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domenica 22 novembre 2020

Dentro l’acqua, dentro te

 Il mare ci culla, lento, come se sapesse.

Nuotiamo vicini, ma la distanza è una finzione: bastano i tuoi occhi perché tutto si accenda.
Poi ti lasci andare sul materassino, apri le gambe, mi richiami a te con le cosce, come un’onda che non ammette scampo.
Mi avvolgi.
Mi baci.
Sento il freddo dell’acqua sulla schiena, ma il tuo corpo è calore puro, febbre, pelle che brucia sotto il sole e sotto la voglia.

Le tue braccia ci tengono insieme al materassino, ma sei tu a tenermi davvero.
Sento il tessuto del tuo costume che scivola, il tuo respiro che si mescola al mio, i tuoi capezzoli tesi contro il mio petto.
La tua mano si muove, lenta, consapevole. Sposti lo slip. Mi lasci entrare in te.
Senza parole, senza esitazioni.
Solo il mare intorno, solo il tuo corpo, solo il nostro ritmo, sussurrato tra le onde.

La mia bocca è nella tua, il tuo fiato dentro il mio.
Ci aggrappiamo l’uno all’altra come naufraghi, ma non stiamo affondando: stiamo volando, sprofondando in qualcosa di più liquido del mare, più profondo del desiderio.
E mentre il mondo si dissolve in spruzzi di luce e pelle bagnata,
arriva quel momento.
Lì, tra acqua e cielo, ci lasciamo andare.
Insieme.

mercoledì 28 agosto 2019

Trinacria con Patate XIII – Spiagge di Albisola vs Spiagge di Siracusa

Albisola ha il mare color grigio scuro, pulito ma scuro. Siracusa ha il mare di 100 tonalità di blu e verde.
Le spiagge sono sporche uguali.
A Siracusa se vai alla spiaggia Sabbiadoro, trovi la sabbia color oro; prova ad andare al Lido Azzurro.
Siracusa ha i pesciolini che ti mordicchiano i piedi, Albisola ha le bavose.
Siracusa ha le donne bellissime, capelli scuri lunghissimi, occhi mediterranei, corpi sinuosi, sorriso meraviglioso con questi denti che brillano e queste labbra carnose... Poi aprono bocca.  Albisola è più “ristorante Fusion”.
Albisola ha le donne single, chiaramente autoevidenziate; Siracusa le donne sono con mariti, fidanzati, fratelli, apoteosi di truzzeria (tatuaggi, catene e slip-bianco-dolcegabbana”) e sono inavvicinabili.
Dopo i 40 le donne ad Albisola sono meglio di quando ne avevano 20. Le Siracusa dopo i 30 sciunfano (vi rimando poi al post Albisola city vs Siracusa city, nella parte che riguarda il cibo)
A Siracusa in spiaggia si mangia come se fosse domenica della Cresima, ad Albisola… ad Albisola… che tristezza.
Tutte le spiagge sono libere, ma i siracusani arrivano carichi di ombrelloni, seggiolini, frigoborse, gazebo che neanche la Lega ha, poi stanno tre ore in spiaggia e se ne vanno.
Nonostante ci sia meno parcheggio che a Milano, un buco lo trovi sempre, con parcheggiatore semiabusivo.
Le barche non rispettano i 300 metri di distanza dalla costa, ad Albisola ti affondano la barca direttamente.
I venditori ambulanti vendono le stesse cose (stesse bandana, stessi braccialetti, stesse cavigliere...): si vede che il kit è uguale per tutti.
Siracusa: di sera vai a Ortigia, Noto, in piazzetta a Floridia, a vedere i fuochi, a vedere le stelle al mare, in bermuda e infradito; ad Albisola, dove vai?
Albisola ha un bel mare, Siracusa ha il mare più bello.
Siracusa – Albisola 11-6

domenica 14 luglio 2019

Asino quanto pesi XII

Ci sono quei periodi in cui va tutto a merda. Il meccanico mi vuole fregare, il ginocchio deve essere operato, non riesco più a correre, ho rotto il mellino e non riesco a camminare, non mi entra la scarpetta e quindi non riesco ad arrampicarmi, sono al termine del periodo di prova e non mi hanno ancora dato un riscontro positivo o negativo, al lavoro ho i "baroni" che cercano di fottermi, devo cambiare la macchina, devo cambiare la moto, la mia situazione sentimentale è descritta nel post Speaking words of wisdom XXV.
Cosa c'è di meglio di un bel weekend al mare per rilassarmi, per serrare i ranghi,  per ricaricarmi, riprendere i miei tempi, da solo tranquillo?
Mi alzo presto vado in spiaggia, torno a casa, mangio, faccio un pisolino, se voglio parlare trovo la compagnia, se voglio fare i miei cazzi, li faccio.
Ma cosa mi è saltato in mente martedi scorso di invitare sto mio amico?

domenica 30 giugno 2019

Ammare II

Che cosa mi piace del mare d'estate.
I tatuaggi delle tipe.
Il mio euro di birra con la Debbie e Mauro.
Il mare d'estate ma dalle 6 alle 10 e dalle 18 alle 20.
Il tramonto dietro le tre palme della passeggiata.
La canzone giusta al momento giusto mentre guardo l'orizzonte.
Riposare ed altre attività da camera dopo il mare del mattino.
Le over 40 che si tengono bene
Caffè da Luca, focaccia da Federica, cena in un ristorante nell'entroterra da cercare su tripadvisor con la 40enne del punto precedente (questo vale anche d'inverno)
Mandare i messaggi ad Amanda del mare al mattino mentre studia Tedesco e per il concorso.

Ammare

Le cose che mi danno fastidio in spiaggia.
La gente che urla.
Le sigarette spente e lasciate nella sabbia e chi la sporca in generale.
Le persone che hanno fretta nel farsi servire il caffè
Il venditore ambulante che vende le radio e Va in giro con il volume alto.
Il venditore di braccialetti che ti dice regalo regalo e poi vuole che lo paghi.
Sempre lo stesso che si rivolge alle figlie.
Angelo che mi rivolge parola non richiesta.

venerdì 6 luglio 2018

In moto si usa, a Siracusa. XI. Il Porco è in grado di parlare con i muri

Partito da Melilli sono passato da Sortino, sono entrato in un bar per bere, perché mi sentivo disidratato. Sono uscito dopo Mezz’ora di chiacchiere. 
Poi sono andato a Pantalica. Pensavo che fosse una passeggiata tra le tombe, in realtà una Guardia Forestale all’ombra di un Carrubo selvatico, mi ha spiegato che è un trek molto impegnativo. 
In effetti per il caldo, la difficoltà del terreno e l’assenza di attrezzatura da trek, ho ridotto di molto la passeggiata. Però quel poco era splendido, natura incontaminata (non sapevo che fosse riserva naturale) acqua di torrente potabile, scale scavate nella roccia.
Poi sono ripartito con l’intenzione di andare a Noto.
Sono sceso e salito dalle montagne e via! sono passato davanti a Fontane Bianche, ho messo la freccia e mi sono fermato al mare. Fanculo Noto.
Ah questa non la sapete. Guardate che ricordo delle Patatine mi sono portato dietro. 
Qui a fontane bianche, un giorno io e mia sorella e altri sette o otto amici avevamo deciso di andare a nuoto a uno scoglio non vicinissimo, ma neanche tanto lontano, saranno stati duecento metri. 
Tutte le mamme e i genitori si sono tuffati e ci hanno riportato indietro incazzati neri.
C’è stata il più grande castigo genitoriale di massa con ceffoni, perché ad un certo punto una mamma ha menato un mio amico e tutti gli altri non potevano esimersi da questa cosa e allora giù botte.
In effetti da genitore e pensando che avevo allora l’età delle patatine di oggi (otto anni) 








sabato 13 gennaio 2018

Asino quanto pesi XI

Questa mattina uscendo per andare a fare un giro al mare, mi chiedevo perché non prendevo il secondo mazzo di chiavi di casa a disposizione, quelle di riserva: di solito uso il mio mazzo, dove ho attaccate anche le chiavi della macchina. Accidenti ma perché non ci ho mai pensato? Se per caso perdessi le chiavi in spiaggia come torno a Milano ? Strano... e facevo questo ragionamento con le mie belle chiavi di riserva in tasca , lasciando al sicuro le chiavi della macchina a casa. E quindi via in bicicletta verso il brico center: quattro chilometri in bici al mattino per riscaldarsi! Ma che strano... io che sono così super efficiente... guarda come è comodo questo mazzo di riserva... ha anche il laccetto per metterselo al collo... eppure... c’è qualcosa che mi sfugge... 
ad un certo punto ho trovato la soluzione, il perché! 
E il perché mi fu illuminato esattamente quando ho sentito il click del lucchetto che chiudeva la Bicicletta. Quattro chilometri da casa.


sabato 14 ottobre 2017

A scrocco II

La Scroccocicletta sarà verde menta 


martedì 10 ottobre 2017

A scrocco

Alla bicicletta che ho al mare, ho tolto i seggiolini: ormai le Patate sono diventate grandi e quando vado in giro può capitare di portarne una dietro sul portapacchi e l’altra con la sua biciclettina. Un giorno, come spesso succedeva, Agata mi ha chiesto di portarla sul portapacchi e le ho detto:” Ancora? Ma tu vieni sempre a scrocco?”.
Abbiamo quindi coniato il verbo “ascroccare” che indica il farsi portare sul portapacco senza seggiolini. Il verbo viene coniugato a piacimento tipo: “noooo!! Ci vengo io oggi! Ieri ha già ascroccato l’Agata”, “Nooo!!! Ascrocco io stasera!”.
Il mio progetto che durerà non più di un paio d’anni è quello di avere una bicicletta che ascrocchi tutte e due le patate.” Esiste una bicicletta che si chiama “bicicletta da carico” che permette il trasporto di carichi fino a 50 chili. Costa troppo.
Bene! Ecco cosa invece ho trovato: voi ci vedete un rottame, io ci vedo la Scroccocicletta.


lunedì 9 ottobre 2017

Open Waters

Andare in piscina mi annoia in maniera suicidale.
Ho però scoperto che nuotare nel mare mi piace, ma con tutta la mia tecnologia: cardiofrequenzimentro, gps, fascia cardio per misurare velocità, bracciata, cuore, metri percorsi ecc ecc ecc.
Perché il Porco misura tutto.

Inoltre nei miei viaggi solitari al mare ho voluto trovare uno sport che mi ricordi che anche nelle stagioni fredde sono, appunto, al mare.













Purtroppo i corsi di vela o windsurf sono sempre d'estate, quindi ho scoperto l'Open Water Swim che sarebbe il nuoto in mare.
Ho comprato una muta da triatlon e una cuffia in neoprene e ieri ho provato un bell'allenamento in acque libere (fredde).
C'è ancora qualcosa da calibrare... 







sabato 5 agosto 2017

Roba estiva milanese

Mi domandavo ieri, venerdì pomeriggio, dell'utilità di rimanere a Milano nel Fine settimana. Con 40 gradi, il sole e niente da fare. Ho preso la moto e sono sceso al mare.
Un altro pianeta. 



sabato 29 luglio 2017

Vetrini fantastici e come trovarli

I vetrini sono dei frammenti di vetro smussati e lisciati dall'attrito con la ghiaia, la sabbia e le onde del mare. 
Si trovano tipicamente sulle spiaggie liguri dove non c'è solo sabbia ma anche pietruzze e ghiaia, per lo più. 
Quando ero piccolo ce n'erano di più: con la raccolta differenziata il loro numero si è ridotto, ma se ne trovano ancora tantissimi. 
Non credo che abbiano origine da vetri di bottiglia rotti, penso piuttosto che arrivino insieme alla ghiaia portata d'inverno per mantenere le spiaggie. 
Siccome sono di vetro, sono leggermente più leggeri delle pietre, per cui si trovano sulla superficie della spiaggia e in dimensioni simili alle pietre circostanti.
Si classificano in normali e magici. I vetrini normali sono verdi (45% del totale) marroni (25%) bianchi ( il vetro trasparente, 25%) e Vetrini magici, di colori non compresi tra i precedenti (arancioni gialli blu ecc).
I vetrini verdi non hanno grosse differenze di sfumature colorate, mentre i marroni vanno dal bronzo all' arancione e i bianchi tra il trasparente e l'azzurro.
Ulteriori sottoclassificazioni per i magici rari, sono i magicissimi, i tristalli e le pietrestelle.



giovedì 27 luglio 2017

Terra di Mezzo

C'era una volta un Vetrino che viveva sulla riva del mare. Non in acqua dove inizia l'onda e non sulla sabbia asciutta: proprio sulla Riva, a metà strada tra l'Acqua e la Terra. Era come quelli che si trovano nei posti sul mare, dove non ci sono solo sabbia o solo scogli; non aveva una forma particolare che ricordasse un cuore o una stella; non aveva un colore particolarmente raro per un vetrino, giallo limone o arancione tramonto: era verde, come altri mille lì intorno. 
In questa mediocrità inaccettabile, a suo dire, riusciva ad essere splendente come uno smeraldo, come se il colore più comune in Natura si fosse fuso con l'acqua.
Decise di farsi Raccogliere, ma divenne opaco nonostante fosse stato lucidato e cosparso di olii, ma quella brillantezza non era reale e anche la luce artificiale  dell'acquario, pur molto simile al sole, non gli rendeva lo splendore che avrebbe meritato. E poi, diciamocela tutta, c'erano acqua dolce e pesci mai visti prima!
Fu così che volle ritornare al mare. Non si posizionò sulla sabbia, dove il sole l'avrebbe asciugata e nemmeno nel mare, dove non avrebbe preso i raggi del sole. 
Si coricò sulla riva, in quella terra di mezzo dove era nata. Dove l'acqua avrebbe lucidato la sua pelle e il sole l'avrebbe fatta risplendere. 
Sì, la sua Terra di Mezzo! In fondo era giusto che fosse lì: era fatta di terra e di acqua. 




martedì 17 novembre 2015

E che dire?

Abbiamo preferito non scrivere niente in questi giorni in questo blog che ha deciso di essere un po' leggero, per scelta.
Molti miei amici blogger hanno deciso la stessa cosa perché non necessariamente uno è costretto a dire qualcosa.
Una mia amica mi ha detto: "Credo di aver scritto uno dei più bei racconti, giovedì, ma non ho avuto fortuna ed è uscito nel giorno della paura. Coperto dal sangue e dalla merda".
E le ho dato ragione.
Io sono stato al mare con le mie bambine: la grande era un po' smarrita, sentendo i grandi parlare; mi ha fatto domande su quello che era successo in Francia: la Francia (che per lei è Tolosa) è un po' per lei un luogo che s’incontra nei sogni. Io mi trovavo in difficoltà a spiegarle che il mondo è comunque bello e le persone sono buone, anche se tante volte accadono delle cose un po’ tristi.
La piccola è forse proprio piccola e per lei il mondo è sempre bello e ride sempre e ha voglia di giocare.

Venerdi ho visto un bel concerto e poi sono andato al mare a fare il circo e far ridere le mie figlie.

E comunque la figlia di Chuck Norris sa come fa il coccodrillo.




martedì 23 giugno 2015

Priceless I


Attraversare la galleria delTurchino in moto, iniziare la discesa verso Genova con l’aria che si scalda, l’odore del mare e le cuffiette che attaccano con Armstrong
 

martedì 18 settembre 2012

L’insostenibile senso di Alice per il soccorso

Quest’estate le bambine hanno fatto un po' di vacanze al mare in camper. La nostra piazzola aveva, oltre al camper, una specie di gazebo dove dormivano gli ospiti.
Un giorno il cielo si è improvvisamente rannuvolato e si è alzato il vento e una tempesta di sabbia. Stava per scatenarsi un temporale.
Tuoni e fulmini non molto distanti, avevano iniziato a farsi sentire: immediatamente mi sono attivato per mettere al riparo tutto quello che c’era in giro: sdraio, asciugamani, roba da mangiare, posate e infilavo tutto nel gazebo, al coperto. Le bambine intanto si stavano spaventando: “mamma, mamma, paura” urla Alice
“Forza! tutti nel camper sul letto con la mamma, io metto via le cose, poi ci vediamo il temporale dalla finestra sul lettone con la mamma” grido all’Alice e all’Agata
L’Agata: “mamma, baccio [in braccio]” e se infila senza aspettare nel camper.

Il Gazebo

Io intanto: cucina chiusa, lettini nel gazebo, asciugamani e vestiti nel gazebo, giochi nel gazebo, finestrini chiusi, biciclette al riparo, tende chiuse; finalmente chiudo con la cerniera il gazebo, strapieno di cose e sto per entrare nel camper, dove vedo la Genia sdraiata sul lettone con l’Agata in posizione Koala, quando sento, in mezzo al frastuono del temporale:
“Papàaaa, Papàaaa”, la voce di Alice dal gazebo.
Apro la cerniera del gazebo e c’è la Patatina in piedi con un cicciobello per braccio che mi guarda con due occhioni di disperazione e dice: “Papà, i cicci!” e ragazzi qui mi sono guadagnato 1000 punti con mia figlia.
“Alice, tienili, stretti che li portiamo al riparo” e mi carico Alice e i due cicciobelli in braccio ed entro nel camper e chiudo la porta.
Ormai al sicuro, Alice va sul letto e dice tutta orgogliosa all’Agata: “Tieni Acata, ò pottato il tuo ciccibello”.

Alice la crocerossina, Agata l’opportunista.

Alice non è nuova a questa sua inclinazione. Infatti l’anno scorso…
(continua…)



Patalice con i Cicci

domenica 13 dicembre 2009

Un mercoledi da Maiali (I leoni ci fanno le pippe)

Siccome son appena finiti i campionati di Surf, vi spiego perchè non posso praticare il surf.
Primo i maiali non possono guardare in alto.
Hanno solo 25 gradi di estensione del capo (capo…). Non posso quindi vedere l’onda che arriva. A meno che non nuotano a dorso.
La tavola non sarebbe sufficiente a reggere la mia stazza, servirebbe una zattera o una chiatta.


Entrando in acqua creerei un onda anomala che contrasterebbe immediatamente il ciclo di onde, con immediato disappunto dei surfisti. Che non avrebbero più ragione di ubriacarsi di sera.

Comunque, siccome sono abbastanza acquatico quest’estate ho fatto il bagno in questo mare a pochi chilometri dalla foto.
Eravamo io e mio cognato (che è più acquatico di me, ma non Maiale) ed eravamo a riva a guardare le onde, si avvicina il bagnino e ci fa: “Non vorrete fare il bagno”; e noi:” Seeeee”, e via in acqua.