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domenica 10 agosto 2025

Quella testa di minchia di mio cognato

Tutti abbiamo un cognato che, ogni tanto, prenderesti volentieri a scarpate in faccia.
Il mio non fa eccezione.

Siamo al mare: il Porco, la sorella del Porco (perché “Porca” suona male) e il cognato del Porco.

Sorella: «Che leggi?»
Porco: «Le correnti dello spazio, un classicone di Asimov. Quasi finito.»
Sorella: «E com’è?»

Io e mia sorella, culturalmente stratosferici come sempre, iniziamo a parlare di robe elevate e dei massimi sistemi — cose che il cognato non riuscirebbe a concepire nemmeno con un manuale illustrato.
Parto con una piccola recensione in stile quarta di copertina, giusto per dare l’idea.

Sorella: «Bello! E dopo che leggi?»
Porco: «Vorrei finalmente prendere in mano Il profumo di Süskind.»
Sorella: «Cavolo! Bellissimo, ti potrebbe piacere perché è duro, pesante, difficile… e a volte ci sono descrizioni molto realistiche…»

Ed ecco che interviene il cognato.
Lui, fino a quel momento, stava spippolando su Facebook, estraneo e sereno come un turista giapponese in mezzo a una rissa.
Alza la testa e, con la leggerezza di una bomba nucleare, dice:
 «Sì, perché poi lui muore…»
…e aggiunge due parole che mi rivelano tutto.

Quella testa di cazzo mi ha appena rovinato il finale.
Non tanto per il fatto che muore — quello lo potevi anche intuire — ma come e perché.

Io non mi sono nemmeno arrabbiato.
Non ce n’è stato bisogno.
Ci ha pensato mia sorella.
Minchia, quante gliene ha dette…
E mentre lo trituava mentalmente, io da amante della fantascenza l'avrei teletrasportato sulla Event Horizon o sulla Nostromo. 


martedì 8 giugno 2021

Questo povero papà...

Il crocerossinismo delle Patate nei confronti del loro padre si sta complicando.
Le due, percependo il momento di difficoltà del Porco, sono diventate ancora più protettive, tanto che osservano, ponderano e discutono di ogni comportamento insolito.
Questo episodio è da raccontare: un paio di giorni fa mi chiede: 
"Cosa vuol dire allende". 
"Allende? niente dove l'hai sentito" 
"L'ho visto sul tuo leggio (sarebbe l'ebook reader)"
"Ah, "agliende" è il nome della scrittrice del libro che sto leggendo"

Qualche ora dopo, telefonata preoccupata alla madre:
"Mamma, il Papà sta leggendo un libro strano: l'amante giapponese di isabella agliende; non ci sono zombi nè draghi. Dice che parla di due bambini, uno giapponese e una polacca che si incontrano e crescono insieme"

Agata, since 2010. 






domenica 22 novembre 2020

Dentro l’acqua, dentro te

 Il mare ci culla, lento, come se sapesse.

Nuotiamo vicini, ma la distanza è una finzione: bastano i tuoi occhi perché tutto si accenda.
Poi ti lasci andare sul materassino, apri le gambe, mi richiami a te con le cosce, come un’onda che non ammette scampo.
Mi avvolgi.
Mi baci.
Sento il freddo dell’acqua sulla schiena, ma il tuo corpo è calore puro, febbre, pelle che brucia sotto il sole e sotto la voglia.

Le tue braccia ci tengono insieme al materassino, ma sei tu a tenermi davvero.
Sento il tessuto del tuo costume che scivola, il tuo respiro che si mescola al mio, i tuoi capezzoli tesi contro il mio petto.
La tua mano si muove, lenta, consapevole. Sposti lo slip. Mi lasci entrare in te.
Senza parole, senza esitazioni.
Solo il mare intorno, solo il tuo corpo, solo il nostro ritmo, sussurrato tra le onde.

La mia bocca è nella tua, il tuo fiato dentro il mio.
Ci aggrappiamo l’uno all’altra come naufraghi, ma non stiamo affondando: stiamo volando, sprofondando in qualcosa di più liquido del mare, più profondo del desiderio.
E mentre il mondo si dissolve in spruzzi di luce e pelle bagnata,
arriva quel momento.
Lì, tra acqua e cielo, ci lasciamo andare.
Insieme.

venerdì 22 novembre 2019

Meditazione Profonda

Era seduto sul letto, a gambe incrociate. Immobile.
Sembrava stesse meditando, o fingendo di farlo. Lei lo guardava, la pelle ancora lucida d’acqua, il corpo che ancora sapeva di doccia e di voglia.
Lasciò cadere l’asciugamano. Nuda, bagnata, salì sul letto. I capelli gocciolavano, le cosce brillavano d'umidità.

Si avvicinò lentamente a quattro zampe, il seno che dondolava morbido sotto di lei, le labbra tese verso le sue. Lo sfiorò appena. Nessuna reazione.
Gli baciò la guancia, poi inclinò la testa e gli offrì l’orecchio, il collo… proprio lì, nella piega tra la nuca e la spalla, dove ogni volta si apriva come fiore sotto la lingua.

Niente.
Solo il suo respiro regolare, quel suo silenzio carico.
"Meditazione profonda", lo chiamava.
Ma a lei sembrava una provocazione.

Allora si mosse. Serpentina, decisa, fece scivolare il suo corpo intorno al suo.
Le labbra le divennero dita. Lo accarezzò col fiato, col ventre, coi capezzoli duri che sfioravano la sua schiena.
Baciò il collo, la spalla, poi scese. Il fianco. Le costole. Le sue labbra tremavano e non solo per il freddo dell’acqua che le colava tra le cosce.

Non si era accorta che, senza ricevere nulla, si stava accendendo.
La sua quiete la faceva impazzire. La sua inazione era un invito.
Sentiva il calore salire, il centro tra le gambe umido, pulsante.
Era la doccia? No. Era lui. Era lei.

Poi lo fece.
Ruotò.
E con una lentezza indecente, gli sfiorò le labbra con la natica.
Un attimo dopo, l’interno del gluteo.
E lì — sì — qualcosa si mosse.
Un fremito. Un respiro caldo.
E poi quella lingua.
Morbida. Umida. Vivo desiderio.

Le sue gambe si aprirono senza chiedere permesso.
Le mani sul materasso, il bacino ruotato, spalancato come una risposta.
E quando le labbra le si attaccarono tra le pieghe, la razionalità saltò in aria.
Non pensava più.
Non chiedeva più.
Godeva. Tremava. Si apriva, si perdeva.
E venne. Forte. Lunga. Profonda.
Come un'onda che ti strappa il respiro e ti lascia lì, nuda e viva, sul bordo del mare.

martedì 2 luglio 2019

2020 III - Perché il 2020?


Il 2020 è una data particolare: viene progettato il primo cervello positronico per poi essere realizzato nel 2021; è l’anno successivo all’ambientazione di Blade Runner; il genere Cyberpunk fa risalire a questo anno i primi impianti neurali.  Quindi è una data in cui ci potrebbe essere una svolta per la Razza Umana.
Alla base di questo ragionamento c’è l’Ipotesi Gaia.
L’Ipotesi Gaia è una ipotesi formulata nel secolo scorso che considera la Terra (Gaia, appunto, dal nome greco della dea Gea) come un'unica entità e “auto-regola” il proprio ecosistema mantenendo le condizioni idonee per la Vita. Una delle conseguenze di questa ipotesi è che la Terra per garantire la vita può auto difendersi, cambiando le proprie componenti (oceani, crosta terrestre, atmosfera e le altre componenti geofisiche) per garantire appunto le condizioni idonee per la Vita e la propria sopravvivenza.
Nella storia della Terra sono accadute 5 grandi estinzioni di massa (tra il 70 e il 95% delle specie viventi), ma ne sono accadute altre molto più “piccole”: le cause sono diverse, ci sono diverse ipotesi ma tutte hanno comportato un riequilibrio e una evoluzione delle specie sopravvissute.
Molti romanzi sono stati scritti e girati molti film sull’Ipotesi Gaia; se volete avere un’idea di cosa sto parlando, tra i film “fatti bene” citerei Avatar, The day after tomorrow; Final Fantasy e Nausicaa nella valle del vento (di animazione). Posso citarvi inoltre decine di libri, ma vi consiglio Schatzing Il quinto giorno; James I figli degli uomini; Bear Il risveglio di Erode e naturalmente la trilogia di Newsflesh di Seanan McGuire, sulla quale torneremo spesso.



martedì 3 luglio 2018

La mia è una scuola strana V

Forse avevo accennato che l’anno scorso , le maestre non davano i compiti ai bambini ma ai genitori . Quest’anno le maestre hanno dato i compiti delle vacanze anche ai bambini.
Studiare a memoria delle poesie. Le poesie sono inedite e personalizzate: inedite perche sono inventate dalle maestre (qui una M maiuscola ci starebbe bene) e personalizzate perché sono state composte proprio per quel determinato e specifico bambino. Niente di particolare: immagini semplici animali che pensano e parlano, bambine che osservano il cielo e le stelle, ma comunque cose che rispecchiano il carattere e la personalità delle bambine. In sostanza agata che faccia le cose senza pensare che sia una gara (e qui avrà preso da qualcuno) e alice che è in trasformazione come il baco da seta che si costruisce il bozzolo per proteggere la farfalla che verrà. 
Lo so che sembra diabeticamente poetico ma non sono parole mie. 
Giusto perché la nostra è una scuola strana, i genitori hanno i compiti delle vacanze. L’anno scorso me la sono cavata con un romanzo di Ende sull’importanza del tempo (Momo), quest’anno c’è invece un mattone di filosofia (in realtà è un libro di pedagogia ). Non è proprio un mattone, diciamo una mattonella da 120 pagine ma insomma... non è cip cip. 



martedì 26 giugno 2018

Delle letture dell’estate

Ho appena finito 22/11/63 di S.King. Parla di viaggi nel tempo, ma è stato apprezzato per la ricostruzione storica dell’attentato di JFK. Scorre bene, c’è anche una storia d’amore che ovviamente non spoilero. Comunque King è sempre refrattario ai lieti fini. Avevo appena finito It e mi è piaciuto un bel pezzo di narrazione ambientata a Derry durante la mattanza di Pennywise. Incontrare e rivedere gli ambienti e i personaggi che avevo conosciuto qualche mese prima è stato emozionante. 
Questa lunga introduzione mi serviva per dirvi cosa stavo leggendo ora. Amabili Resti. Ci ho provato tre anni fa ma mi sono preso un pugno nello stomaco a metà primo capitolo. Questa volta con le mie figlie un po’ più grandi la botta è stata più forte ma dopo aver chiuso il primo devastante capitolo, sono entrato in una meraviglia. Devo ringraziare Amanda naturalmente. 

martedì 17 ottobre 2017

Wizzies

Stavo ragionando sul nuovo successo del merchandising di Esselunga (i wizzies).
*** SPOILER ALERT***
Osservavo che quasi la metà dei personaggi raffigurati nelle statuette muore. 
Ho un solo dubbio: Edvige. Il libro non lo cita espressamente, ma secondo me schiatta anche lei.
Se fosse così, sarebbe un tasso di morte del 50%.
Un successo di marketing in pratica.



martedì 15 agosto 2017

La mia è una scuola strana. I compiti delle vacanze

La scuola delle Patate  non da' i compiti nel fine settimana nè durante le vacanze. 
Le loro maestre pensano che, come lo faceva la maestra del Porco, la maestra Lydia, durante le vacanze i bambini devono stare con i loro genitori.
I compiti comunque qualcuno li deve fare e quindi li assegnano ai genitori.
Questa volta devo leggere un libro Momo di Michael Ende. 
Figata, bellissimo, stupendo direte voi, ma purtroppo i gusti in fatto di lettura del Porco sono altri. Per cui dopo la trilogia dei Parassiti di
Seanen McGuire, e le Ancelle di Ann_Leckie mi devo leggere Ende; avevo letto La Storia Infinita nell'edizione Longanesi, quella scritta con tre inchiostri di colore diverso: mi era piaciuta, bellissima, aveva messo le basi alla mia passione  per il Dungeonsdragons, ma avevo 16 anni.
Ecco, Momo non è il mio genere, ma vabbè...
Giustamente le Patate se la ridono e mi controllano se sto facendo i compiti: " a che pagina sei arrivato? Quanto ti manca? Hai fatto i compiti? "
Sono in spiaggia, va tutto bene, Buone vacanze a chi le sta facendo. 



giovedì 27 luglio 2017

Terra di Mezzo

C'era una volta un Vetrino che viveva sulla riva del mare. Non in acqua dove inizia l'onda e non sulla sabbia asciutta: proprio sulla Riva, a metà strada tra l'Acqua e la Terra. Era come quelli che si trovano nei posti sul mare, dove non ci sono solo sabbia o solo scogli; non aveva una forma particolare che ricordasse un cuore o una stella; non aveva un colore particolarmente raro per un vetrino, giallo limone o arancione tramonto: era verde, come altri mille lì intorno. 
In questa mediocrità inaccettabile, a suo dire, riusciva ad essere splendente come uno smeraldo, come se il colore più comune in Natura si fosse fuso con l'acqua.
Decise di farsi Raccogliere, ma divenne opaco nonostante fosse stato lucidato e cosparso di olii, ma quella brillantezza non era reale e anche la luce artificiale  dell'acquario, pur molto simile al sole, non gli rendeva lo splendore che avrebbe meritato. E poi, diciamocela tutta, c'erano acqua dolce e pesci mai visti prima!
Fu così che volle ritornare al mare. Non si posizionò sulla sabbia, dove il sole l'avrebbe asciugata e nemmeno nel mare, dove non avrebbe preso i raggi del sole. 
Si coricò sulla riva, in quella terra di mezzo dove era nata. Dove l'acqua avrebbe lucidato la sua pelle e il sole l'avrebbe fatta risplendere. 
Sì, la sua Terra di Mezzo! In fondo era giusto che fosse lì: era fatta di terra e di acqua. 




venerdì 13 novembre 2015

Bastiano e Melania, la vongola che volò verso la luna.

Domenica scorsa mentre il Porco faceva una passeggiata in riva al mare a raccogliere i vetrini, ha trovato una conchiglia di un “cuore”, un frutto di mare simile alla vongola. Siccome aveva la forma di un’ala, ha subito mandato la foto alla sua amica Manza , dicendole: “Manzè questa conchiglia è a forma di ala, ci potresti scrivere un racconto”. Lei ha risposto: “Scrivilo anche tu!”.
Questo quindi è il secondo progetto di racconto con lo stesso tema: non è una gara a chi lo scrive meglio (sicuramente quello di Amanda sarà molto più bello) però ci piaceva l’idea di deliziare i nostri blogger che ci frequentano.

Bastiano e Melania, la vongola che volò verso la luna.

Bastiano aveva già in mano la fetta di limone e il coltello per aprire la vongola, quando si accorse che aveva una forma strana.
Pulì per bene la conchiglia dalla sabbia, sciacquandola con l’acqua di mare e provò a osservarne meglio la forma. Non era certamente una vongola. Era più grande e con le striature rugose con colori vivaci che andavano dal marrone al giallo. Dalle sue parti la chiamavano caparoza.
Questo era però ancora più strano: le due valve erano più strette ed allungate e finivano a punta; sembravano due ali chiuse come per proteggere un angelo.
Bastiano, che non si faceva certo suggestionare da poetiche figurazioni, afferrò la lama del coltello pronto ad aprire la conchiglia, quando senti una voce intimargli: “Fermo!”
Bastiano si guardò intorno cercando chi avesse mai parlato; non vide nessuno: la spiaggia era completamente vuota. Voltò lo sguardo intenzionato a gustarsi il frutto di mare, quando una leggera vibrazione proveniente dalla conchiglia accompagnò una perentoria intimazione: “Fermo li!” La voce, un po' attutita, proveniva chiaramente dalla conchiglia. “Guai a te se usi quel coltello”
Bastiano, evidentemente sorpreso, lasciò cadere la conchiglia in terra e fece un salto indietro.
“E adesso ributtami in acqua, grazie”
Bastiano, più divertito che spaventato raccolse la conchiglia, la sciacquò di nuovo e si mise a osservarla.
“Nell’acqua, ti ho detto!”
“Ma tu parli!” disse finalmente Bastiano.
“E tu non mi ascolti” rispose la conchiglia.
Con un sorriso Bastiano avvicinò la bocca e le chiese: “E perché non dovrei mangiarmi una caparoza?”
“Innanzitutto sono un cuore, non una caparoza, e mi chiamo Melania, tzè che rozzo!. Tu non mi puoi mangiare” continuò Melania “ perché domani volerò sulla luna”
“nessuno può volare fino alla luna” disse Bastiano.
“Domani il mare sarà in tempesta, io risalirò sulla superficie, aspetterò l’onda giusta, la raffica di vento favorevole, darò un colpo con le mie conchiglie alate, le staccherò e vuuum! Sarò in volo fino alla luna”.
“E’ la storia più assurda che abbia mai sentito” disse Bastiano “ma non ti mangerò” e lanciando Melania, una risata argentina accompagnò la lunga traiettoria curva verso il mare.    
“Grazieeee!”, urlò Melania di rimando prima di tuffarsi in acqua.
Bastiano si sedette sulla riva e prese una vongola e il limone dal cesto di vimini. Indugiò un momento prima di chiedere: “Qqualcun'altra di voi deve dirmi qualcosa?”
Non ricevendo nessuna risposta, si gustò gli ultimi frutti di mare, osservando delle nubi nere che si radunavano all’orizzonte.
Si era dimenticato ormai dell’accaduto e qualche giorno dopo Bastiano ritornò sulla spiaggia, perché il mare dopo la tempesta dona sempre dei regali alla terra.
Mentre raccoglieva dei rami di una forma strana, raccolse una conchiglia a forma di ala con dei colori vivaci e la esaminò. 
“Diavolo d’una Melania, ce l’ha fatta!” esclamò, alzando uno sguardo fantasticante come per cercare in un limpido giorno di sole, la luna.
“No, ma ci riprovo domani!”, gli rispose una voce femminile proveniente da uno scoglio lì vicino. E un granchio si tuffò in acqua.

E a Bastiano sembrò, anche se non era del tutto sicuro, che il granchio gli avesse strizzato l’occhio.   



mercoledì 19 agosto 2015

Ebook reader vs Libro di carta

Io sono passato all’ebook reader, quasi completamente. A me non piace avere tante cose in giro e cerco di tenere le cose essenziali e che non mi facciano casino.
Non interpretate male. Leggo molto, anche se la mia lettura non è di alto livello; inoltre mi piace regalare e mi è sempre piaciuto ricevere in regalo libri.
Solo che non so dove metterli.

Vantaggi dell’ebook.
Ti porti dietro tutta la biblioteca.
Hai un paio di chili in meno nella borsa quando vai in vacanza per più di una settimana.
Puoi leggere in qualsiasi momento, un capitolo, un paragrafo, una frase del libro che vuoi, dove vuoi.
Puoi leggere il signore degli anelli (1008 pagine) tranquillamente sdraiato a letto. Non ti servono tricipiti da Schwarzenegger e se la presa ti sfugge non ti sfondi il torace.
Sei comodo a leggere il libro su fianco destro e su fianco sinistro.
Al mare non hai bisogno delle pietre per evitare che il vento giri le pagine.
Non hai bisogno di occhiali per leggere, puoi cambiare la grandezza del carattere.
Non hai bisogno dell’abat-jour per leggere di notte se l’ebook è auto illuminato.
Se leggi un libro in lingua originale un po' ostico, non hai bisogno di portarti il Collins.
Puoi comprare un libro, leggerne due pagine e piantarlo lì senza nessun rimorso di aver buttato i soldi.
Salvi qualche albero.
Non ti lecchi il dito per girare la pagina.
Hai la scusa di pensare a qualche altro regalo, perché fa brutto regalare un pdf o un epub.
 
Svantaggi.
Quando porti a casa una ragazza non puoi spacciarti per intellettuale perché non hai la libreria.
Le foto fanno cagare (cosi come le tabelle, grafici ecc)
Se leggi un romanzo avvincente, spesso l’attesa del passaggio tra una pagina all’altra ti fa cascare i coglioni.
Non c’è il profumo di carta stampata (o di muffa).
I Manuali sono poco pratici da sfogliare.
Questo non si può fare.



mercoledì 10 giugno 2015

Aspettare

Il treno era in ritardo e Adelina si stufò di aspettare sulla panchina di legno un po' scrostata del primo binario. Decise quindi di prendere il pullman per coprire gli ultimi trenta chilometri che le servivano per arrivare alla stazione di Pontello.
Il pullman era già alla fermata e dopo essersi seduta nella quarta fila di destra vicino al finestrino, occupando con la giacca, il posto vicino al corridoio, si mise a leggere uno stupido romanzo rosa. Al termine della pagina, vedendo che nessuno era salito né tantomeno il motore era acceso, si alzò e chiese al conducente se sarebbe partito puntuale. Il guidatore lievemente seccato dalla domanda perché non si parla al conducente, come da cartello ben in vista, disse che ci sarebbe stato un lieve ritardo per uno sciopero della categoria.
Adelina scese e s’infilò in un’auto che sembrava fare un servizio taxi e, sedendosi alle spalle del posto passeggero, contrattò brevemente il prezzo della corsa.
Cinque minuti dopo era già immersa nei suoi pensieri che scorrevano nella sua mente alla stesso ritmo del paesaggio circostante.
Non era sicuramente la sua giornata fortunata perché dopo una decina di chilometri la macchina si fermò per un guasto al motore.
Il guidatore alzando le spalle spiegò che sarebbe andato a piedi al prossimo paese, sei chilometri più avanti, per cercare aiuto. Di fretta, in fondo, non ne aveva, la giornata era bella e si sarebbe fatto volentieri una camminata tra i campi di grano e di papaveri.  
Adelina, la cui ciocca di capelli sfuggita dalla molletta tradiva il suo autocontrollo, si sedette invece all’amazzone sul sedile posteriore di una vespa di un contadino che non seppe resistere alla richiesta di un’affascinante donna di città in un elegante tailleur grigio. Rassegnata più che seccata, attese su un’altra panchina del primo binario il treno, il “suo” treno.
Si fermò alla stazione di arrivo con mezz’ora abbondante di ritardo e, con un ritardo di un’ora e mezza, arrivò alla cerimonia che però non era ancora iniziata perché, si sa, la sposa si fa sempre attendere.
Si sedette sulla sedia del testimone dello sposo, sorridendo.
“Sarà una bella giornata” pensò.

martedì 13 gennaio 2015

La Prova

Gli anni si fanno pesanti come quest’ armatura che si restringe col tempo.
I gradini della scala non finiscono più come i miei anni. I Principi Azzurri o quello che ne rimane sono disseminati per le stanze di questo castello.
Come al solito devo fare il Lavoro da solo, anche salvare una principessa.
L’ho svegliata con un bacio sulla fronte. Il sorriso che mi ha fatto è qualcosa di unico e esclusivo. Corri fino a casa, corri fino a quando non ti reggono le gambe e non ti girare indietro. Io devo finire il Lavoro.
La principessa è salva e sta andando a casa. Ho ucciso il Drago ma so di certo che non ne uscirò vivo: ho superato la prova e sarò per sempre suo padre.

venerdì 9 gennaio 2015

All you need is kill.

È un po’ che non sogno zombi. In compenso il sogno ricorrente di questo periodo è il loop temporale, cioè la teoria scientifica che dice che un certo periodo di tempo di una certa lunghezza (ore o giorni) si ripete continuamente. Hanno fatto una gran quantità di film sfruttando le proprietà del Tachione.
Ricomincio da capo è il migliore film, a mio parere, su questo tema.
Da dove nasce il sogno ricorrente del loop temporale? Da un recente film che si chiama Edge of Tomorrow. È stato recensito in maniera egregia, con commenti opposti dai miei due cineblogger preferiti Ford e Cannibal.
 
Il film, mi è piaciuto molto: divertente, azione, una trama non incasinata (trattandosi di balzi temporali) e anche Tom Cruise e Emily Blunt erano perfetti nella loro parte.
Poi mi sono informato ed ho saputo che il film è tratto da un libro di uno scrittore giapponese: si intitola  All you need is kill, l’ho letto ma era in inglese. Non ho capito niente. Anche perché la trama e soprattutto il finale erano diversi dal film. Ho saputo che dal libro avevano tratto anche un manga. Allora ho letto il manga. Mi ha incasinato di più perché sembrava scritto al contrario. Venivano disegnate prima le cose che dovevano succedere dopo.
Prima ho pensato che fosse fatto apposta ironicamente per ispirarsi ai loop temporali. Poi mi sono ricordato che il manga ha un ordine di lettura diverso dai fumetti dell’Uomo Ragno.
Quindi ho pensato che avrei potuto rivedere il film perché hanno tratto un film dal fumetto.
Il film, mi è piaciuto molto: divertente, azione, una trama non incasinata (trattandosi di balzi temporali) e anche Tom Cruise e Emily Blunt erano perfetti nella loro parte.
Poi ho letto il romanzo (All you need is kill) che ha ispirato il film: l’ho letto ma era in inglese. Non ho capito niente. Anche perché la trama e soprattutto il finale sono diversi dal film. Allora ho iniziato a leggere il manga. Mi ha incasinato di più perché sembrava scritto al contrario. Venivano disegnate prima le cose che dovevano succedere dopo.
Prima ho pensato che fosse stato disegnato apposta per allinearsi alla trama dei loop temporali. Poi mi sono ricordato che il manga ha un ordine di lettura diverso dai fumetti normali.
Allora l’ho riletto un’altra volta e mi era sembrato un po' più chiaro.
Quindi ho pensato vedere il film per chiarirmi alcuni passaggi della trama.
Il film era piacevole ma ho pensato che le scene erano un po' ripetitive: divertente, azione, una trama non complicata (trattandosi di balzi temporali) e anche Tom Cruise e Emily Blunt erano giusti nella loro parte. A questo punto mi è sembrato di avere un dejà vu. Per questo ho letto di nuovo il romanzo All you need is Kill dello scrittore giapponese in inglese. Non ho capito niente. Anche perché la trama e soprattutto il finale sono diversi dal film. Ma mi è sembrato di leggere una cosa che avevo già letto. Ho ripreso in mano il manga. Mi ha incasinato di più perché sembrava scritto al contrario. Venivano disegnate prima le cose che dovevano succedere dopo.  Prima ho pensato che fosse fatto apposta per via dei tachioni, loop temporali, spazio quantico, roba del genere. Poi mi sono ricordato che il manga ha un ordine di lettura diverso dai fumetti normali. Allora l’ho riletto un’altra volta e mi era sembrato un po' più chiaro. A questo punto mi è venuta voglia di vedere il film con Tom Cruise e Emily Blunt.
Non so perché ma mi sembrava di averlo già visto. Ho pensato che ormai i film di Hollywood sono tutti uguali, ma l’ho visto fino alla fine e incuriosito ho iniziato a leggere il libro All you need is kill dal quale il film è stato tratto. Era molto difficile perché era in inglese e in più scritto da uno scrittore giapponese. per chiarirmi i punti oscuri della trama ho letto il Manga tratto dal libro, ma sembrava scritto al contrario. La difficoltà è stata capire che era scritto al contrario perché era un Manga. Non perché l’autore avesse voluto scriverlo così perché si parlava di loop temporali. C’erano dei punti un po' oscuri della trama allora ho pensato di vedere il film Edge of Tomorrow che è il film tratto dal fumetto. Tom Cruise non è malaccio nei film di azione e anche il film, che dava la sensazione di dejà vu, è stato piacevole anche per la buona partecipazione di Emily Blunt. Avevo anche l’ebook del libro da cui era tratto il film: si intitolava All you need is kill ed era molto difficile; per questo ho dovuto rileggere il fumetto. Il fumetto tra l’altro ha ispirato un film che si chiama Edge of Tomorrow  con Tom Cruise e Emily Blunt. Bello, un po' ripetitivo, ho pensato che la sensazione di Deja vu che mi dava il film fosse dovuta al tema del loop temporale, per cui ho pensato di leggere All you need is kill che è il romanzo, in inglese di uno scrittore giapponese che ha ispirato il film. Il libro, molto difficile, viene parzialmente chiarito dal manga da cui è stato tratto. Tra l’altro sembra scritto al contrario ma non è per via del loop temporale ma perché i Manga sono scritti con un ordine diverso dai fumetti tradizionali. ho pensato che le immagini stampate avessero un impatto diverso da un film. Allora mi è venuta voglia di vedere anche il film Edge of Tomorrow con Tom Cruise per vedere come Hollywood ha interpretato il fumetto. Non so come uscirne.

venerdì 19 dicembre 2014

Bergonzoni invece delle pecore.

L'attore di teatro che preferisco è un comico: Alessandro Bergonzoni.
L’ho visto a teatro due volte: Le balene Restino Sedute nel1989 e Predisporsi al Micidiale del 2004 nello stesso teatro, il Ciak di Milano.
Nel primo ero uscito con una ragazza e lei è rimasta sconvolta dicendo che non aveva capito niente. Ero universitario, fighetto e mi ricordo avevo una camicia azzurra con un papillon rosso. Ci lasciammo il mese dopo.
Nel secondo ero uscito con una ragazza e lei è rimasta sconvolta dicendo che non aveva capito niente. Era un venerdì sera di una giornata (pesante) lavorativa, nevicava e faceva freddo. Il caldo del Teatro le ha conciliato il sonno durante lo spettacolo; anch’io ho fatto fatica a stare sveglio. Ci lasciammo un anno dopo.
Nonostante le esperienze negative, durante il mio soggiorno in Francia, ho ripreso i suoi spettacoli e li ho visti tutti.
Predisporsi al Micidiale poi è diventato  il mio preferito e ne conosco a memoria intere parti.
Siccome il monologo era “rassicurante”, spesso iniziavo a guardarlo e mi ci addormentavo. Adesso succede questo: inizio a vedere lo spettacolo al computer, poi siccome mi addormento e mi da fastidio il monitor acceso e lo spengo ma continuo a sentire lo spettacolo in cuffia. Siccome le cuffie del computer sono un po' scomode quando dormo, allora ho pensato di trasformare il filmato in mp3 metterlo sul telefonino e sentirlo in cuffia, cosi sono comodo per dormire.
Adesso vado in giro ascoltando i monologhi si Bergonzoni, invece della musica.

mercoledì 10 dicembre 2014

Kiki delivery service

Poi la baciò e poiché quel bacio era il frutto di un amore vero lei poté, finalmente, fare ritorno. Quest’ultima partenza fu più dolorosa delle sei precedenti.

La prima iniziò ai piedi un palo, dove le sue spoglie giacquero dopo due giorni di agonia, il sangue fluendo dalle carni lacerate aveva regalato un ultimo colore alle labbra  del viso terreo .

Durante la seconda partenza commentò che, visto dal di fuori, il suo corpo appariva grazioso e attraente e, d’accordo, senza testa, ma decisamente piacevole.

La terza dipartita non se la ricordava bene, perché quando per un solo istante riprese conoscenza, l'odore delle carni già impregnava l'aria e fumo e dolore la fecero svenire di nuovo.

Della quarta si ricordava perfettamente delle fiamme e delle altre due ragazze, colpevoli solo di essere state sorprese in un abbraccio in un bosco di notte.

La quinta volta, il ragazzo che incalzava le sue risposte aveva avuto la mano troppo pesante.

Della sesta, si ricordava che la piazza era affollata: l’uomo di cui si era innamorata aveva detto che lei lo aveva ingannato “con filtri e sortilegi”. Lei pensava che sarebbe stata la volta buona, ma non vero.

Oggi non si nascondeva più: fa tendenza dichiararsi strega.
Ma quello che le importava, era che ora non le sarebbe dispiaciuto andare in giro senza correre il rischio di sapere che avrebbe passato la vigilia della sua settima partenza in una prigione sotto i ferri di qualche idiota.
Ormai si era abituata. Erano più di tre secoli che girava per l’Europa e non pensava più che sarebbe ritornata a casa.
Fino a quando l’ultimo amante la vide per come era: il viso un po' pallido in continuo mutare, gli zigomi alti e le orecchie a punta. Non donna ma qualcosa di più. Lei se ne accorse e s’innamorarono.

Poi la baciò e poiché quel bacio era il frutto di un amore vero lei poté, finalmente, fare ritorno.
E la settima fu la più dolorosa.


giovedì 6 novembre 2014

La donna che contava i numeri

Inutile, non le entravano in testa. Questo corso di Mandarino! Era il centesimo corso che iniziava e già sapeva che lo avrebbe abbandonato come tutti gli altri.
Dai facili entusiasmi iniziali, si lanciava nelle novità sia che si trattasse di una relazione sentimentale, un corso di ballo, l'ennesima lite con sua sorella.
In amore non riusciva ad andare oltre la passione iniziale, quando la conoscenza con l'uomo che le interessava si faceva troppo intima, scemava il suo interesse, sapeva riconoscerne i pregi, ma non accettava di stare con qualcuno che conosceva i suoi limiti e sapeva leggerle dentro. Per questo pareva attratta come una calamita da storie che emettevano un respiro agonico fin dal primo vagito.
Sembrava chiusa in un cerchio, un bozzolo, costruito a baluardo della sua identità, quasi che la forza e la determinazione che voleva trasparissero dalla sua persona e dai suoi gesti, fossero invece la corazza o il nido costruito a difesa di fragilità che non ammetteva: lei dentro, il mondo fuori.
La sua insegnante al corso di Mandarino, Hua Shu, il cui nome poteva tradursi bizzarramente Siepe Fiorita, era orgogliosa della sua allieva migliore. La pronuncia, per una principiante, beninteso, era precisa, cosi come erano comprensibili le frasi di base, buongiorno, buonasera, io mi chiamo Marco, tu sei Anna.
Niente di nuovo, in fondo era una studentessa dotata. Sulla carta.
Però, come per una qualche maledizione, non le entravano in testa i numeri. Non solo non se li ricordava, ma non se ne ricordava l’ordine: Yi, er, san… e poi doveva leggere gli altri sette numeri scritti sul palmo della mano sinistra, come se fosse la liceale, che, per inciso, non era più da diversi anni.
Dopo qualche settimana dall'inizio del corso, poteva ormai ordinare tranquillamente una cena a base di verdure in un qualsiasi ristorante cinese, purché il numero dei ravioli al vapore fosse meno di sette e nel caso di una cena con almeno otto persone, doveva sbirciare le parole scritte sulla mano.
Alla fine, riuscì a ricordare anche il nove e il dieci, numeri assai noiosi per i cinesi: tutti, tranne l’otto.
Beh, nove su dieci, anche se non sono in ordine…, pensò spiando le scritte sui polpastrelli, un numero per dito.
"Eppure è cosi semplice, è facile da ricordare anche la calligrafia è elementare, e si dice… ecco non me lo ricordo!"
Quando un mattino, andando in negozio, vide arrivare il suo tram, “l’otto”, osservò quella strana simmetria fatta di due cerchi e un incrocio. Piegò la testa di lato come era solita fare quando si immergeva nelle sue riflessioni,  così osservò il numero da un' altra prospettiva l'otto diventava l'infinito: due cerchi connessi, abbracciati.
Passò l’intera serata in internet a cercare suggestioni, significati, immagini e con la luna ormai alta in cielo decise di mettere ordine alla propria vita e non essere più un satellite intorno al Pianeta degli Eventi. Uscendo nella notte, si mise esattamente al centro della piazza e si guardò intorno e disse: “Ba!”


Grazie ad Amanda che ha usato prima lo scalpello, poi il cesello e infine una finissima lima diamantata.



martedì 28 ottobre 2014

Harry Potter e le previsioni di Harry Potter. *** SPOILER ALERT***

Chi non ha letto i libri di Harry Potter è meglio che si fermi qui, perché ne svelo il finale,

Harry Potter per me è stato uno dei libri al termine dei quali ho fatto fatica a prenderne in mano subito un altro.
Li ho letti tutti insieme, quando ormai era già uscito I Doni della Morte e al termine del quarto volume (Il calice del fuoco), ho provato a scrivere le previsioni del finale. Su un fogli di Excel, naturalmente.  Sì lo so che sono malato, ma tanto nessuno di voi mi conosce.

La legenda è Rosso = previsione sbagliata; Giallo = previsione in parte corretta Verde = previsione corretta.
 

 

venerdì 3 ottobre 2014

Parasite

È uscito  il primo volume della nuova trilogia di Mira Grant . Mira è una buona scrittrice di libri horror: la trilogia cosiddetta Newflesh, di cui recensii il primo volume Feed qui e qui, era geniale e avvincente ed anche i successivi Deadline e Blackout erano perfettamente allineati alle mie attese.
Di libri sugli Zombi ce ne sono migliaia, ma questi tre sono veramente affascinanti.
Da appassionato di Zombi e ormai quasi pronto per una possibile invasione, avevo letto i libri molto attentamente: erano difficili, perché c’erano molti modi di dire americani e spesso i dialoghi erano in slang ma la difficoltà della lingua non ha modificato il ritmo e la tensione della trama.

***attenzione spoiler del primo volume ma tanto chi lo legge?***
In Feed, narrato in prima persona dalla protagonista, l'autrice non si fa problemi a far morire i due dei tre protagonisti principali: come se in "Harry Potter e la Pietra Filosofale", la Rowling facesse morire Harry ed Hermione .
Cazzo Harry ed Hermione! primo, come fai andare avanti con i successivi volumi?
Ron Weasley e la camera dei segreti? E poi chi si fa chi? Vabbè tanto Harry ha solo occhi per Gin Weasley

100 punti per Griffondoro

 
anche se Hermione è un altro pianeta.

Altri 100 punti per Griffondoro

***fine spoiler***

Comunque, tornando a noi, nessuno dei romanzi è arrivato in finale nel Premio Nebula e prendendo solo dei piazzamenti nel premio Hugo.
O semplicemente: ho letto che c’erano zombi e l’ho piazzato tra i 100 migliori libri di sempre  (giusto per darvi un’idea ne ho letti dieci tra cui Odissea, Iliade Eneide, Medea e robe classiche e neanche finiti), per cui non sono molto affidabile come critico di romanzi.

Quindi come convincervi a leggere una trilogia di 1200 pagine fitte in inglese che parla di zombi? Lasciamo perdere.
Lasciamo perdere anche la recensione del nuovo libro di Mira Grant che si chiama Parasite (e non si tratta di cotta adolescenziale tipo questo).
Sappiate che mi è piaciuto, ma meno del già citato Feed , ma l’idea di fondo su cui si svilupperà la trilogia è ancora una volta geniale.

Forse mi è piaciuto perché è un libro da Nerd scritto da una Nerd. D’altronde io sono il Master dei Nerd.