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giovedì 6 luglio 2017

Porco Tyson

Ho fatto una lezione di prova di Boxe. Erano un po' di anni che avevo puntato uno sport di combattimento e in particolare la boxe. In questi anni sono cambiate tante cose e alla fine è arrivato anche il cambio dello sport. 
Una palestra che si chiama Ursus, l'odore di sudore stantio, la pulizia molto dozzinale ma soprattutto la fatica, l'impegno degli atleti. Queste sono le prime cose che mi hanno colpito quando sono entrato in questo posto. Poi sono state subito due ore piene di allenamento. La preparazione fisica è bellissima: moltissima ginnastica a corpo libero, la corda è un po' tutti gli esercizi dei film classici sulla boxe: poi c'è un po' di tecnica e sempre il confronto fisico con un avversario. 
Non è il kung fu, è qualcosa di diverso: c'è sudore e tanta fatica. 
Ed è quello che ci vuole e vediamo se avrà futuro. 





venerdì 28 novembre 2014

Leopardo

P. “Lo Tzu ho scelto l’animale.”
L. "Eh?”
P. “Ti ricordi che avevi detto che ad un certo punto che pratica Shaolin sceglie il proprio animale come stile di combattimento?”
L. “E tra Tigre; Drago, Gru,Serpente e Leopardo, cosa hai scelto?”
P. “Leopardo, Lo Tzu”.
L. "Ma non sei tu che scegli il leopardo, ma il leopardo che sceglie te.”
P. “Ah, Vabbè io sono stato al parcodelle Cornelle per studiarmi il leopardo, come si muove, come attacca, come si difende.”
L. "Eh?”
P. “Eh, ecco, ha dormito tutto il giorno sopra un ramo con la coda a penzoloni, si è solo girato per prendere il sole meglio il sole, ma non si è schiodato da là.”
L. “Vabbè ma io ti ho insegnato ad interpretarlo. “
P. "Si, infatti”.
….

Allenamento.
“Lo Tzu, hai visto?”
“Cosa?”
“Leopardo”
“Chi?”
“Io”
“Quando?”
“Oggi ogni forma che facevo la interpretavo come leopardo.”
“Ah non me ne sono accorto”
“Vabbè vado a dormire. “


mercoledì 24 luglio 2013

Avanzi di Istruttore

In questi mesi in cui non scrivevo sono successe molte cose.

Innanzitutto ho finito il corso di Istruttore di Kung fu: dopo sei anni ho dato l’ultimo esame.

La parte teorica era composta da 10 domande di filosofia, 30 domande sull’anatomia e Medicina Tradizionale Cinese ed infine le DDM, le Domande Del Maestro. Per le DDM, tutti quanti ci chiedevamo che cosa ci avrebbe preparato quest’anno, visto che lo svolgimento degli esami DDM è sempre “creativo”.

Erano 15 domande a risposta libera, eravamo divisi in gruppi di sei persone. Bisognava scrivere in piedi, quando il Maestro suonava il gong uno degli istruttori anziani con il bastone lungo cercava di colpirci e noi dovevamo evitare i colpi. Ogni gruppo sceglieva se il bastone era con le protezioni o nudo. Il Maestro per il mio gruppo ha scelto Lotzu. Dopo un po' siccome ero stufo di prenderle, ho provato a reagire: ho aspettato il momento giusto per afferrare il bastone e ho cercato di colpire Lozuo con un calcio. Ovviamente non ci sono riuscito e per la sua reazione ho preso un calcio in pieno petto e una bastonata in testa, dopo di che mi ha un po' preso di mira.

Sono tornato a casa un po' saccagnato.

Tre settimane dopo ho svolto la prova pratica. Consisteva nell’insegnare alcune forme ad allievi di diverso livello. È andata, anche qui, molto bene. Alla fine il Maestro mi ha chiamato al suo tavolino, ha preso un bicchiere con dentro del riso, l’ha rovesciato per terra e mi ha detto: “Hai 30 secondi per dirmi quanti sono, li devi contare con gli occhi”, “Sono 173, Maestro”.

Erano 201. Ora sono Istruttore di 3° livello. La strada verso l’immortalità è spianata.


lunedì 23 aprile 2012

A Morning with Lotzu

Non avendo niente da fare, ho chiesto a Lotzu di farmi delle lezioni private di mattino.
Venerdi abbiamo iniziato alle 9 e mi ha chiesto:
“quanto pesi ora?”
“stamattina 83,4”
“quanto pesavi all’esame a luglio?”
“77 e mezzo”
“ah” ha detto e ho capito che non sarebbe stata una mattinata facile.
Dieci minuti dopo, dopo aver finito il Tai chi:
“Porco”
“Sì, Lotzu”
“Come ti alleni fuori dalla palestra?
“Mi alleno al parchetto: faccio il ripasso e il programma nuovo, il bastone lungo e…”
“no, oltre al kung fu.” E non era una domanda.
“eh…, beh…, sì… insomma faccio un po' di rafforzamento della muscolatura del torso”
“ti ho chiesto cosa fai”, senza punto interrogativo.
“Un po' di pesi…”gli ho detto un po' imbarazzato.
“con precisione”
“pettorali, bicipiti, tricipiti, addominali, addominali obliqui, gran dorsale, piegamenti sulle braccia, trapezio con varie macchine”.
“e poi?”
“eeeeeh…. Riscaldamento e allungamento?”
“nient’altro?”
“sì…, quello che ti ho detto…, niente gambe”
“quanti addominali?” con tono inquisitorio.
“cinquanta?…” timidamente.
“CINQUANTA!!?” con tono molto seccato
“beh, sì, il retto addominale 3 serie da 50…” gli dico io
“CIOE’ 150 ADDOMINALI???”
“più 3 serie da 25 di torsioni sugli obliqui con un disco da 10 chili”
“ah bene! 250 addominali e dimmi, Porco, atleta trentennale, praticante di arti marziali da dieci, cintura nera e istruttore avanzato, per i muscoli antagonisti, cosa hai fatto?”
“per i muscoli lombari? ehm… niente..” gli rispondo
“Allora vai a fare il tai chi chuan paperino”
“???”
“col sedere di fuori: sfondi con il bacino e la muscolatura della schiena non ti tiene dritto; e inoltre lo so perché fai cosi tanti addominali”.
“eh si, immagino” e rido
“lo fai per la tartaruga”
“esatto!” e rido
“ma non ti ricordi, che il docente di Medicina dello Sport ha detto che per dimagrire localmente non serve super-allenare una parte specifica del corpo?” e qui il tono era da “sìfu” cioè da Maestro-padre.
“certo che me lo ricordo! Ma io conto di dimagrire uniformemente e quando scenderò sotto gli 80 chili, ci sarà la bella sorpresa di…” e mi accarezzo la pancia
“la tartaruga!” mi dice con tono beffardamente sinistro, e aggiunge “ti faccio vedere come si può dimagrire e allenare addominali dorsali e muscoli paravertebrali”.

Mi ha tirato scemo dalle 9 alle 10.
Poi alle dieci è arrivato un altro allievo e mi ha chiesto: “puoi fermarti ancora un po'?”
“beh, sì” gli ho risposto.
“bene, peggio per te!” mi ha fatto accomodare nell’altra parte della palestra e mi ha tirato scemo per altri cinquanta minuti. E quando per riprendere fiato mi fermavo o rallentavo mentre Lotzu sembrava concentrato sull’altro allievo, si girava verso di me e mi colpiva con una occhiata. E mi faceva male. Come Chuck Norris.


Per la cronaca: Lotzu non vuole farsi pagare queste lezioni private. “Lotzu, posso ancora permettermi queste lezioni anche se non ho lavoro”.
“Io ho piacere farti lezioni private”
Ecco, non ho capito qui.
Cosa vuol dire “Ho piacere”: “provo piacere”? tipo Marchese De Sade?

Boh.

martedì 11 gennaio 2011

Questi giorni

Innanzitutto vi auguro un Felice e Sereno Anno Nuovo, un Buon Inizio e Tanta Felicità e Fortuna, a voi e alle persone che amate. Io uso una espressione che riassume tutti questi concetti messi assieme: “Porco!”

Ieri era giorno di allenamento in palestra (kung fu), dopo un mese di assenza per parto di Patatine.

Dopo una serie di 20 minuti di ininterrotti di lezione, iniziata con un suo misterioso “Auguri!” (di Anno Nuovo o per la lezione?), durante i quali annuisce sporadicamente ed io sudo tutto, anche l’insalata russa della cena, Lo Tzu mi ferma e mi dice:

“Dovresti curare di più la tecnica, quando ti alleni per i fatti tuoi. Io qui ti correggo ma al parco io non ci sono”.
“eh, si. in effetti mi alleno molto al parco”
“Certo che lo vedo che ti alleni molto”, mi gira le spalle e si allontana senza che io possa replicare.
Lo interpreto come complimento e ripartiamo.

Dopo un po' mi ferma e mi dice.
“Porco, tu emetti una energia incredibile. Se dovessi scegliere tra tutti i miei allievi quello con più determinazione “ e mima il gesto di come comprendere tra le sue braccia, migliaia di persone
“ farei il tuo nome.”
“Grazie” gli rispondo svolazzando a mezzo metro dal terreno
“Certo che in quanto a tecnica, sei una chiavica.”

****
Abbiamo passato il capodanno in quattro (io la genia e le due patatine) in maniera molto tranquilla, cena, film (La prima cosa bella) brindisi col chinotto e panettone e abbiamo visto i fuochi artificiali dalla finestra della nostra veranda.

A cena ho cucinato penne con pescespada , zucchine e erba cipollina che tutti hanno apprezzato poi ho cucinato un cotechino da 8 etti (si, ho compiuto atti di cannibalismo) e 250 grammi di lenticchie (con pancetta), che mi sono mangiato interamente in 36 ore (mezzanotte del 31, l’uno a mezzogiorno e l’uno a cena). Mi aspettavo una fioritura di foruncoli in faccia nei giorni successivi, ma non vedendone alcuni ho ripetuto la performance tra il 6 e il 7, ma questa volta le lenticchie erano mezzo chilo. La Genia non ha toccato nulla di quello che avevo cucinato, perché in questo periodo di salutismo non voleva far mangiare latte al cotechino-e-lenticchie alla Patagata.

In realtà le lenticchie erano scadute da giugno 2010.

Su questo sono d’accordo con Lo tzu quando mi dice che sono una fogna.









Continua….

mercoledì 24 marzo 2010

Traduzioni libere

Domenica scorsa, era la giornata del corso per istruttori. Come sapete, è il corso dove sono un figo, dove non ho neanche avuto bisogno di fare l’altro 50 % dell’esame, dove ho una sfilza di “ottimo” ecc ecc.
Siccome mi sento un po' preso di mira in questo periodo, ho mantenuto il profilo più basso possibile per tutta giornata, mi sono messo nel punto più lontano e nascosto possibile, cioè nell’angolo a destra in fondo dalla visuale del Maestro. Ad un certo punto ha chiesto: “che cosa vuol dire in cinese kung li chuan?”. Ha chiesto ad un paio di persone, poi ha aguzzato la vista e ha detto: “Porco?”
Ed io con traduzione letterale: “Pugilato per esercizio della forza”. Avrei potuto dire “Uso raffinato delle mani per il miglioramento della forza fisica” ma non l’ho fatto, perché volevo volare basso basso”.
“No, no, sbagliato!”, dice Il Maestro inorridendo “ Roberto?”
“Ehm… kung esercizio, li forza, chuan pugilato”.
Guardo Lo Tzu che ridacchia e lui e il Maestro si prendono un fanculo.
Così inverso, sono andato alla lezione di Teoria del pomeriggio, che parlava dell’alimentazione dal punto di vista della Medicina Tradizionale Cinese. Alle 15 è iniziata la lezione, l’insegnante alle 15:05 ha detto che pesce e uovo non stanno bene insieme, alle 15:06 ho chiesto se si applicava anche alla salsa tonnata (con risata generale), alle 15:06 ha detto “si!”, alle 15:10 ero in macchina per tornare a casa.

mercoledì 24 febbraio 2010

Esame di corso istruttori quater

Comunque, domenica scorsa, avevo la parte pratica dell’esame di istruttore di KF. Non avevo voglia di farlo perché già Lo Tzu mi ha negato la cintura nera, poi è anche arrivata la notizia che perdevo il lavoro, per cui ho detto ad Alf di dire che avevo un impegno familiare molto importante e non sarei potuto andare.
Lunedi però comunque sono andato dal Maestro per giustificarmi o comunque dirgli qualcosa e lui non mi ha lasciato parlare.
“Oh, Porco, che piacere! Ma stai bene cosa è successo?” molto cordiale e continua “Guarda il tuo scritto, è stato tra i migliori. Ti ho dato Ottimo su i due compiti, veramente una bella prova, complimenti”.
Prendo i due compiti leggo il primo, la prova test 30 domande 28 giuste. Lo spettacolo vero era l’altra prova 35 domande risposta aperta in 90 minuti, che aveva il seguente giudizio: “OTTIMO, 33 domande corrette, alcune molto complete”.
Guardo molto sorpreso i compiti, francamente non mi aspettavo una performance così elevata.
“Grazie, Maestro; quando posso recuperare la prova pratica?”
“Oohh, ma tu non ne hai bisogno, io ti osservo già da molto tempo e per me il tuo esame è una pura formalità…”.
Volevo abbandonarlo, perché inutile, costoso, impegnativo. Adesso mi tocca anche finire ‘sto corso per istruttori… non ci voleva proprio.

domenica 31 gennaio 2010

Esame di corso istruttori ter

L’ulteriore difficoltà non era concettuale, l’esame era abbastanza semplice, dopo aver studiato e aver saputo interpretare le domande. C’era in realtà uno scoglio da superare. La punteggiatura. Domanda: “Scrivi (virgola), del Kung chia (virgola), del saluto (virgola), il nome (virgola), la traduzione (virgola), e la spiegazione (punto). Sospiro di sollievo. 13 parole, un punto, cinque virgole. Neanche Georges Perec avrebbe fatto di meglio.
Spiegazione: il saluto nel kung fu è di tre tipi (in piedi, in ginocchio e con l’arma): è una forma rituale prima di ogni esercizio. Kung chia vuol dire esercizio sulla intelaiatura, cioè gli esercizi di base (i pugni di base, i calci di base, le posizioni di base; come i passi-base quando si impara a ballare) ce ne sono una decina ( ed ognuno di questi ne ha un bel po’: 5 pugni, 15 calci, 11 posizioni ecc ). Sono tanti.
CHE COSA CAZZO SI CAPISCE DALLA DOMANDA ????’
Che bisogna scriverli tutti i 15 o 16, quelli che sono E ANCHE i 3 suoi cazzo di saluti di merda.
No.
Il kung chia si riferisce al saluto. La risposta era: tre (in piedi, in ginocchio e con l’arma)
Neanche all’esame di Geroglifici.

Per la cronaca: ho interpretato giusto e gli ho scritto: “ciao, arrivederci e buona giornata”.

Esame di corso istruttori bis

La cosa più divertente sono state le domande. 35 domande a risposta aperta in un’ora e mezza di cui due domande con argomento a scelta. Ci mancava solo la domanda “quale è il tuo sport preferito?”
Oltre alla gestione del tempo (due minuti e mezzo a disposizione per ogni risposta), alla concentrazione (ogni 30 secondi c’era la campanellina del cambio di “posizione”), alla fatica (scrivere in piedi e in movimento), la difficoltà più grande è stata l’interpretazione della domanda.
Da noi quando il Maestro fa una domanda bisogna in realtà sapere che cosa intenda dire (un po come con le donne). Ad esempio. Una domanda era “Scrivi tutti gli ideogrammi che puoi”. Uno che cosa capisce: scrivi tutti gli ideogrammi che riesci entro la fine del tempo, facile no?
Allora, da provetto studentello di lingua Cinese, ho risposto prima a tutte le altre domande, poi mi sono lasciato questa per ultima. Ho scritto 80 ideogrammi.
No, non andava bene, perche la domanda era da interpretare “scrivi un solo ideogramma fatto bene”.
Come dire “caro, ti va di mangiare fuori?” Dice la moglie; il marito la porta in un ristorante alla moda, la cena a base di pesce, rigorosamente a lume di candela, è accompagnata da un Franciacorta Gran Cuvée e finisce con romantica una passeggiata sul lungomare; lei tornando a casa gli pianta il muso: “Che c’è cara?”
“Niente”
“Sicura?”
“si”
“allora mi sono sbagliato…” dice lui amabilmente
“Certo che ti sei sbagliato” ruggisce lei ”volevo mangiare una pizza d’asporto sul balcone”.

martedì 26 gennaio 2010

Esame di corso istruttori

Visto che siamo in via di minchiate, nel senso che è inutile prendersela per delle cazzate, ci sono cose ben più importanti nella vita, ebbene, in tutta questa baraonda di incazzature varie, anzi di cazzate varie, ho soprasseduto all’evento più importante del mese di gennaio. L’esame di teoria del corso istruttori di Arti Marziali.
Dopo due anni e mezzo di corso, il nostro Maestro (non il mio istruttore Lo Tzu, detto il signore della comunicazione) ha deciso, giustamente, che dobbiamo essere esaminati in una parte teorica: domande a risposta chiusa su anatomia, principalmente, ma anche, primo soccorso, medicina tradizionale cinese e, udite udite, comunicazione, visto che il Maestro, molto probabilmente, si è accorto dell’enorme carenza dei suoi istruttori e, saggiamente, un bel po’ di corsi riguardano, appunto, la teoria della comunicazioni.
Ci portiamo, come da istruzioni, un piano rigido e facciamo l’esame da seduti. Un po’ difficile ma fattibile (p.s. mi ero seduto vicino al mio amico M. fisioterapista, per cui le domande di anatomia che non sapevo le ho copiate da lui.
La parte teorica sul Kung fu, invece è stata grottesca.
Il Maestro ci distribuisce le domande e dice di stare in piedi in posizione Ma Pu (piedi paralleli un po’ piegati sulle ginocchia, interno delle cosce ben stirato, glutei stretti). Ci dice che ogni trenta secondi suonerà una campanella e dovremo cambiare posizione, ( Pen Ma Pu, aprire il piede sx, a 45° poi San Chi Pu piede a 90°, ecc ) tutta la sequenza , 11 posizioni, poi si riparte ma dalla parte destra. Intanto rispondere alle 35 domande, risposta aperta in 1 ora e mezza.
È andato, tutto sommato, bene. A parte che ci ha bloccato diverse volte per dirci che era più importante “fare bene le posizioni” piuttosto che rispondere bene alle domande. Come se alla maturità la commissione dicesse che è più importante dimostrare di essere adulti piuttosto che tradurre correttamente la versione di Greco.
Bello, acuta e saggia dichiarazione, ma io all’esame di maturità me la sarei fatta mettere per iscritto, per non rischiare.
Per la cronaca mi sono imboscato in fondo alla classe ed ero appoggiato al muro.

continua...

martedì 5 gennaio 2010

In montagna

Oggi mi sono allenato. Che c’è di strano?
Sono in montagna c’erano 10 centimetri di neve, c’erano 4 gradi sotto zero. Freddo porco, ma secco. Un pensiero è andato alla mia ex-allenatrice di Canoa (la Bianca) che ci faceva allenare con qualsiasi condizione atmosferica. Un pensiero anche al mio insegnante che io chiamo Lo Tzu, che formalmente non approverebbe per il fatto che c’è troppo freddo, rischi di strapparti, di scivolare di farti male, blablabla…ma che se ci fosse stato anche lui, di certo si sarebbe allenato al freddo, sulla neve, dicendo che il freddo avrebbe temprato il chi,oppure che il Maestro Chang avrebbe detto "con freddo, attiva piccola circolazione celeste, devi tiene schiena dritta"
Per la cronaca ho fatto 5 minuti di corsa fino alla valletta degli otto cani. Poi ho fatto (metto al traduzione almeno sembra più poetico) i primi cinque percorsi del pugno del tempio della giovane foresta (fico, eh?), il pugno del fiore di prugno (poetico); le tecniche di gamba primi due percorsi (qui è una becera traduzione); poi le tecniche di bastone e i cinque percorsi dei combattimenti (qui poesia zero)
Poi ho fatto il pugno raffinato della terra.
Le cadute.
Nella neve.
Le capriole, i salti, gli zompi, tutto nella neve.
Eh, eh, eh…
Ho fatto il minchione, in poche parole…

sabato 2 gennaio 2010

Otto cani vs un maiale

Quest’estate mi allenavo in montagna nel mio solito posto, una piccola valle circondata da una foresta di pini (mica male, eh?), stavo studiando il mei hua chuan (tecnica del fiore di prugno), quando all’improvviso percepisco un movimento alla mia sinistra: mi giro e vedo due cani che dalla cima della collinetta, scendono di corsa verso di me. Erano due cani bastardi, probabilmente randagi e puntavano verso di me a tutta velocità. Con un rapidissimo movimento giro il capo mi accorgo che il mio pang (bastone corto) è troppo lontano. Allora mantengo la calma e scendo in guardia (kua hu shih, che vuol dire “fare un passo avanti come una tigre”) e fisso negli occhi quello che mi sembrava il capo dei due. Loro continuano a correre, velocemente, lungo il dorso dell’altura. Il mio respiro inizia a rallentare, i miei muscoli iniziano a rilassarsi, il mio qi inizia a spostarsi verso il centro del mio addome e poi verso i quattro arti.
Non sento più i rumori del bosco, gli uccelli, il vento e i campanacci delle mucche, il verde del prato, dei pini e del cielo inizia a sbiadirsi in un unico colore verde sbiadito, in cui i due cani, due macchie nere, si muovono lentamente.
Sì, ecco, sono pronto…
Improvvisamente tutto si muove più velocemente e anche i colori e i rumori non sono più opachi e soffusi; cosa succede, mi chiedo: all’improvviso, quando sono a una decina di metri da me virano e se ne vanno da un’altra parte, fuori dal mio controllo e dalla mia portata visiva.
Esco dalla guardia, mi rilasso e riprendo l’allenamento.

“Quando un cane ringhia, abbaia o comunque mostra un comportamento aggressivo nei confronti dell’essere umano, è necessario assumere atteggiamenti distensivi e amichevoli nei suoi confronti; […] [il cane] riscontra nell’essere umano un suo pari, ma di un altro branco, privo di ogni intento aggressivo [nei confronti del suo branco]. […]
Sono misurati il 73% dei casi in cui il cane ignora l’essere umano e si allontana; il 12% ha atteggiamenti neutri pur rimanendo ad osservare il comportamento altrui; 8% ha atteggiamenti amichevoli; il 6% mantiene atteggiamenti aggressivi e l’1% attacca l’essere umano.[…]
Possiamo con certezza affermare che la maniera migliore di reagire di fronte a un cane che ha un comportamento aggressivo è quello di mantenere a propria volta un atteggiamento amichevole.[…]
Atteggiamenti che un cane considera amichevoli sono: mostrare il fianco oppure sbadigliare vistosamente.”
(E. Pagani: Elementi di etologia canina: il Randagismo, 2009)

Passano una ventina di minuti durante il quale il mio allenamento diventa più intenso e vedo in lontananza dal sentiero che esce dalla foresta, i due cani di prima che corrono abbaiando verso di me, seguiti da altri sei cani; l’intero branco inizia a correre latrando e guaendo. Alle loro spalle un vecchio agita vigorosamente le braccia urlando qualcosa che sembra un “fermi, tornate qui!”; ma non lo sento neanche: immediatamente con un salto, afferro il bastone mi sposto di un paio di passi su una zona più alta, valutando una posizione favorevole per affrontare il branco di cani.
“Non fanno niente!” urla il tipo sempre più allarmato. I cani si mettono a semicerchio intorno a me e abbaiano tutti tranne il capo branco che ringhia. In un attimo passano mille pensieri: provo ad aprire il libro di comportamento animale al capitolo Atteggiamenti Amichevoli.
Chiudo il libro
Impugno il pang, scendo in guardia con un fasheng (è un grido ) e inizio a roteare sopra la mia testa e intorno al corpo il bastone con un movimento largo. Punto al capobranco, al primo cane che si muove, colpisco lui. I cani invece si fermano, come incantati e inebetiti seguono con la testa il movimento del bastone; all’improvviso il capobranco smette di ringhiare e fugge via verso il padrone che nel frattempo non aveva smesso di urlare.
I cani si allontanano. Rimango in guardia, li osservo mentre sia allontanano, li osservo ancora quando il vecchio riesce a riprendere il loro controllo, li osservo mentre il vecchio allarga le braccia come per scusarsi, li osservo mentre si allontanano, li osservo ancora quando escono dalla mia vista. Allora esco dalla guardia e mi rilasso

domenica 27 dicembre 2009

Cani al pascolo II

L’omino, piccolo, si avviava verso il giardinetto al mattino presto; la nebbia e le luci giallastre dei lampioni sfocavano il paesaggio, rendendolo ancora più anonimo di quanto lo era la sera precedente.
Il suo cane al guinzaglio, un setter grigio e rossiccio tirava il braccio del padrone e con un improvviso strattone faceva cedere rumorosamente un paio di punti della cucitura del cappotto di lana di seconda scelta che l’omino indossava.
“Stupido cane”, pensò
“Vedi di fare in fretta, che me ne voglio tornare a casa” sussurrò al setter mentre entrava nel giardinetto. Con un movimento meccanico, slacciò il guinzaglio dal collare. Il cane si mise a correre verso il centro del parchetto, sollevando nuvolette di brina al suo passaggio.
L’omino si guardò in giro assonnato: un paio di uomini dalla pelle scura attraversavano frettolosamente il parchetto immersi nei loro spessi cappelli di lana e nelle loro preoccupazioni.
“Uhmpf! Vengono qui a rubare il mestiere ai nostri ragazzi, che se ne stiano un po’ nel loro paese!” brontolò mentre attraversava il prato centrale.
Il cane si era messo ad annusare in terra in maniera insistente e iniziava a girare intorno come per cercare un punto preciso.
“Guardalo il mio Tommi, ha l’istinto del cacciatore!”, pensò osservando il cane che espletava i suoi bisogni all’interno del prato.
L’omino si guardava intorno dirigendosi verso la zona dei giochi per i bambini.
Stava pensando alla notte precedente, mentre la luce del mattino stava aumentando di intensità, così come i rumori della città che si sveglia per lavorare.
“Niente male il travone di ieri sera” ricordò a se stesso, mentre si accendeva una Nazionale appoggiato allo scivolo, “solo che aveva un profumo di merda. Bleah. Ce l’ho ancora addosso”.
L’omino guardava con contrariata curiosità il tizio che faceva strani movimenti nel campo da basket.
“Guarda quel coglione che fa…, cosa fa giudò, karatè? Boh? Alle 6 del mattino? “ pensò
“Ma perché non se ne sta a casa sua a dormire?” si chiese mentre il cane orinava sul palo dell’altalena.
“Era quel coglione della volta scorsa che mi ha detto che non dovevo portare in giro il cane; pensa te! Chi si crede di essere? Guardalo, adesso gioca col bastone”.
Si alzò il bavero del suo cappotto, stringendosi le spalle nervosamente. L’uomo col bastone si era fermato e osservava l’omino. Faceva molto freddo, ma lui era immobile e lo scrutava. All’improvviso l’omino iniziò a tremare, ma non sapeva se fosse il freddo o altro. L’uomo aveva posato in terra il bastone e si era mosso verso la sua direzione; a grandi passi si avvicinava, era lento ma era veloce al tempo stesso. Ora lo poteva vedere meglio: era un po’ più alto di lui, le sue spalle larghe erano coperte da una felpa bianca e blu e dei pantaloncini da calcio neri su degli scalda-muscoli blu elettrico a stretto trattenevano le gambe muscolose. Ma era il suo viso che lo spaventava: la faccia dura con la barba appena accennata, gocciolava per il sudore della fatica degli esercizi; il resto della testa era coperto da una bandana bianca con degli strani disegni neri. E fumava: sì, il viso, la testa e la faccia fumavano; e anche le spalle e il fumo che usciva dalla pelle e dai vestiti formava dei mulinelli; e lui si avvicinava, sempre di più, sempre più vicino. Un pensiero implorante verso il cane gli attraversò la mente, ma il setter sembrava più interessato ad annusare un cocker al guinzaglio di una signora. Ora gli poteva vedere gli occhi:erano verdi ma erano ardenti; il freddo e il terrore aveva bloccato le sue gambe. “Aiuto, oddio nonononono….” Ma la bocca non riusciva a pronunciare neanche una sillaba.
Lui parlò, invece: “La prossima volta che la vedo che lascia che il suo cane sporchi fuori dal recinto per i cani, chiamo i Vigili!” sibilò all’omino terrorizzato. Con lo sguardo lo penetrò per pochi interminabili secondi, poi si girò e se ne andò di nuovo verso il campo di basket.
L’omino era rimasto di ghiaccio ad osservarlo mentre si allontanava. Era rimasto immobile, ora non sentiva più neanche il freddo. Adesso l’uomo era lontano e aveva ripreso in mano il bastone ma continuava ad osservarlo. L’omino prima di andare a recuperare il suo cane gli era sembrato di leggere sulle sue labbra: “Adesso puoi respirare, stronzo”.


Leggi anche: Cani al pascolo I. (Suara)

giovedì 17 dicembre 2009

Salame

Non so neanche da dove incominciare… ieri mi stavo allenando al parchetto e facevo le cadute, per le arti marziali, come al solito. C’è una caduta che si chiama chao yue kun shen, si prende una semi rincorsa, si salta in avanti in tuffo, si atterra facendo una capriola e ci si rialza. Il momento critico è quando sei in volo e stai per appoggiare le mani a terra e piegarti per fare la capovolta. Qui ti giochi tutto. Quando stai per saltare è il punto di non ritorno. Se ti manca il coraggio di piegarti, perché hai l’indecisione finale, allora ti succede come a me. Sei in volo, appoggi le mani a terra, loro non si piegano e stavolta neanche la schiena,. 80 (e passa ) chili sulla colonna. Stototrock! Ecco, Insaccato, manco fossi un salame. La mia osteopata mi ha messo a posto oggi pomeriggio.
Santa Cristina da Boavista.

martedì 15 dicembre 2009

Sgabello

Ieri sera mi sono allenato in palestra ed alla fine ho chiesto al mio insegnante se mi insegnava a migliorare la caduta all’indietro.
Ha preso uno sgabello, lo ha messo al centro della materassina e ha detto:
“siediti” e mi sono seduto
Poi mi ha spinto e mi ha fatto cadere. All’indietro.
Allora mi sono rialzato e ci ho riprovato a cadere all’indietro dallo sgabello e “patapam! “ delle botte fortissime sulla materassina .
“fammi riprovare” e patapam!
“no no” dice il mio insegnante “ guarda si fa così” e patapam! Giù dallo sgabello anche lui.
E patapam e patapam, tutti e due uno dopo l'altro. Due scemi. Uno che insegnava e l0altro che lo ascoltava in adorazione. Dopo cinque minuti c’erano 20 persone ferme che ci guardavano perplessi. “ehm ehm" ci siamo schiariti la gola
e con voce impostata:
"sì, perchè il canale vescica è stimolato lungo i punti 17 18 19..." ha iniziato a descrivermi quali meridiani sono influenzati dalla caduta all’indietro; anch’io facevo finta che la cosa fosse interessante per darmi un tono.

Lo so che non rende bene raccontata, posso mica mettere un video! Però ero bello contento che ho imparato a cadere indietro dallo sgabello. Lo devo insegnare a Patatina. Anche se lei è in grado di cadere dal seggiolone senza addestramento.
E atterra in posizione pu t’ui .
Così:

Quando sono un po in crisi di idee, vado su Patatina e lei risolleva la qualità.

però, scusate... cadere apposta dallo sgabello... minchione totale...

lunedì 30 novembre 2009

Prima Poesia Segreta del Mistero dell’ Immortalità (Raghavendra) II

“Il Maiale domina gli elementi”


Concentriamo sul TAAF.
Io domino un elemento quando mi muovo, vi sopravvivo e sono abituale all’interno di uno di esso e/o a contatto con due di loro di cui si è confidente (Parker).
Non so neanche cosa possa voler dire. Ma mi sa che sono ben lontano dall’immortalità. Gli sport di Terra sono facili da praticare. Anche il ballo, specialmente quello Caraibico, trae energia dalla terra. La Disciplina che sto praticando in questi ultimi anni, ha gli esercizi fondamentali che sono legati alla Terra e dopo anni e anni di pratica, innalza l’Uomo verso il cielo. Tanta fatica per un cazzo. Ma per adesso sono ancora a terra, anzi rasoterra.
Aria. Facile con l’Acido Lisergico, più complesso se si vuole imparare a saltare e l’uso di ali artificiali. Qualche salto lo devo fare perché me lo richiedono agli esami, ma mi sollevo con la grazia e l’agilità, appunto, del Maiale: mi dicono: “fai Girare le gambe come vento” : e si vedono i due zamponi che fanno il mulinello in aria (a una spanna da terra). Con lenticchie
Però Aria-Terra cioè le cadute mi vengono da Dio: andare giù è facile anche se l’impatto al suolo è imbarazzante.
L’acqua è il mio elemento primario, la canoa per 20 anni, il nuoto e l’apnea fanno di me un delfino. (scusate ma sto schiattando dal ridere). Delfino…Balena forse è più adeguato…. Foca…Otaria…ecco, sì.
Quindi in tutto o tre elementi su quattro; manca il fuoco e poi posso essere immortale.
Ma mi immagino al contatto col fuoco. Stinco in crosta.

sabato 28 novembre 2009

Prima Poesia Segreta del Mistero dell’ Immortalità (Raghavendra) I

“Il Maiale domina gli elementi”

Vuol dire che quando avrà il controllo sugli elementi allora il Maiale raggiungerà l’immortalità.
E fin qui non ho detto niente. Gli orientali ne hanno almeno 5 e più o meno sono gli stessi (Terra, Metallo, Acqua, Legno, Fuoco), quindi se fossi orientale dovrei dominarne cinque. E qui mi va di culo, sono Occidentale e tiè, 4 elementi (Terra, Acqua, Aria e Fuoco), se fossi, che ne so, Romulano andrebbe ancora meglio (Tre: Rhun, Fdher e Zhua; la risposta alla domanda che ti stai facendo è “non lo so” ) o addirittura Due degli Zerg (Word non accetta i caratteri Zerghiani ma sono in pratica Pieno-Vuoto,o Uno-Zero, o roba del genere). Raghavendra contesterebbe, ma lui è Hindi quindi lui si cucca cinque elementi; la prossima volta invece di starsene sul Gange se ne fosse venuto in Lombardia, avrebbe guadagnato un elemento, mangiate bene e poi vuoi mettere le abluzioni nell’Oglio?