Lì ti senti un vero esploratore… o uno che ha appena preso una decisione pessima nella vita.

  4. La gara era sul Canale Milano-Cremona-Po, con partenza e arrivo nella Darsena. Sì, proprio quella dove c'era l'Enrico Toti, il sottomarino. 

  5. Durante la gara, a un certo punto ho detto a Vittorio: "Andiamo a dare una pacca all'Enrico Toti, quando mai ci ricapita?". Lui: "Ma ci stanchiamo inutilmente…". Io: "Sti cazzi". Lui: "Ok, mi hai convinto". La storia ci ricorderà come gli eroi che si sono inginocchiati su una canoa per rendere omaggio a un sottomarino.

  6. C'era un sole splendido. Sembrava quasi un invito a goderci la giornata. E infatti, con la scusa che "ci serviva energia per la gara", ci eravamo portati da mangiare e bere sulla barca. Panini, succhi di frutta, un po’ di cioccolato… mancava solo la tovaglietta a quadretti e il fiasco di vino per fare un picnic come si deve.

  7. 42 chilometri. In ginocchio. Non so se l’ho già detto.

  8. Il tratto sul Po, invece, era un circuito ad anello da fare tre volte. La parte in favore di corrente ti faceva sentire una freccia d'acqua, un dio della velocità. Ma quando arrivava il tratto contro corrente, tutto cambiava: ogni pagaia sembrava un debito karmico da ripagare, e iniziavi a fantasticare su quanto fosse bello stare seduti al bar della Darsena con uno spritz in mano, invece che sudare fiumi d’acqua su un fiume vero..

  9. Le partenze erano scaglionate, e noi eravamo i primi a partire. Durante il primo giro di boa, i Giudici al megafono, con una voce che rimbombava fino a mezza Cremona, urlarono: "A tutti i canoisti in gara, guardate bene il C2 come fa i giri di boa!". E poi una telecronaca in diretta tipo Olimpiadi: "Ecco, vedete come allargano la curva… ora la stringono… perfetto! dovete fare come loro!". Io e la mia seconda voga, esaltati, ci sentivamo delle divinità acquatiche. 

  10. 42 chilometri, in ginocchio. Ancora una volta, nel caso ve lo foste dimenticato.



domenica 22 dicembre 2024

Scusa n. 7 dello sportivo scarso


L'intero percorso era contro vento, per questo la prestazione è stata bassa.

"Ma il percorso era ad anello."

"Il vento mi odia, mi ha seguito."



sabato 21 dicembre 2024

Non è la questione di essere boomer

La foto qui sotto è uno screenshot dello status WhatsApp di Alice, nell'ultimo giorno di scuola prima delle vacanze di Natale, in prima liceo.

Sì, Alice, Patatina, Patalice, per quelli che mi seguono dal 2009.

Ebbene sì, è in prima liceo Classico, ma non è questo il punto.

Lo status è un video girato nei corridoi del Liceo Carducci, dove i ragazzi festeggiano il Natale cantando Last Christmas degli Wham!.

Mi è venuto un tuffo al cuore. Era il Natale del 1985 quando ero anch’io in quei corridoi, nella stessa identica scena, con la stessa identica canzone.

E qui nascono due riflessioni.

La prima è che trovo meraviglioso come, a distanza di quasi 40 anni, i ragazzi continuino a festeggiare il Natale in questo modo. Nonostante tutti i cambiamenti del mondo, il senso di condivisione e allegria resta immutato.

La seconda, però, è più pungente: possibile che in 40 anni non sia venuta fuori una canzone di Natale nuova e altrettanto iconica da cantare tutti insieme? Pensateci: sarebbe come se nel 1985 avessimo cantato una canzone di Natale degli anni ’40 o ’50, come White Christmas di Bing Crosby o Let It Snow! di Vaughn Monroe.

Insomma, la tradizione è bella, ma a volte mi chiedo se non siamo rimasti un po'... congelati.

Buona notte a tutti, vado a riflettere sul Natale e sull’evoluzione della musica pop.



venerdì 20 dicembre 2024

Fossi Figo IX

Il Porco ha scoperto che la sua miopia peggiorava anno dopo anno per colpa di un gioco subdolo durante le visite oculistiche. L’oculista, cambiando le lenti per il controllo, mi chiedeva con aria innocente: “Vedi meglio così o…”, aggiungendo una mezza diottria, “così?”. E io, ingenuo: “Beh, meglio la seconda”. Risultato? Una gradazione sempre più alta e una miopia in continua espansione.

Le lenti a contatto che avevo fatto preparare erano un capolavoro di precisione ottica: potevo distinguere dettagli imbarazzanti della mia dirimpettaia, la mia tabella optometrica personale, (sto parlando della sua cucina... honni soit qui mal y pense). Però, con il tempo, mi sono accorto di un problema: non riuscivo più a vedere bene da vicino. Libri, cellulare, bricolage… tutto diventava sfocato. Così, per continuare a dedicarmi a questi piaceri della vita, ho dovuto cedere agli occhiali da presbite.

Poi, per puro caso, un errore in un ordine di lenti a contatto morbide usa e getta – con una gradazione molto più bassa – mi ha aperto un mondo nuovo. Non potevo più vedere i dettagli delle pietanze della suddetta vicina (un sacrificio accettabile), ma potevo leggere senza bisogno degli occhiali da vicino! Da lì, l’illuminazione: il Porco ha fatto preparare una lente a gradazione bassa per l’occhio sinistro e una un po’ più forte per il destro. Ed ecco le conseguenze:

  1. Non metto più gli occhiali da presbite. Ricorda bene che il Porco e la vecchiaia sono su due rette parallele (come giustamente ricorda il titolo del blog): a sedici anni ho smesso di portare gli occhiali e ora, con le lenti, dovrebbe aggiungerne un altro paio? Assurdo!

  2. Ho accumulato una decina di paia di occhiali che, in un moto di generosità, regalo a chi ne ha bisogno sul momento, atteggiandomi a filantropo casuale.

  3. Ho lenti a contatto a gradazione molto alta che uso per occasioni speciali: teatro, cinema, lunghi viaggi in moto o qualsiasi attività all’aria aperta. In quei momenti, mi trasformo in un supereroe: Occhio di Falco, il re della supervista. La mia kriptonite? Tutto ciò che si trova a meno di mezzo metro da me è una sfocatura degna di un quadro impressionista.




78-84-78 XIV

Ho perso 7 chili in novanta giorni; stavo abbondantemente dirigendomi verso la squintalatura e sono riuscito a contenerla. 
Ora, sotto una luce proveniente dall'alto, con un particolare angolazione, in un determinato momento della giornata, lontano dal giorno della birra, si intravedono dei six pack; non che me ne freghi qualcosa... ma mi porto avanti per superare la 57° prova costume consecutiva. 
La conseguenza di questa notizia è che mi ero ripromesso di riprendere la corsa non appena mi fossi stabilizzato sotto gli 80 chili. Ebbene, non è che ho tutta questa voglia di andare a correre ed ogni scusa è buona.
Lo so che non fa molto ridere, ma uno non è che può essere Andy Kaufman tutte le volte.