lunedì 27 agosto 2018

Speaking words of wisdom XXI

Non è richiesto di sapere chi è più bravo, è richiesto di essere complementari, ognuno offre alle bimbe il meglio di quanto è in grado di dare e si sforza di dare anche quanto gli riesce invece difficile dare. 

martedì 14 agosto 2018

Speaking words of wisdom XX

A. “Papà, Io voglio un fratellino piccolo” 
A. “Io invece una sorellina come Cecilia”
P. “Eh bimbe, mi sa che non ci saranno più fratellini o sorelline”
A. “Sì invece, tu prendi una signora, fai una bambina, poi abbandoni anche lei (!) e noi ci teniamo la bambina “
A.”No, prendila vecchia, almeno muore prima”
P. “Beh, bimbe non si può così, la bimba deve stare con la sua mamma” 
A. “Allora torna accoppiato con la mamma. E fai un’altra sorellina”
P. “E ma il papà e la mamma stanno bene così, avete due case, due posti da giocare e poi il papà russa e litiga con la mamma” 
A. “Ma state accoppiati fino a quando nasce la sorellina poi abbandoni ancora la mamma e andate nelle case separate”

Sticazzi. 


sabato 4 agosto 2018

Un altro coccodrillo

Tempo fa avevo scritto un post commemorativo in caso di morte di Amanda. Un coccodrillo. Amanda è una persona di spirito e ha riso per questo, dicendo che nessuno glielo aveva mai scritto. Io ho aggiunto che purtroppo non avrebbe avuto la possibilità di leggerlo e per questo io l’avevo scritto.
Ieri ho invece scritto un’orazione funebre, di quelle che si leggono al funerale, per il mio migliore amico, che al momento sta benone. 
Ditemi se non è commovente. (Ometto il nome per motivi di privacy).
“Ho scritto su un foglio queste parole, perché non saprò se nei prossimi momenti la mia voce avrà la forza di comunicarvi quello che provo in questo momento. 
Gli ho chiesto il permesso di avere la possibilità di ricordarlo non come professionista o come amico, ma quello che è stato per me in questi anni. 
G. è stato il fratello maggiore che non ho mai avuto e che ho sempre desiderato e io penso di essere stato il fratello piccolo che non ha mai avuto. Mi disse un giorno che al suo funerale avrebbe voluto vedere dei sorrisi invece che lacrime, ma, scusate, anche per me oggi è molto difficile trattenere le lacrime. 
Ho conosciuto G. molti anni fa, una vita fa, una sera da una amica comune: ci mettemmo a parlare del Signore degli Anelli, di Giochi di Ruolo e di pittura di miniature. Ma ad un certo punto disse una cosa, e da quel momento decisi di non farmelo scappare. Mi disse: Porco, ti voglio raccontare una cosa che mi è successa. E incominciò:
Una volta ero in Sardegna in mezzo al nulla e faceva caldissimo ed era tutto secco e cercavo disperatamente un po’ d’acqua. Ad un certo punto vidi un pozzo e per vedere se sul fondo ci fosse un po’ d’acqua presi un sassolino e lo buttai dentro. Non sentendone il rumore, decisi di prendere un sasso più grande, ma non sentendo di nuovo il rumore sul fondo, ne presi un altro ancora più grande. Niente : neanche con quello. Allora presi un masso molto grande e con un’enorme fatica lo sollevai e di nuovo lo buttai nel pozzo. Niente. Sfiduciato mi allontanai per cercare altro, quando ecco che capitò una cosa stranissima. Vidi una pecora correre all’impazzata verso di me e buttarsi nel pozzo. Completamente frastornato, mi incamminai verso un tizio, un pastore, per chiedergli se avesse dell’acqua perché erano ore che camminavo ed ero molto assetato e lui me ne diede. Dopo che bevvi mi chiese : senta ma visto che era qui in giro, non è che ha visto una pecora ? Me ne manca una. Mah, gli risposi, a dir la verità ne ho vista una poco fa correre come una matta per poi buttarsi in quel pozzo là in fondo. E lui: ah no grazie. Non è la mia: la mia era legata ad un masso. “

giovedì 19 luglio 2018

E niente, fa ridere così.

Oggi un venditore ambulante, mi voleva vendere un rosario. Gli ho detto che ero un buon peccatore e un discreto bestemmiatore. Allora mi ha proposto un braccialetto. Ho voluto premiare la sua capacità di adattamento. 

mercoledì 18 luglio 2018

CR7

In questo periodo di difficoltà lavorative, stavo pensando a un fioretto da rispettare nel caso in cui avrei conservato a settembre il mio posto di lavoro.
A parte preparare una maratona o digiunare per una settimana o non toccare alcolici per tre mesi, non mi viene in mente niente di particolare.
Però mi viene in mente quando una ventina di anni fa ero senza lavoro e feci un fioretto spettacolare. 
“La juve va in serie B “ , pensando che non sarebbe mai successo. E invece...
Ora stavo pensando a qualcosa su Cristiano Ronaldo ma nulla di negativo. 




mercoledì 11 luglio 2018

In moto si usa, a Siracusa. XVII Palermo

Alla fine è arrivato il momento di partire. Ieri sera mi sono congedato da Sebastian, proprietario della paninoteca Arrusti e magna di Floridia al quale gli ho detto i mettersi su TripAdvisor. 
Stamattina di buon ora mi sono alzato ho caricato la moto e sono andato a fare colazione al Caffè Rossini, anche loro senza TripAdvisor. 
L’ultimo colpo di coda culturale è stata una breve visita a Caltagirone, ma soprattutto alla villa romana di Piazza Armerina. Il prezzo del biglietto vale la visita, ci sono stato due ore. La fortuna di questo luogo, la Villa Romana è stato il fatto di essere stato scoperto negli anni 50 e la ricostruzione e il restauro sono stati magnifici, la villa è stata praticamente ricostruita salvando i mosaici, uno più bello dell’altro. 
Strano, non ho fatto nessuna foto con lo smartphone. 
Comunque la Villa è stata tra i monumenti che mi sono piaciuti di più; seguivo il percorso del sito fermandomi a leggere ogni locandina che descriveva i mosaici ma soprattutto i luoghi della Villa. Me li immaginavo come erano durante lo splendore abitativo, cosa faceva la domina, i loro ospiti, me li immaginavo nelle terme o al cospetto del dominus nella basilica o appena arrivati da un lungo viaggio rinfrescarsi nelle due fontane all’ingresso della Villa
Penso, nel Peristilio Ovoidale, il cortile privato, mentre mi guardavo intorno e immaginavo le scene di una ricca famiglia Romana del 300, di aver avuto un principio di Sindrome di Standhal. A volte mi capita, specialmente nei siti archeologici (era successo anche in Perù in un tempio a nord, ben conservato e lontano dal turismo di massa, non ricordo il nome).
Comunque bello bellissimo. Poi di nuovo via in moto fino a Palermo, città caotica e disordinata, insopportabile. 
Ora mi sono imbarcato e sto scrivendo quello che potrebbe essere l’ultimo post di questo diario di viaggio.
Domani arriverò a Genova alle cinque del pomeriggio e partirò subito per Milano, un giorno di lavoro e poi via verso le Bambine con altre due settimane di vacanza.
Grazie a voi che mi avete letto e mi avete commentato; spero di non avervi annoiato e avervi trasmesso quello che provavo io in questi giorni. 
Baci. 







martedì 10 luglio 2018

In moto si usa, a Siracusa. XVI Piovuti

L’ultimo giorno pieno a Siracusa, mi ha riservato anche la pioggia. Giornata calda interamente passata al mare, qualche nuvola e mentre ero a casa per la doccia e prepararmi per la serata è piovuto. Molto forte e per pochissimo tempo. 
Ora i profumi saranno più forti e le sensazioni olfattive che ho cercato in questi giorni saranno più evidenti. 
Sto aspettando un”arancina per poi andare a Siracusa per comprarmi il braccialetto ricordo. 



lunedì 9 luglio 2018

In moto si usa a Siracusa. XV

Oggi volevo vedere il Castello Maniace, l’unico monumento che non ero mai riuscito a vedere. Era chiuso per turno (!) . Rimarrà una cosa che mi manca per il futuro. 
Per il resto è stata una giornata di mare, tutto l’intero pomeriggio e sono un po’ stanco e credo che andrò a dormire  a breve.
Ho visto due posti che frequentavo quando ero piccolo: uno era ilCinema Mignon dove ho visto un bel po di film tra cui Il ladro di Baghdad, tutta roba vecchia.

Ora è una specie di chiesa strana.
Poi sono passato davanti alla Darsena da Jannuzzo, dove i miei ci portavano spesso a mangiare.
Questa è stata di certo la vacanza delle foto panoramiche . Ecco, appunto la darsena 






In moto si usa, a Siracusa XIV

Alla sera non riesco più a scrivere. Ieri volevo immergermi nella festa del paese dove ho la casa, Floridia, ma era veramente una tristezza; alle dieci e mezza non c’era già più niente da mangiare. Allora ho fatto un giro ad Ortigia, ma anche lì, oltre a quattro artisti di strada, non c’era molto da vedere. 
Con ieri ho chiuso la parte dedicata alla cultura, con la visita di Noto. Devo dire che sono stato positivamente sorpreso per la bellezza è soprattutto per il restauro e la valorizzazione del centro storico.
In generale sono rimasto sorpreso. Un Milanese scende al sud con preconcetti e stereotipi, confermati dal poco tempo passato a Palermo. 
A Siracusa Ci sono tante macchine ma tutti guidano bene (tutti al cellulare in macchina ma vanno piano), c’è il rispetto del codice della strada, i negozi fanno tutti lo scontrino; ti spiegano, ti raccontano e ti parlano della loro terra. 
Penso che nel DNA del Siracusano sia rimasta la consapevolezza di essere appartenuti ad una capitale dell’antichità che ha tenuto testa alla grande Atene. E nei secoli si è conservato questo  orgoglio e questa stima di se’.
Qui, forse meno che da altre parti in Sicilia, i soldi vengono sprecati di meno, forse c’è un maggior interesse comune piuttosto che quello del singolo.
È la mia impressione, questa.
Ma tornando alla cronaca del mio viaggio, subito dopo Noto sono andato alla spiaggia di Calamosche nella Riserva di Vindicari, a fare un po’ di mare.
Oggi e domani che sono gli ultimi giorni pieni saranno dedicati al Mare. 








domenica 8 luglio 2018

In moto si usa, a Siracusa. XIII C’è il rischio della squintalata

Ieri era la giornata della cultura classica con la visita al parco archeologico. Purtroppo le aspettative sono state disilluse. È chiaro che sono passati quaranta anni dalla ultima mia visita ma vedere i resti archeologici così da lontano e così incompleti è stata una delusione. 
Metà delle latomie erano inaccessibili, solo la Patata di Atena si poteva visitare, il Teatro Greco era predisposto per le recite (niente scritte in greco da interpretare), Anfiteatro metà chiuso e Ara di Ierone visitabile a 200 metri di distanza. 
Giusto come Amarcord, all’anfiteatro ho visto Altrimenti ci Arrabbiamo (facevano il cinema all’aperto) e Le Rane con Tino Buazzelli. Era il 1974. Poi facevi le corse nella Arena e nelle gallerie sotto gli spalti e io giocavo a fare i leoni che andavano a sbranare i Cristiani. 
Poi facevo la gara di salti dai gradoni dell Ara di Ierone e andavo a annusare i muri umidi delle grotte dei Cordari e quelle del Salnitro.
Siamo cresciuti così io e mia sorella, pane e cultura greca. Qui ho passato i migliori anni della mia infanzia.
Qualcosa è rimasto. 
Qualcosa si è perso. 

Al museo archeologico (anche questo mezzo chiuso) ho rivisto l’oggetto dei miei turbamenti preadolescenziali . Afrodite di Landolina.

Da ieri i turbamenti si sono trasformati in esplicite fantasie sessuali. 

Inoltre ieri avevo bisogno di una pizza e sono andato ad Ortigia. Ho incontrato Gigio Alberti che per me è sempre stato Aziz della comedy Zanzibar. L’ho fermato e gli ho detto che è stato molto piacevole vederlo recitare (due giorni prima ero stato al Teatro a vedere i Cavalieri).
Poi ho fatto 20 metri e vedo un tizio cicciottello con cappellino abbassato barba e occhiali , l’ho guardato strano, lui anche, mi sono avvicinato e l’ho visto un po’ preoccupato e gli ho detto “sig. Pannofino è inutile che gita in incognito, tanto l’ho riconosciuta lo stesso “ Pannofino interpretava il Salsicciaio ne I Cavalieri.



E’ tardi ora. Sono quasi le dieci e voglio partire per Noto. 
Ho fatto colazione con (in ordine cronologico):
Caffè
Panzerotto alla ricotta
Granita alla mandorla
Brioche vuota
Cannolo
Altro caffè .

Il caffè, l’alfa e l’omega della colazione .
Baci