La storia (prima e seconda puntata) sta avviandosi verso la conclusione. L’altro ieri mercoledì sono andato all’Associazione degli Industriali per firmare l’accordo di esodo (traduzione di “ti cacciamo via”). Me ne andrò definitivamente il 30 giugno, data stranamente coincidente con il mio ultimo giorno da astemio. Ora devo tirare ancora per 2 mesi tra ferie e permessi e poi sarà finita sul serio. Poi toccherà agli avvocati.
Ieri un po' malaticcio e abbastanza incazzato ho speso 1.500 euro in vestiti. Non ho mai speso cosi tanti soldi per il mio vestiario in tutta la mia vita e chi mi conosce, sa che non è che ci tengo tanto a queste cose. La Genia, che appoggiava pienamente la giornata alla Pretty Man, diceva: “consideralo un investimento per il futuro”; tranne che la carta di credito era la mia: era un po' una consulente globale (anzi family banker) BancaMediolanum. In più altri 500 euro di tagliando per la moto. Insomma è stata una bella giornata.
Alla sera, sempre più incazzato e desideroso di sangue, non potendo eseguire i due completi esercizi del bastone corto sulla persona che si meriterebbe una crociera sulla Nostromo con destinazione LV-426 , mi sono rifugiato sui film con un po' di morti.
Nonostante gli accorati appelli dei due riferimenti di critica cinematografica (qui e qui), mi sono visto Skyline. Una vera merda. Ma avevo solo quello.
Come dice Forrest Gump non ci sono pietre abbastanza.
Visualizzazione post con etichetta pesante. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta pesante. Mostra tutti i post
venerdì 29 aprile 2011
martedì 8 marzo 2011
Vi voglio continuare a raccontare.
(….continua.. )
Due settimane fa sono stato di nuovo chiamato dal direttore del personale. Con la stessa proposta di buonuscita dell’anno scorso, con l’alternativa di una procedura di mobilità. “O te ne vai con le tue gambe o te ne vai senza”.
Con l’avvocato abbiamo fatto due conti, un po' di ragionamenti e mi ha detto in sostanza di accettare l’offerta “Perché prima di tutto è una buona offerta, poi dopo un anno come te lo hanno fatto passare, ti vorranno fare fuori ad ogni costo e in qualunque modo: d’accordo, poi si vince la causa, si portano a casa dei soldi, ma rimani senza lavoro e senza stipendio per un bel po' di tempo”
“quindi la chiudiamo così…senza combattere?” gli ho chiesto.
Mi ha guardato fisso, ha annuito lievemente e poi mi ha detto “ok, da questo momento mi occupo io della cosa, tu non parlare più con loro e parleranno con me”.
Nei giorni seguenti alla mia società è stato comunicato che accetteremo la buonuscita E faremo causa per il demansionamento.
Quindi sono stato convocato di nuovo dal direttore del personale al quale ho detto che pagavo un professionista per tutelare i miei interessi perché io non ero in grado di gestirmeli per cui il colloquio che facevamo era completamente inutile.
Allora il Direttore Europeo in visita settimana scorsa, mi è venuto a parlare direttamente. Con strette di mano, sorrisi cordiali mi ha detto che qualora non accettassi la proposta, loro mi avrebbero ridato la mia posizione, ma che da quel momento sarei stato controllato su ogni mia azione (“you will be tracked”) e ogni volta che ci sarebbe stato qualcosa che non sarebbe andato bene, avrebbero raccolto tutte le informazioni per poi andare dal giudice per licenziarmi. Il direttore europeo che non conosce la legge italiana, era abbastanza confuso, e come risposta si è sentito dire, che lo ringraziavo del fatto di essersi scomodato per venire a parlarmi, ma che purtroppo (“unfortunately”) era perfettamente inutile parlare con me perché "io farò esattamente quello che dice il mio avvocato".
La sera stessa il direttore del personale (DP) ha avuto questa conversazione con il mio avvocato (A):
DP “Buongiorno avvocato, allora avete deciso?”
A “Si, rimaniamo sulla nostra posizione. Accettiamo l’offerta di buonuscita ma intendiamo andare dal giudice per la causa di demansionamento”
DP “Non possiamo accettarlo…. l’azienda ritira l’offerta…. proseguiamo con la mobilità”
A “Nessun problema per noi”
DP “Bene, domani lo [il Porco] convocherò per farmi firmare la non accettazione”
A “ non ce n’è bisogno, ho una sua delega a rappresentarlo. Mi dia il suo numero di fax che le mando io una lettera di rifiuto dell’offerta”
DP “uhm… si…. ecco…. Il numero è… ah… no… ho il fax che non funziona….aspetti…guardi… la contatto io settimana prossima…”
Ecco, questo è quello che è accaduto fino a ieri.
Non c’è ancora un finale di questa storia, la sto vivendo con chi mi legge, ma non sarà un lieto fine, dovrò andare via e cercarmi un nuovo lavoro. Il portafoglio forse più gonfio, ma la consapevolezza di non avere più un lavoro che mi piaceva.
Ecco tutto.
Grazie per i vostri commenti: dalle bottiglie di Mister Ford che il mio capo si merita non solo in testa, al Giardi per le belle parole (quante, tutte insieme!) e anche ad Infinity Amanda, e tutti quelli che leggeranno la storia e che la commenteranno nella loro testa.
Vogliono la testa del Porco un tot al chilo e purtroppo l’avranno, ma la pagheranno più del tartufo.
Alla fine è solo una questione di prezzo.
[Lacrime, applausi e sipario]
Eheh. vi siete commossi. Io un po'. Anche se il Porco non si commuove.
Mai.
Baci
Due settimane fa sono stato di nuovo chiamato dal direttore del personale. Con la stessa proposta di buonuscita dell’anno scorso, con l’alternativa di una procedura di mobilità. “O te ne vai con le tue gambe o te ne vai senza”.
Con l’avvocato abbiamo fatto due conti, un po' di ragionamenti e mi ha detto in sostanza di accettare l’offerta “Perché prima di tutto è una buona offerta, poi dopo un anno come te lo hanno fatto passare, ti vorranno fare fuori ad ogni costo e in qualunque modo: d’accordo, poi si vince la causa, si portano a casa dei soldi, ma rimani senza lavoro e senza stipendio per un bel po' di tempo”
“quindi la chiudiamo così…senza combattere?” gli ho chiesto.
Mi ha guardato fisso, ha annuito lievemente e poi mi ha detto “ok, da questo momento mi occupo io della cosa, tu non parlare più con loro e parleranno con me”.
Nei giorni seguenti alla mia società è stato comunicato che accetteremo la buonuscita E faremo causa per il demansionamento.
Quindi sono stato convocato di nuovo dal direttore del personale al quale ho detto che pagavo un professionista per tutelare i miei interessi perché io non ero in grado di gestirmeli per cui il colloquio che facevamo era completamente inutile.
Allora il Direttore Europeo in visita settimana scorsa, mi è venuto a parlare direttamente. Con strette di mano, sorrisi cordiali mi ha detto che qualora non accettassi la proposta, loro mi avrebbero ridato la mia posizione, ma che da quel momento sarei stato controllato su ogni mia azione (“you will be tracked”) e ogni volta che ci sarebbe stato qualcosa che non sarebbe andato bene, avrebbero raccolto tutte le informazioni per poi andare dal giudice per licenziarmi. Il direttore europeo che non conosce la legge italiana, era abbastanza confuso, e come risposta si è sentito dire, che lo ringraziavo del fatto di essersi scomodato per venire a parlarmi, ma che purtroppo (“unfortunately”) era perfettamente inutile parlare con me perché "io farò esattamente quello che dice il mio avvocato".
La sera stessa il direttore del personale (DP) ha avuto questa conversazione con il mio avvocato (A):
DP “Buongiorno avvocato, allora avete deciso?”
A “Si, rimaniamo sulla nostra posizione. Accettiamo l’offerta di buonuscita ma intendiamo andare dal giudice per la causa di demansionamento”
DP “Non possiamo accettarlo…. l’azienda ritira l’offerta…. proseguiamo con la mobilità”
A “Nessun problema per noi”
DP “Bene, domani lo [il Porco] convocherò per farmi firmare la non accettazione”
A “ non ce n’è bisogno, ho una sua delega a rappresentarlo. Mi dia il suo numero di fax che le mando io una lettera di rifiuto dell’offerta”
DP “uhm… si…. ecco…. Il numero è… ah… no… ho il fax che non funziona….aspetti…guardi… la contatto io settimana prossima…”
Ecco, questo è quello che è accaduto fino a ieri.
Non c’è ancora un finale di questa storia, la sto vivendo con chi mi legge, ma non sarà un lieto fine, dovrò andare via e cercarmi un nuovo lavoro. Il portafoglio forse più gonfio, ma la consapevolezza di non avere più un lavoro che mi piaceva.
Ecco tutto.
Grazie per i vostri commenti: dalle bottiglie di Mister Ford che il mio capo si merita non solo in testa, al Giardi per le belle parole (quante, tutte insieme!) e anche ad Infinity Amanda, e tutti quelli che leggeranno la storia e che la commenteranno nella loro testa.
Vogliono la testa del Porco un tot al chilo e purtroppo l’avranno, ma la pagheranno più del tartufo.
Alla fine è solo una questione di prezzo.
[Lacrime, applausi e sipario]
Eheh. vi siete commossi. Io un po'. Anche se il Porco non si commuove.
Mai.
Baci
4 commenti:
Etichette:
pesante
lunedì 7 marzo 2011
Vi voglio raccontare una storia.
Tutto è iniziato un anno fa quando il mio capo fu licenziato e il Porco avrebbe dovuto prendere il suo posto. O per lo meno temporaneamente, come “un traghettatore” per la nuova gestione. Invece il giorno stesso l’ufficio del personale mi chiamò è mi fece questa proposta: o te ne vai con una buonuscita o ti mettiamo in mobilità . La notizia che aveva sorpreso un po’ tutti quanti (“Anche me”, disse il direttore del personale con fare paterno e affettuoso) non è stata presa molto bene dal Porco.
Non mi rimaneva che andare dall’avvocato per sentire che cosa avrei dovuto fare. L’avvocato è, per fortuna il Best Friend, citato già diverse volte nel blog e per fortuna specializzato in Diritto del Lavoro, assunzioni e licenziamenti, per la precisione.
In un primo tempo mi disse, tagliando corto, che la buonuscita che mi avrebbero offerto era interessante e pertanto da accettare. Poi successe tutto un po' in fretta, quando stavo per accettare, contemporaneamente il mio avvocato mi disse di aspettare ad accettare e la mia azienda, sorprendentemente, decise di ritirare l’offerta, assicurandomi che sarei rimasto lì dove ero.
Da quel momento iniziarono le difficoltà. Il mio capo nuovo iniziò a pressarmi contestando le mie prestazioni lavorative, perché me ne andassi dall’azienda (erano comuni frasi del tipo “se non sei disposto a lavorare una o due ore in più, non sei adatto per questa posto”); insomma, sembrava che non ne azzeccassi una e il suo scopo sembrava quello di trovare l’errore e l’imprecisione in tutto ciò che facevo.
Poi un bel giorno di maggio (due mesi dopo il suo insediamento), il mio capo mi convocò nel suo ufficio dicendo che non sarei più stato il responsabile del mio ufficio: ci sarebbe stata un’altra persona e io sarei stato “degradato” ad un livello più basso (per fortuna mantenendo lo stesso stipendio). Stavo per rispondergli che stava violando la legge e che la Legge Italiana ti avrebbe fatto a pezzi.
Non dissi niente perché il desiderio di vendetta era stato più forte di qualsiasi reazione emotiva e decisi di nuovo di parlare all’avvocato.
La situazione era di per sè molto semplice, avremmo potuto fare causa all’azienda, avremmo vinto, sarei stato reintegrato nella mia posizione, ma da quel momento la mia vita al lavoro sarebbe stata un inferno. Quindi l’avvocato mi disse che non appena avremmo trovato un posto di lavoro nuovo, avremmo intentato la causa per demansionamento: di cercare di stare tranquillo, di non reagire e avere pazienza.
Un lavoro nuovo non sono ancora riuscito a trovarlo, in compenso in quest’anno, le pressioni per farmi allontanare sono aumentate, ho ricevuto una lettera di richiamo , ho avuto un giorno di sospensione dal lavoro, ho ricevuto una visita fiscale, senza contare tutta la pressione e lo stress che questa situazione mi ha arrecato.
Dalla mia parte non è stato un anno facile: il carico di tensione, rabbia e desiderio di vendetta, è diventato oneroso da smaltire. Mi sono ammalato, sono sceso da 88 a 75 kg , ma soprattutto il lato oscuro si è fatto molto forte.
E tutto questo fino a settimana scorsa.
(continua...)
Non mi rimaneva che andare dall’avvocato per sentire che cosa avrei dovuto fare. L’avvocato è, per fortuna il Best Friend, citato già diverse volte nel blog e per fortuna specializzato in Diritto del Lavoro, assunzioni e licenziamenti, per la precisione.
In un primo tempo mi disse, tagliando corto, che la buonuscita che mi avrebbero offerto era interessante e pertanto da accettare. Poi successe tutto un po' in fretta, quando stavo per accettare, contemporaneamente il mio avvocato mi disse di aspettare ad accettare e la mia azienda, sorprendentemente, decise di ritirare l’offerta, assicurandomi che sarei rimasto lì dove ero.
Da quel momento iniziarono le difficoltà. Il mio capo nuovo iniziò a pressarmi contestando le mie prestazioni lavorative, perché me ne andassi dall’azienda (erano comuni frasi del tipo “se non sei disposto a lavorare una o due ore in più, non sei adatto per questa posto”); insomma, sembrava che non ne azzeccassi una e il suo scopo sembrava quello di trovare l’errore e l’imprecisione in tutto ciò che facevo.
Poi un bel giorno di maggio (due mesi dopo il suo insediamento), il mio capo mi convocò nel suo ufficio dicendo che non sarei più stato il responsabile del mio ufficio: ci sarebbe stata un’altra persona e io sarei stato “degradato” ad un livello più basso (per fortuna mantenendo lo stesso stipendio). Stavo per rispondergli che stava violando la legge e che la Legge Italiana ti avrebbe fatto a pezzi.
Non dissi niente perché il desiderio di vendetta era stato più forte di qualsiasi reazione emotiva e decisi di nuovo di parlare all’avvocato.
La situazione era di per sè molto semplice, avremmo potuto fare causa all’azienda, avremmo vinto, sarei stato reintegrato nella mia posizione, ma da quel momento la mia vita al lavoro sarebbe stata un inferno. Quindi l’avvocato mi disse che non appena avremmo trovato un posto di lavoro nuovo, avremmo intentato la causa per demansionamento: di cercare di stare tranquillo, di non reagire e avere pazienza.
Un lavoro nuovo non sono ancora riuscito a trovarlo, in compenso in quest’anno, le pressioni per farmi allontanare sono aumentate, ho ricevuto una lettera di richiamo , ho avuto un giorno di sospensione dal lavoro, ho ricevuto una visita fiscale, senza contare tutta la pressione e lo stress che questa situazione mi ha arrecato.
Dalla mia parte non è stato un anno facile: il carico di tensione, rabbia e desiderio di vendetta, è diventato oneroso da smaltire. Mi sono ammalato, sono sceso da 88 a 75 kg , ma soprattutto il lato oscuro si è fatto molto forte.
E tutto questo fino a settimana scorsa.
(continua...)
3 commenti:
Etichette:
pesante
venerdì 25 febbraio 2011
Preferirei
Fare altre cose.
Per un po' non scriverò, ma vi leggerò volentieri.
A bientôt
Per un po' non scriverò, ma vi leggerò volentieri.
A bientôt
4 commenti:
Etichette:
pesante
domenica 12 settembre 2010
La riduzione dei tassi
A tutti i tassi gallesi che sono stati ridotti, male.
Questa storia è un incubo. È realmente accaduta. In confronto i fatti raccontati in Blair Witch Project sono “Winny the Pooh alla ricerca di Tigro”. Ero andato in Inghilterra (in realtà era in Galles) vicino a Cardiff per un corso ed io tenevo il corso: per cui ho messo nella valigia i vestiti belli, ma ero in scarpe da ginnastica, bermuda e maglietta per il viaggio in aereo. Infatti la collega che organizzava l’evento ci aveva detto di portare vestiti leggeri perché avrebbe fatto caldo.
Classico: arriviamo tardi di sera io e il mio collega Angelo ma il nostro bagaglio era stato smarrito. Bene! Era tardi, tutto chiuso e il corso iniziava alle 8 della mattina dopo. Che bella impressione: training in Bermuda e maglietta!
Usciamo dall’aeroporto sfiniti, ci avviamo verso il parcheggio dei taxi e si avvicina un tizio e ci dice con accento inconfondibile:”Italiani? Ah buo’! I’ so’ di Caserta, vi do un passaggio io”.
Naturalmente rifiutiamo. E dico ad Angelo (che comunque è un ex giocatore di rugby): “va bene tutto, che sei grosso, ma evitiamo altri problemi stasera, magari non ci succede niente, ma ci vedono come turisti…non si sa mai…” e conveniamo di andare alla reception del parcheggio dove ci assegnano un taxi. Ovviamente il taxi casertano. Non poteva che essere così.
Ci aspetta con un sorriso da sufficienza e montiamo su questo SUV (io odio i SUV) e a tutta velocità usciamo dall’aeroporto.
Poco dopo ci accorgiamo che tutto intorno a noi è buio e che siamo entrati in una foresta: “Mi ricordavo che ci fosse una autostrada per Cardiff città”.
“No, no, è una…come si dice… scorciatoia” in mezzo italiano e mezzo inglese.
Iniziano a venirmi in mente i libri di Jeffrey Deaver e dei suoi serial killer e guardo la montagna di Angelo di fianco a me che è un po' nervoso.
Questo tassista inizia a raccontarci, sempre in anglo-napoletano, della sua vita in Inghilterra, girando la testa indietro verso di noi, per educazione e gesticolando, perche è italiano.
Quello che poi è successo è accaduto in un secondo.
“Attento!” gli urlo mentre è mezzo girato verso di noi. Lui si gira e vede quello che vediamo noi: una specie di grosso cane peloso esce da una siepe e attraversa la strada. Ma non è balzato fuori, è uscito, semplicemente. Io e il mio collega ci prepariamo all’impatto, aspettandoci la frenata ma il tassista non frena, non fa neanche il cenno di rallentare.
Si sente un rumore sordo, che rimbomba in tutto l’abitacolo, poi due sobbalzi delle ruote.
Io e Angelo ci guardiamo con espressioni terrorizzate e inorridite.
Silenzio.
E il tassista dopo un eternità capendo, o almeno così crediamo, la situazione ci dice: “bacce, bacce!”
“eh?”
“si bacce! come si chiama? L’animale…”
“ah, badger, tasso”
“Si si tasso, qui c’è una legge che ci dice che si possono uccidere”
Non fiatiamo più fino all’albergo. Non gli lasciamo la mancia e lo mandiamo via.
Ci sediamo in un bar e ci beviamo 2 birre prima di aprire bocca.
p.s.
1. il fatto che il tassista fosse di Caserta non vuol dire che tutti i Casertani siano tasso-killer o persone poco raccomandabili, ma la serata era stata un po' particolare e volevamo essere un po' cauti. Non me ne vogliano tutti i Casertani ai quale va tutta la mia simpatia.
2. il giorno dopo la collega che ha organizzato mi guarda in bermuda e maglietta ma non ha commentato.
3. ho iniziato il corso dicendo: “il dress code era business casual e dicevano che avrebbe fatto caldo e ho preso alla lettera il suggerimento”. Era meglio stare zitto.
4. il mio bagaglio me lo hanno portato 3 giorni dopo.
5. In Galles, come in tutto il Regno Unito non si mangia benissimo ma la birra è passabile.
6. nel bagno della camera dell’hotel non c’era il bidet. Il lavandino e la doccia erano in una stanzetta diversa dal locale WC.
2 commenti:
Etichette:
pesante,
viaggi
martedì 13 aprile 2010
Arti marziali secondo Chang
Maestro Chang diceva: “Uomo già marziale, in palestra impara arte”.
Vi do due interpretazioni:
Guerrafondaio: Già l’Uomo è portato a fare la guerra, in palestra può migliorare (o peggiorare a seconda del punto di vista)
La seconda è più bella.
Letterario: “L’Uomo è già Marziale (il poeta latino), in palestra impara l’arte (della poesia)”
In realtà penso che l'interpretazione giusta sia la seconda, Chang ha fatto molte guerra (2°GM, ribelle nella rivoluzione Maoista, poliziotto a Taiwan) e sia venuto in Italia per insegnare a non usare le Arti Marziali. Attratto dal bellissimo Art. 11 della Costituzione.
Se n'è andato per fortuna senza vedere la Guerra del Golfo I e II, l'Afghanistan e l'ex Jugoslavia e ovunque "L'Italia ha ripudiato la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali". Altrimenti sarebbe andato ad insegnare le Arti Marziali a chi se lo sarebbe meritato.
Vi do due interpretazioni:
Guerrafondaio: Già l’Uomo è portato a fare la guerra, in palestra può migliorare (o peggiorare a seconda del punto di vista)
La seconda è più bella.
Letterario: “L’Uomo è già Marziale (il poeta latino), in palestra impara l’arte (della poesia)”
In realtà penso che l'interpretazione giusta sia la seconda, Chang ha fatto molte guerra (2°GM, ribelle nella rivoluzione Maoista, poliziotto a Taiwan) e sia venuto in Italia per insegnare a non usare le Arti Marziali. Attratto dal bellissimo Art. 11 della Costituzione.
Se n'è andato per fortuna senza vedere la Guerra del Golfo I e II, l'Afghanistan e l'ex Jugoslavia e ovunque "L'Italia ha ripudiato la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali". Altrimenti sarebbe andato ad insegnare le Arti Marziali a chi se lo sarebbe meritato.
Nessun commento:
Etichette:
frasi celebri,
Maestro Chang,
pesante
venerdì 19 febbraio 2010
Ridere amaro.
Stamattina mi chiama il mio amico Alf, a cui mi nego da un paio di giorni perché ieri è stato un giorno di merda. (so che vi chiedete il perché, ma adesso ve lo spiego).
Insomma mi chiama e mi chiede:” tutto bene? Sono un po' preoccupato perchè mi hai buttato giù la telefonata senza spiegazioni”
“si, hai ragione ieri è stata una giornata di merda e sono nella merda; mai stato così peggio”
“Oddio che è successo? Patatina, la Genia, tutto bene? La salute?” allarmato.
“Si stanno bene, ho altri problemi, te ne parlo dopo”
“beh, fino a quando la salute c’è, il resto va a posto” e metto giù.
Due minuti dopo mi manda un messaggio.
“ma che succede?”
Rispondo, in sms: “licenziano il mio capo e il suo braccio destro”
E lui:”E che cosa ti sconvolge tanto?”
“Io sono il braccio destro”
Non ho potuto far altro che ridere.
Insomma mi chiama e mi chiede:” tutto bene? Sono un po' preoccupato perchè mi hai buttato giù la telefonata senza spiegazioni”
“si, hai ragione ieri è stata una giornata di merda e sono nella merda; mai stato così peggio”
“Oddio che è successo? Patatina, la Genia, tutto bene? La salute?” allarmato.
“Si stanno bene, ho altri problemi, te ne parlo dopo”
“beh, fino a quando la salute c’è, il resto va a posto” e metto giù.
Due minuti dopo mi manda un messaggio.
“ma che succede?”
Rispondo, in sms: “licenziano il mio capo e il suo braccio destro”
E lui:”E che cosa ti sconvolge tanto?”
“Io sono il braccio destro”
Non ho potuto far altro che ridere.
Nessun commento:
Etichette:
fuori tema,
pesante
giovedì 18 febbraio 2010
venerdì 5 febbraio 2010
Non è facile Vi: Il Cinturanerismo
A diverse domande non ho risposto. Me le avete fatte in molti qui sul blog (e vi ringrazio di leggermi). Si possono riepilogare in una sola: perché è cosi importante prendere la cintura nera a Luglio 2010.
Innanzitutto quando ho iniziato 7 anni fa mi ero fissato l’obiettivo “cintura nera entro il 2010”. L’obiettivo è stato confermato tre anni fa quando ho passato l’esame di “primo chi” che è l’ultimo grado prima della cintura nera. Tre anni sono lo standard per preparare l’esame (gli ultimi tre atleti diventate cinture nere hanno confermato questa tendenza).
Poi, è nata patatina e ho dovuto cambiare orario: non più alle 19 ma alle 21; sono l’unico del corso (un allievo e un istruttore): è antieconomico, il corso può essere chiuso da un momento all’altro e io non saprei realmente a che ora andare.
Inoltre, è demenziale fare la cintura nera a quaranta anni, pensate a 44 anni, come minimo. Il programma successivo prevede delle prestazioni fisiche elevate: fino a che età avrò questa freschezza fisica, già di per sé eccezionale: ancora due, tre anni al massimo.
Ancora, se in due mesi sono riuscito a fare la cosiddetta “rialzata da terra” ( da supini in terra, colpo di reni, e mi rialzo in piedi) allenandomi, provando e riprovando, prendendo schienate e sederate, significa che con l’impegno posso raggiungere i risultati che voglio.
Aggiungo anche che Lo Tzu diventerà il caposcuola della Scuola Chang. Per me sarebbe stato prestigioso essere la prima cintura nera che lui abbia preparato.
Sicuramente non gli avrei fatto fare brutta figura.
Innanzitutto quando ho iniziato 7 anni fa mi ero fissato l’obiettivo “cintura nera entro il 2010”. L’obiettivo è stato confermato tre anni fa quando ho passato l’esame di “primo chi” che è l’ultimo grado prima della cintura nera. Tre anni sono lo standard per preparare l’esame (gli ultimi tre atleti diventate cinture nere hanno confermato questa tendenza).
Poi, è nata patatina e ho dovuto cambiare orario: non più alle 19 ma alle 21; sono l’unico del corso (un allievo e un istruttore): è antieconomico, il corso può essere chiuso da un momento all’altro e io non saprei realmente a che ora andare.
Inoltre, è demenziale fare la cintura nera a quaranta anni, pensate a 44 anni, come minimo. Il programma successivo prevede delle prestazioni fisiche elevate: fino a che età avrò questa freschezza fisica, già di per sé eccezionale: ancora due, tre anni al massimo.
Ancora, se in due mesi sono riuscito a fare la cosiddetta “rialzata da terra” ( da supini in terra, colpo di reni, e mi rialzo in piedi) allenandomi, provando e riprovando, prendendo schienate e sederate, significa che con l’impegno posso raggiungere i risultati che voglio.
Aggiungo anche che Lo Tzu diventerà il caposcuola della Scuola Chang. Per me sarebbe stato prestigioso essere la prima cintura nera che lui abbia preparato.
Sicuramente non gli avrei fatto fare brutta figura.
Nessun commento:
Etichette:
pesante
giovedì 4 febbraio 2010
Non è facile V: La noncuranza
Arrivo in palestra.
Lo Tzu: “bentornato” .
“Grazie”. Fine.
Mi ha fatto fare degli esercizi massacranti.
Dopo mezzora che mi faceva schiattare di fatica, Io avevo il fiatone, le pulsazioni a 180, mi fa: “Tutto bene? Sei strano. Io finisco la lezione alle 11. Ma se non ce la fai, me lo dici e ti faccio finire prima”
“No, tranquillo, ce la faccio”.
Piuttosto che darti la soddisfazione, muoio qui.
Basta. Niente altro
Ma vaffanculo.
L'unico lato positivo è che mi dà del materiale da scrivere.
Lo Tzu: “bentornato” .
“Grazie”. Fine.
Mi ha fatto fare degli esercizi massacranti.
Dopo mezzora che mi faceva schiattare di fatica, Io avevo il fiatone, le pulsazioni a 180, mi fa: “Tutto bene? Sei strano. Io finisco la lezione alle 11. Ma se non ce la fai, me lo dici e ti faccio finire prima”
“No, tranquillo, ce la faccio”.
Piuttosto che darti la soddisfazione, muoio qui.
Basta. Niente altro
Ma vaffanculo.
L'unico lato positivo è che mi dà del materiale da scrivere.
2 commenti:
Etichette:
Lo Tzu,
pesante
lunedì 1 febbraio 2010
Non è facile IV: il ritorno.
Vabbè, prima o poi dovevo ritornare in palestra. Dopo 15 giorni di completa inattività era quasi d’obbligo. Non ho molta voglia perché Lo Tzu non è che mi abbia trattato bene, come potete ricordare. Ho già visto e rivisto 1000 volte tutti gli scenari possibili di stasera, ho in mente ogni domanda che mi può fare e la migliore risposta che devo dare.
Tuttavia io credo che sarà come se non fosse successo niente.
Ragionando con gli occhi da colletto bianco di una società americana multinazionale, oggettivamente un cliente (un buon cliente) è stato preso a calci nelle palle e nonostante il prodotto sia di eccellente qualità e viga un regime di monopolio, il cliente ridimensiona le sue aspettative nei confronti del fornitore.
Noi diciamo “if you don’t take care of your customer, someone other will”; se non ti prendi cura del tuo cliente, qualcun altro lo farà.
Ho sempre fatto attività sportiva e continuerò a farla; lo shaolin è bello ha un buon impatto sulla salute ma è giusto che alla fine il Kung fu ritorni alla dimensione di pura attività sportiva. Un ora in meno di Tai chi e un’ora in più di Patatina o una cena un po’ più tranquilla con la Genia.
Quindi stasera si ritorna in scena e vi saprò dire.
Tuttavia io credo che sarà come se non fosse successo niente.
Ragionando con gli occhi da colletto bianco di una società americana multinazionale, oggettivamente un cliente (un buon cliente) è stato preso a calci nelle palle e nonostante il prodotto sia di eccellente qualità e viga un regime di monopolio, il cliente ridimensiona le sue aspettative nei confronti del fornitore.
Noi diciamo “if you don’t take care of your customer, someone other will”; se non ti prendi cura del tuo cliente, qualcun altro lo farà.
Ho sempre fatto attività sportiva e continuerò a farla; lo shaolin è bello ha un buon impatto sulla salute ma è giusto che alla fine il Kung fu ritorni alla dimensione di pura attività sportiva. Un ora in meno di Tai chi e un’ora in più di Patatina o una cena un po’ più tranquilla con la Genia.
Quindi stasera si ritorna in scena e vi saprò dire.
1 commento:
Etichette:
pesante
sabato 23 gennaio 2010
Non è facile III. I costi monetari
Sono in via di superamento dell’incazzatura. Sono al mare, al contatto con l’elemento per eccellenza, cioè la maionese. (Ma no! È L’acqua).
Proprio perché il cliente è la cosa più importante in una qualsiasi attività, faccio due o tre conti su quello che io spendo per essere preso a calci nelle palle in questa maniera.
500 euro all’anno per lo shaolin, 500 euro all’anno per il tai chi perché la forma interna “spinge” lo shaolin , 800 euro per il corso istruttori e questi sono i costi diretti; aggiungiamo le spese per il mantenimento del ginocchio (integratori, visite, terapie varie l’anno scorso erano 40 euro al mese), l’osteopata Santa Cristina da Boavista che mi sistema l’assetto 55 euro almeno al mese.
Superiamo 2000 euro all’anno, tranquillamente.
Per cui visto “che non devo avere fretta” (cazzo a 43 anni,non devo avere fretta!) taglierò un po’ di queste spese. E poi ci guadagno un paio di ore in più alla settimana con patatina, una domenica in più al mese per un bel fine settimana fuori con Genia e Patatina. Alla fine mi riesco ad allenare lo stesso e l’esame lo farò un’altra volta (a 50 anni, boh, o “quando sarò pronto”, ma che cos’è una Prova Mistica? Ma Vaffanculo).
Proprio perché il cliente è la cosa più importante in una qualsiasi attività, faccio due o tre conti su quello che io spendo per essere preso a calci nelle palle in questa maniera.
500 euro all’anno per lo shaolin, 500 euro all’anno per il tai chi perché la forma interna “spinge” lo shaolin , 800 euro per il corso istruttori e questi sono i costi diretti; aggiungiamo le spese per il mantenimento del ginocchio (integratori, visite, terapie varie l’anno scorso erano 40 euro al mese), l’osteopata Santa Cristina da Boavista che mi sistema l’assetto 55 euro almeno al mese.
Superiamo 2000 euro all’anno, tranquillamente.
Per cui visto “che non devo avere fretta” (cazzo a 43 anni,non devo avere fretta!) taglierò un po’ di queste spese. E poi ci guadagno un paio di ore in più alla settimana con patatina, una domenica in più al mese per un bel fine settimana fuori con Genia e Patatina. Alla fine mi riesco ad allenare lo stesso e l’esame lo farò un’altra volta (a 50 anni, boh, o “quando sarò pronto”, ma che cos’è una Prova Mistica? Ma Vaffanculo).
Nessun commento:
Etichette:
pesante
mercoledì 20 gennaio 2010
Non è facile II. L'incazzatura
Per darvi la dimensione dell’attitudine del mio insegnante alla comunicazione, ecco alcune perle di quello che mi ha detto lunedì.
La domanda era: “Posso fare l’esame per cintura nera a Luglio?”.
Le frasi celebri all’interno del discorso:
“Se vuoi la cintura nera, vai al mercato, ti compri un pezzo di stoffa nera e te la metti addosso”
“La cintura nera così non te la dà la nostra palestra, ma la puoi prendere facilmente da un’altra parte”
“Puoi fare l’esame, ma io non ti riconosco”
Ma vaffanculo.
Che coglione che sono!Perché cazzo poi me la prendo?
La domanda era: “Posso fare l’esame per cintura nera a Luglio?”.
Le frasi celebri all’interno del discorso:
“Se vuoi la cintura nera, vai al mercato, ti compri un pezzo di stoffa nera e te la metti addosso”
“La cintura nera così non te la dà la nostra palestra, ma la puoi prendere facilmente da un’altra parte”
“Puoi fare l’esame, ma io non ti riconosco”
Ma vaffanculo.
Che coglione che sono!Perché cazzo poi me la prendo?
Nessun commento:
Etichette:
Lo Tzu,
pesante
Non è facile. La delusione
Non è facile. Quando ti fidi e stimi una persona e questa persona, che sicuramente non è esperta di comunicazione, ti butta addosso tutti i tuoi 43 anni perché deve fare quello che dice il suo Maestro, perché vuole essere come lui, perché non ha la propria personalità e soprattutto non ha sensibilità, non è affatto facile.
Se tu vedi che il tuo migliore allievo si impegna, si allena tutti i giorni, magari non sarà mai Bruce Lee o Jet Li o Jackie Chan, ma l’accuratezza, l’applicazione e la cura nell’attività che stai svolgendo è degna del miglior allievo, non puoi parlare in quella maniera.
Che senso ha aspettare ancora anni, che senso ha diventare cintura nera a 50 anni. Non capisci che ha il valore di una conferma del mio impegno di tre anni di studio? No non lo vedi. Perche tu non hai una tua sensibilità, hai quella prefabbricata della tua cazzo di scuola e del tuo maestro, che ha la flessibilità di un palo della luce in cemento armato.
Che coglione che sono! Perchè me la prendo così tanto?
Se tu vedi che il tuo migliore allievo si impegna, si allena tutti i giorni, magari non sarà mai Bruce Lee o Jet Li o Jackie Chan, ma l’accuratezza, l’applicazione e la cura nell’attività che stai svolgendo è degna del miglior allievo, non puoi parlare in quella maniera.
Che senso ha aspettare ancora anni, che senso ha diventare cintura nera a 50 anni. Non capisci che ha il valore di una conferma del mio impegno di tre anni di studio? No non lo vedi. Perche tu non hai una tua sensibilità, hai quella prefabbricata della tua cazzo di scuola e del tuo maestro, che ha la flessibilità di un palo della luce in cemento armato.
Che coglione che sono! Perchè me la prendo così tanto?
Nessun commento:
Etichette:
Lo Tzu,
pesante
Iscriviti a:
Post (Atom)


