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giovedì 27 gennaio 2011

Il tempo dell’Addio: Justin

Hanno aperto una palestra (quella con i pesi dentro) vicino a casa mia, per cui sono “costretto” a convertire l’abbonamento della palestra di Justin (dove ero temporaneamente parcheggiato in attesa dell’inaugurazione) con quest’altra. Quindi non vedrò più Giàstin a meno che non verrà da noi a sparare le sue cazzate, tanto la palestra è della stessa catena.

Comunque tutti noi confidiamo che ci sarà un altro Giàstin, che forse si chiamerà Chevin. Intanto c’è un Pablo (il proprietario) che purtroppo per i possibili spunti del mio blog sembra una persona seria e competente nelle arti marziali. Infatti vuole introdurre oltre ai consueti corsi di aerobica, Gag, e simili anche corsi di arti marziali “for dummies”.

E sicuramente ci sarà qualche Dummie che mi vorrà sfidare al quale risponderò dicendo che il mio Maestro ci ha vietato di combattere perché per i praticanti del Fiore di Pruno è proibito dal Monastero.
C: “perché è proibito ?”
P: “perché ci allenano per poter colpire l’avversario una unica volta.”
O qualcosa del genere.

Comunque in attesa che Chévin si manifesti in tutta la sua splendida coglioneria, vi lascio ad un frammento dell’ultimo dialogo che ho avuto con Justin; siamo un po' lontani dalle abbaglianti illuminazioni sulle arti marziali di qualche mese fa ed è per questo che non l’ho mai trascritto nei blog.

J: “Ti alleni sempre tardi, non puoi venire prima?”

P: “Non posso, ho due bambine, la mia compagna ha bisogno di aiuto e fino alle 10 di sera non riesco ad uscire di casa”

J : “Ma scusa ma vieni di pomeriggio allora!”

P: “E chi va a lavorare?”

J : “Ah, lavori?”

venerdì 21 gennaio 2011

Psicologia dello sport II

Si parlava della lezione di psicologia sportiva al corso per istruttori


Questo mi ha dato lo spunto per fare una classifica dei motivi che mi hanno spinto a fare il kung fu.


Come unico e supremo Perché: È La Via Per La Ricerca Dell’immortalità, quindi è una specie di Causa n° 0 e pertanto esce dalla classifica.

Allora perché faccio Kung Fu ?

1. Motivo segreto e ve lo dico di persona (almeno venite alla festa di Patatina)

2. Motivo noioso riguarda la salute, star bene…solite minchiate.

3. Stessa cosa ma riguarda l’Io, la autostima, la sicurezza di sé e altre baggianate.

4. Se Po di Kung fu Panda si è rialzato da terra con un colpo di reni, non vedo perché non ci debba riuscire io

5. Kung fu Panda è un film autobiografico. Almeno nella prima parte del film

6. In caso di scenario post atomico tipo “la notte dei morti viventi” e “Io sono leggenda” potrebbe essere utile conoscere il KF

7. Bruce Lee è il miglior attore di tutti i tempi.

8. Bruce Lee ha battuto Chuck Norris, ma solo perché era un film di fantascienza

9. Lo Tzu che se la ride quando mi tira i calci nelle costole dicendo che ha trattenuto il colpo. E rido anch’io.

10. Bruce Lee era interpretato da Chuck Norris perfettamente truccato.

11. Patatina che imita il movimento delle braccia quando faccio il mei hua chuan.

12. Le Patatine che mi dicono che i loro boyfriends le fanno disperare e io che dico :” non vi preoccupate ci pensa papà”

martedì 5 gennaio 2010

In montagna

Oggi mi sono allenato. Che c’è di strano?
Sono in montagna c’erano 10 centimetri di neve, c’erano 4 gradi sotto zero. Freddo porco, ma secco. Un pensiero è andato alla mia ex-allenatrice di Canoa (la Bianca) che ci faceva allenare con qualsiasi condizione atmosferica. Un pensiero anche al mio insegnante che io chiamo Lo Tzu, che formalmente non approverebbe per il fatto che c’è troppo freddo, rischi di strapparti, di scivolare di farti male, blablabla…ma che se ci fosse stato anche lui, di certo si sarebbe allenato al freddo, sulla neve, dicendo che il freddo avrebbe temprato il chi,oppure che il Maestro Chang avrebbe detto "con freddo, attiva piccola circolazione celeste, devi tiene schiena dritta"
Per la cronaca ho fatto 5 minuti di corsa fino alla valletta degli otto cani. Poi ho fatto (metto al traduzione almeno sembra più poetico) i primi cinque percorsi del pugno del tempio della giovane foresta (fico, eh?), il pugno del fiore di prugno (poetico); le tecniche di gamba primi due percorsi (qui è una becera traduzione); poi le tecniche di bastone e i cinque percorsi dei combattimenti (qui poesia zero)
Poi ho fatto il pugno raffinato della terra.
Le cadute.
Nella neve.
Le capriole, i salti, gli zompi, tutto nella neve.
Eh, eh, eh…
Ho fatto il minchione, in poche parole…

sabato 2 gennaio 2010

Otto cani vs un maiale

Quest’estate mi allenavo in montagna nel mio solito posto, una piccola valle circondata da una foresta di pini (mica male, eh?), stavo studiando il mei hua chuan (tecnica del fiore di prugno), quando all’improvviso percepisco un movimento alla mia sinistra: mi giro e vedo due cani che dalla cima della collinetta, scendono di corsa verso di me. Erano due cani bastardi, probabilmente randagi e puntavano verso di me a tutta velocità. Con un rapidissimo movimento giro il capo mi accorgo che il mio pang (bastone corto) è troppo lontano. Allora mantengo la calma e scendo in guardia (kua hu shih, che vuol dire “fare un passo avanti come una tigre”) e fisso negli occhi quello che mi sembrava il capo dei due. Loro continuano a correre, velocemente, lungo il dorso dell’altura. Il mio respiro inizia a rallentare, i miei muscoli iniziano a rilassarsi, il mio qi inizia a spostarsi verso il centro del mio addome e poi verso i quattro arti.
Non sento più i rumori del bosco, gli uccelli, il vento e i campanacci delle mucche, il verde del prato, dei pini e del cielo inizia a sbiadirsi in un unico colore verde sbiadito, in cui i due cani, due macchie nere, si muovono lentamente.
Sì, ecco, sono pronto…
Improvvisamente tutto si muove più velocemente e anche i colori e i rumori non sono più opachi e soffusi; cosa succede, mi chiedo: all’improvviso, quando sono a una decina di metri da me virano e se ne vanno da un’altra parte, fuori dal mio controllo e dalla mia portata visiva.
Esco dalla guardia, mi rilasso e riprendo l’allenamento.

“Quando un cane ringhia, abbaia o comunque mostra un comportamento aggressivo nei confronti dell’essere umano, è necessario assumere atteggiamenti distensivi e amichevoli nei suoi confronti; […] [il cane] riscontra nell’essere umano un suo pari, ma di un altro branco, privo di ogni intento aggressivo [nei confronti del suo branco]. […]
Sono misurati il 73% dei casi in cui il cane ignora l’essere umano e si allontana; il 12% ha atteggiamenti neutri pur rimanendo ad osservare il comportamento altrui; 8% ha atteggiamenti amichevoli; il 6% mantiene atteggiamenti aggressivi e l’1% attacca l’essere umano.[…]
Possiamo con certezza affermare che la maniera migliore di reagire di fronte a un cane che ha un comportamento aggressivo è quello di mantenere a propria volta un atteggiamento amichevole.[…]
Atteggiamenti che un cane considera amichevoli sono: mostrare il fianco oppure sbadigliare vistosamente.”
(E. Pagani: Elementi di etologia canina: il Randagismo, 2009)

Passano una ventina di minuti durante il quale il mio allenamento diventa più intenso e vedo in lontananza dal sentiero che esce dalla foresta, i due cani di prima che corrono abbaiando verso di me, seguiti da altri sei cani; l’intero branco inizia a correre latrando e guaendo. Alle loro spalle un vecchio agita vigorosamente le braccia urlando qualcosa che sembra un “fermi, tornate qui!”; ma non lo sento neanche: immediatamente con un salto, afferro il bastone mi sposto di un paio di passi su una zona più alta, valutando una posizione favorevole per affrontare il branco di cani.
“Non fanno niente!” urla il tipo sempre più allarmato. I cani si mettono a semicerchio intorno a me e abbaiano tutti tranne il capo branco che ringhia. In un attimo passano mille pensieri: provo ad aprire il libro di comportamento animale al capitolo Atteggiamenti Amichevoli.
Chiudo il libro
Impugno il pang, scendo in guardia con un fasheng (è un grido ) e inizio a roteare sopra la mia testa e intorno al corpo il bastone con un movimento largo. Punto al capobranco, al primo cane che si muove, colpisco lui. I cani invece si fermano, come incantati e inebetiti seguono con la testa il movimento del bastone; all’improvviso il capobranco smette di ringhiare e fugge via verso il padrone che nel frattempo non aveva smesso di urlare.
I cani si allontanano. Rimango in guardia, li osservo mentre sia allontanano, li osservo ancora quando il vecchio riesce a riprendere il loro controllo, li osservo mentre il vecchio allarga le braccia come per scusarsi, li osservo mentre si allontanano, li osservo ancora quando escono dalla mia vista. Allora esco dalla guardia e mi rilasso