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giovedì 27 luglio 2023

Gigliola e il Levantino XII - Atene

Non potevo non passare di qui. Mi fermo due giorni ed invece di un pulcioso ostello ho scelto un hotel.
Non come la penthouse suite di Podgorica, ma la stanza è carina, l'hotel è appena stato ristrutturato, c'è l'aria condizionata ed ha un prezzo accettabile, anche perché sono un pò stanco e vorrei riposare bene. 
Sono arrivato a mezzogiorno:  tutto incasinato, traffico, inquinamento e molto molto caldo. 
Per fortuna l'hotel è molto bello e comodo. Doccia veloce Mi sono riposato un po', poi sono andata a vedere il museo dell'acropoli. È stato costruito da poco tempo sopra un sito archeologico Romano credo, hanno fatto secondo me un lavoro eccezionale.
Il museo non è noioso. A spiegazioni facili semplici da seguire ha moltissimi disegni e plastici che ricostruiscono in 3D l'Acropoli e i templi. Le statue i reperti non sono messi in vetrina in maniera noiosa ma sono integrati con le ricostruzioni. Da vedere ci sono  Ovviamente la statua di Atena che era in un qualche Frontone di un antico tempio, quello che rimane del Frontone del Partenone e cinque delle sei cariatidi dell'eretteo.
Al termine di questa visita Sono andato sul monte licobetto Che vuol dire collina dei lupi. 
Si fa una piccola passeggiata in salita su una collina e si vede un fantastico Panorama di Atene.
Purtroppo non ho scritto molto perché questo post lo finito il giorno dopo e quindi è un po' scarso.

martedì 25 luglio 2023

Gigliola e il Levantino XI bis - Molòn labè

Oggi mi sono spostato verso la Grecia classica. La prima tappa sono state le Termopili. Mi avevano emozionato in V ginnasio, oggi ancora di più. Ne so più di allora ed ho apprezzato il semplice monumento a Leonida.  
Eccitato come un bambino ho sentito le patate per raccontare loro e far loro vedere come si era svolta la battaglia.


Praticamente sto facendo la strada al contrario di Leonida. 
Prima sono passato da Lamia dove Serse aveva schierato l'esercito. 
Poi Termopili, poi le montagne e ora sono a Delphi anche se allora Leonida le ha evitate come la peste. 
Comunque Delfi è il primo sito archeologico.  Mi sono divertito prima nel museo e poi sui siti archeologici,  speravo in una sindrome di Stendhal mentre percorrevo la Via Sacra ma i 42 gradi non sono bastati ad innescare il Trip, come era successo al Castello Eurialo anni fa.
poi volevo anche rivedere l'Ombelico del Mondo,
di cui credevo non ci fosse l'originale 
E non sapevo neanche che fosse su di una colonna.
poi quando scarico le foto dalla Canon, magari metto qualche altra foto. 
Comunque ho trovato un bungalow a 20 euro in un campeggio
Ed  ormai sto diventando bravo a trovare posti a poco prezzo. 
Dalla Bosnia alla Grecia i prezzi sono aumentati:la benzina da 1.3 a 1.9, e le camere da 30 a 50, quindi ho iniziato a provare gli ostelli,  o insomma i posti dove si condivide la camera.
Stasera sto spendendo 20 euro in un bungalow da 4 ma sono da solo. 
Il talento per i ristoranti rimane confermato. A proposito, mi sto riempiendo fi tzaziki come se non ci fosse domani. Ho una fiatella all'aglio da porto d'armi. Vabbè tanto non devo baciare nessuno.
Domani mattina si va ad Atene e ai entra nell'ultima settimana del mio viaggio. Ho scelto un hotel, spenderò un po di più ma Atene è una cosa seria. Due giorni. 
Non vedo l'ora di visitare il Museo e rivedere l'Eretteo. Domani è la 4 volta che vado ad Atene: sarà la capitale che ho visto più volte. 

lunedì 24 luglio 2023

Gigliola e il Levantino IX - Profugo albanese.

Come vi dicevo ieri, stamattina sono fuggito. Alle sette del mattino ero già sulla moto che mi lasciavo alle spalle quel postaccio che è Saranda.
In realtà poi non bisogna essere così negativi nei commenti delle esperienze: Diciamo che a me quel tipo di vacanza non è mai piaciuto il video, Inoltre da solo ho la possibilità di muovermi vedere le cose un posto come Saranda mi sarebbe stato proprio stretto.
Comunque la mattinata è iniziata bene sono arrivato in un'oretta al confine Greco albanese, E pensavo che mi avrebbero trattenuto per un sacco di tempo e in effetti è stato così: sono rimasto alla dogana per mezz'oretta.
Il controllo dei documenti è durato Forse poco più di un minuto,  il resto del tempo l'ho passato a chiacchierare prima con la guardia doganale albanese, E poi con un gruppetto di poliziotti greci: era una scena incredibile sembrava di essere nel sud Italia sul lato Greco eravamo io un poliziotto due guardie doganali è una fila di 10 macchine che aspettava che noi finissimo di fare le nostre chiacchiere.
Alla fine tra pacche e strette di mano sono ripartito e mi sono fermato in una cittadina un po' fuori dal turismo che si chiama Giannina. In realtà si chiama Ioannina ed ha un bel centro storico con architetture bizantine e ottomane.
Poi mi sono diretto verso Kalampaka che è il paesino sotto le Meteore. Dopo che mi sono stufato di fare l'autostrada, ho fatto gli ultimi 80 km per le montagne. 
rinfrescandomi con delle Fontane lungo la strada.
Finalmente con 42 gradi sono arrivato, mi sono sistemato in stanza e sono salito sulle Meteore. 
Si chiamano così perché derivano da meta +aeiro in mezzo all'aria; anche se a me piaceva dare l'etimologia metà  (oltre) + oros (montagna) e le avrei tradotte trascendente le montagne .
Mi sono tolto : casco integrale, giaccone da moto, guanti e jeans e mi sono messo pantaloncini, canotta e jet e sono salito sulle montagne. Ho visitato un solo monastero 
Ma ho fatto un giro per quei luoghi. 
domani cerco di visitarli tutti . Sono qui tutto il giorno. 
Ora passo e chiudo , sono stanchissimo. 

giovedì 20 luglio 2023

Gigliola e il Levantino VI - Albania: la culla dell'essere tamarro

E sì che la giornata era iniziata bene: quando sono arrivato alla frontiera ho mandato un messaggio con una battuta con scritto "Sono alla frontiera tra Albania e Montenegro: i Rom che controllano gli Zingari".
Appena mi sono avvicinato a Scutari l'impatto visivo è stato devastante: sporcizia, automobili, traffico, centinaia di distributori, case brutte, costruzioni nuove fatte senza gusto.
È in mezzo questa povertà spiccavano degli hotel o dei Resort di un kitsch spaventoso. Festival di Fontane aquile piscine sirene e tritoni. Qualche foto sono riuscita a farla.

Da Scutari a Tirana a Durazzo ho fatto 50 km di coda. Poi dopo Durazzo il paese è iniziato a cambiare, meno auto, meno costruzioni, ma sempre i distributori presenti. Meno traffico, più campagna fino a questo posto che si chiama Berat ed è lontano dal turismo di massa . 
In una valle sulla riva destra c'è il quartiere cattolico mentre su quella sinistra c'è il quartiere musulmano: le case sono sul lato della montagna. Sono una attaccata all'altra: le stradine piccolissime che possono essere solo percorse a piedi . Domina Berat un picco con una Cittadella fortificata che ha centinaia di anni ed è ristrutturata e visitabile ed è anche abitata. 
Inoltro visto una meraviglia che è la chiesa ortodossa con l'iconostasi in legno decorata talmente bella che è indescrivibile.
Uno dei vantaggi di viaggiare da solo è che comunque puoi fermarti ad approfondire le cose che ti interessano, anche se mi manca  l'interlocutore a cui spiegare e confrontare le idee.
Comunque la giornata è decisamente migliorata qui a Berat dopo una pessima impressione della Albania.
Ho trovato un hotel a 34 euro ma saltato cena. Non avevo voglia di altra carne e quindi mi sono seduta a un bar a bere cocktail a €4. Mi sa che torno storto a dormire.
Comunque: Berat Cerca di mantenere una struttura urbanistica tradizionale con Case Basse bianche e tante finestre
E poi da lontano vedi questo:
 che è un hotel
 comunque la foto ovviamente non rende l'idea dell'imponenza di questo hotel che sembra proprio fuori luogo.
Comunque siamo nello Stato che è la culla della tamarraggine. Ovunque ti giri hai degli spunti di ispirazione: io giro in canottiera per non essere da meno, ma mi sento un dilettante.
Domani vado a Saranda e lì mi fermo.

mercoledì 19 luglio 2023

Gigliola e il Levantino V - La programmazione è importante

Il titolo è chiaramente ironico infatti oggi non solo non Avevo programmato nulla ma anche la minima bozza di idea su quello che avrei fatto durante la giornata si è rivelato completamente inutile.
Anche questa mattina sono partito molto presto da Mostar, Questa è una settimana per l'intera Europa di gran caldo e già stamattina verso 6 e mezza c'erano già 28 gradi.
 sono partito molto presto per dirigermi a Nicksic a circa 180 km da Mostar, la prima grande città in Montenegro ďopo il confine con l'Erzegovina.
 Il viaggio è stato piacevole anche perché la temperatura si era mantenuta sotto i 30 gradi. 
Mi sono fermato un paio di volte per  riposarmi e bere un caffè a Trebigne dove ho fatto una passeggiata nella città vecchia e infine ho attraversato le montagne al confine tra la Herzegovina e il Montenegro. 
A proposito ho scoperto che la parte sud della Bosnia si chiama Erzegovina ed ha una cultura più Cristiana e più europea rispetto alla Bosnia cioè la parte Nord. Arrivato alle 11  a Necšič mi sono chiesto: "e adesso che faccio?"
Anche le guide turistiche non sanno cosa consigliarti di fare a Nicksic.  Allora ho preso una limonata e sono partito per Podgorica che comunque è abbastanza vicina (circa 50 km).
Durante il viaggio mi sono fermato al monastero di Ostrog che si trova su una parete rocciosa ed è scavato nella montagna. 
è un monastero Ortodosso dedicato a San Vassilij. Tra Medjugorje e questi posti, il turismo religioso impazza.
Comunque nel pomeriggio dono arrivato a Podgorica, mi sono sistemato in un fantastico hotel all'ultimo pian ad un prezzo ridicolo.
In compenso dopo il giro turistico alla città, sono andato in un ristorante che sarà più caro degli standard Balcani. 
Anche perché in Montenegro c'è l'euro.
Domani vado in Albania e farò circa 300 km, mi fermerò in un paesino sperduto che si chiama Berat e sarà il penultimo pernottamento prima di arrivare alla meta finale .
Tra l'altro stasera avrei voluto fare serata in qualche locale podgoriziano, ma mi sa che vado a dormire. 
Domani devo passare una dogana, fare un'assicurazione della moto, comprare una sim card (la terza!) e cambiare una po di soldi. 
Ecco gia aver pianificato qualcosa mi rende più tranquillo, dopo l'ansia di oggi nel vedere moto e anche automobili senza targa. In confronto Napoli sembra una città dell'Alto Adige. 
Devo dire che sono un paio di giorni che sono stanco. Dopo l'entusiasmo di Sarajevo, non ho trovato molte cose da vedere in giro. È proprio on-the-road questa prima parte di vacanza e il fatto di non aver pianificato il viaggio un po' stressante. 
È anche vero che in 2  giorni sono riuscito a eliminare 2 tappe che peseranno sulla destinazione finale. 
comunque dopo Sarajevo che tutto sommato mi sembra una città ordinata e degna di essere considerata una capitale europea,  continuo di vedere centri abitati poveri e senza fascino. 
Anche Podgorica, che è una Capitale non mi suscita particolare attrazione. 
Vediamo...


Gigliola e il Levantino IV ter - Sul lamentarsi delle campane di domenica mattina

Il muezzin alle dieci di sera e alle 5 del mattino ha rotto il cazzo. 
Fosse solo uno.
Fosse la stessa preghiera. 
Sembra una canzone di Mango. 

Gigliola e il Levantino IV Bis - Un paio di stereotipi

Il bosniaco ha la canotta nera, pantalone corto dell'Adidas e infradito. La Bosniaca ha vestito lungo con spacco, sciabatta con degli zoccoli, parla che sembra evocare un demone Sumero. 

martedì 18 luglio 2023

Gigliola e il Levantino IV - Sarajevo Vs Mostar

Ieri non ho pubblicato. Ormai mi sono integrato con gli abitanti del luogo: ieri infatti sono andato in giro con una canottiera e occhiali da sole come un vero bosniaco verace. 
È stata la giornata dello shopping. Oltre aver comprato varie regalini per le figlie, ho visto il vecchio Bazar e ho passeggiato per la città vecchia: ho bevuto per la terza volta il caffè turco e devo dire che mi è piaciuto: ha un'aroma particolare e si sente sulla lingua il residuo della macinatura del caffè: piaciuto molto. 

Con circa 32 gradi in città ho deciso di andare a Trebivice il punto di osservazione di Sarajevo dove c'è il termine della funivia e iniziano le montagne: 
Ho fatto una passeggiata  di un'oretta tra alberi giganteschi: Abeti, Betulle e Pini in una foresta molto antica, con i sentieri erano ben segnalati ti c'era anche una Ferrata.
Poi sono sceso in città e in casa a riposarmi: ho fatto due chiacchiere con il proprietario della casa che si chiama Senad. Molto simpatico:  mi ha offerto un caffè turco e mi ha insegnato a berlo: Bisogna prendere la zolletta di zucchero che è molto compatta e molto densa, bisogna intingerla nel caffè, mordere un pezzettino e bere un sorso e tenere il caffè in bocca fino a quando non si è sciolta e bisogna berlo molto lentamente. Il bicchiere d'acqua che viene offerto insieme al caffè deve essere bevuto prima perché deve pulire la bocca per assaporare meglio il caffè. Poi abbiamo chiacchierato un po'; abbiamo parlato degli argomenti tabù che non bisogna affrontare con i bosniaci cioè guerra e religione ed è stata una piacevole conversazione e un piacevole scambio di idee. Mi ha portato a bere la boza che è un bevanda a base di mais fermentato e mangiato un dolce a base di sesamo : per noi europei dei gusti molto particolari al quale il nostro palato si deve abituare. Poi abbiamo mangiato la pizza bosniaca: la pasta molto sottile cotta al forno di carbone e condita con funghi, una specie di salame, una salsa di pomodoro e una crema di formaggio. 
Sono tornato a casa per alzarmi presto, infatti stamattina sono partito alle 7 dopo aver salutato Senad e la moglie e sono partito per Mostar.
Uno dei motivi del viaggio a  Sarajevo era che sto pianificando con la maestra di Alice, Katia, la gita dell'anno prossimo ho cercato gli ostelli e le varie sistemazioni per il viaggio e la permanenza. 
Comunque sono partito stamattina alle 7:30 e sono passato da 24 gradi a 42 gradi.
Ho cercato  un appartamento,  Ho parlato il bosniaco con Google Translate con il proprietario, mi sono sistemato dopodiché sono andato a fare il giro turistico a Mostar: non mi è piaciuta.
 Innanzitutto una cosa che mi ha fatto impressione è che tutti gli scooter e le moto di qualsiasi cilindrata sono senza targa e questo mi ha un po' indisposto li ha indisposto;  inoltre il turismo è "mordi e fuggi" concentrato nella zona del ponte; i prezzi sono molto alti e  accettano gli euro e ti danno resto in Marco Convertibile. Comunque la città vecchia è carina con un selciato  decorato con pietre di fiume devo dire molto bello. Il ponte è rifatto perfettamente: c'è molto contrasto con la zona turistica che è ben ristrutturata con il resto della città dove molte case e  palazzi importanti sono ancora sventrati e portano il segno non solo della guerra ma anche degli incuria.
Insomma in generale tanto mi è piaciuta Sarajevo quanto non mi è piaciuto Mostar.
Faceva caldissimo e sono rientrato in stanza e verso le quattro  sono andato in un paese vicino a Mostar che si chiama Blagaij che ha un tempio Sufi dei dervisci.
Mi è piaciuto molto: la cosa più bella che ho visto qui a Mostar: il palazzo ben conservato ed era anche ben conservata l'integrazione tra la costruzione religiosa e la natura perché questi il culto dei Sufi era molto legato agli elementi della natura, c'erano discese a gradini nel fiume e nei canali e la  forte presenza dell'acqua rendeva la temperatura molto piacevole.
Per la cronaca ho attaccato bottone con due ragazze turche ampiamente materassabili anche se coperte col velo. 
Mi sono fatto spiegare da loro di una scritta che si ripeteva molto spesso sul muro del tempio.

Non ricordo cosa volesse dire ma mi dicevano che era un una parola che veniva ripetuta nel momento di una preghiera nel momento della meditazione come se fosse l'ohm dello yoga. Ho fatto un pò il piacione con le tipe turche  e poi sono andato in un posto che si chiama Fortica.
 Mostar è circondata da montagne molto alte molto e molto ripide: un  panorama magnifico soprattutto al tramonto.
 Comunque avevo pianificato di stare qua due giorni, in realtà mi ha indisposto un po' la gestione del Turista da parte dei mostariani e non ho molte cose interessanti da vedere quindi domani mattina parto e vado in Montenegro dove non avrò una SIM, non so dove dormire e dovrò improvvisare. 
Tra l'altro siamo vicini a Medjugorje; la zona è molto Cattolica:  ho chiesto un caffè bosniaco che è di tradizione musulmana e non me l'hanno fatto. Inoltre su una montagna di fronte c'è un crocione gigantesco bianco, bruttissimo, e da qua si vede che la parte destra del fiume, Quella vicino alla Croazia è Cattolica mentre quella sinistra è  ricchissima di Moschee.


domenica 16 luglio 2023

Gigliola e il Levantino III - Quando il Porco ci azzecca con i ristoranti.

Oggi è il giorno del turismo. Adesso sono seduto ad un caffè lontano dalla città vecchia, che man mano che passano le ore mi sembra sempre più turistica e commerciale. Infatti ho scelto un caffè lontano per fare colazione e sto scegliendo i posti da visitare oggi.
L'espresso che fanno non è malaccio, mentre il caffè turco non mi ha fatto impazzire ma gli do un'altra possibilità oggi pomeriggio.
Ieri sera mi sono andato a cercare la fregatura del turista perché almeno me la toglievo.
C'era un gelataio turco quelli con la paletta lunga un metro e volevo farmi fare gli scherzetti e i giochi di prestigio come quelli di you tube https://youtu.be/WGlTk-S_f_8 

Gli chiedo che gusti ci sono? 
Vaniglia cioccolato e pistacchio
E basta?
Vabbè mi faccia vaniglia e pistacchio un cono medio.
Mi ha fatto un cono piccolissimo che Non si capiva quale fosse il pistacchio e Quale la vaniglia Per un totale di €3 (giusto per darvi le proporzioni ieri ho cenato con 7 euro)
E non mi ha fatto lo scherzetto.

Ora sono seduto ad un ristorante, sono circa le 10 di sera e vi racconto la giornata.
La mattinata è stata dedicata alla guerra. La prima cosa che ho visto è la biblioteca che era stata bombardata nel 1992 con delle bombe incendiarie. L'intento dell'esercito serbo che era evidente cioè distruggere la cultura e la storia di un paese. Il bombardamento ha distrutto la maggior parte dei libri, dei documenti e dei codici antichi ancora dell'impero ottomano ma seppur bruciata e annerita la struttura originale della biblioteca si è salvata. 
Ora la biblioteca è stata ristrutturata nelle decorazioni e nelle vetrate originarie. L'interno contiene una mostra sul processo contro i criminali della guerra con documenti e  testimonianze fotografiche. Non è stata una mattinata leggera: sono andato a vedere il Tunnel della Speranza: durante l'assedio a Sarajevo  l'esercito serbo aveva completamente circondato Sarajevo  e aveva  tagliato  la possibilità di ricevere aiuti.
 Quindi è stato scavato un tunnel lungo circa uguale 700 metri dall'aeroporto che era sotto il controllo Onu per poter mandare gli aiuti umanitari agli abitanti di Sarajevo . La prima parte del tunnel è visitabile: è un tunnel basso e stretto con due rotaie e se ne può visitare un tratto completamente ristrutturato Tuttavia ho ho trovato questo museo molto turistico e commerciale, quasi finto nella sua  ricostruzione, e faceva un forte contrasto con il realismo della guerra ancora presente e ben visibile in ogni parte della città. 
Poi c'è stata la visita alla cimitero ebraico  utilizzato dai Cecchini serbi per colpire gli abitanti di Sarajevo che ne percorrevano il viale principale. Il cimitero era abbandonato e invaso dalle
 erbacce e non era più utilizzato dai tempi della Seconda Guerra Mondiale;  si potevano nuotare oltre a delle vecchissime tombe che probabilmente avevano anche centinaia di anni; molte tombe erano crivellate di colpi di arma da fuoco.
Ho quindi deciso che la parte della guerra si poteva anche chiudere.
Così sono andato a bermi un caffè bosniaco, che è il caffè turco, e devo dire che l'ho apprezzato molto di più.  Dopo aver fatto delle chiacchiere con dei turisti sloveni sono andato in camera a riposarmi
Il pomeriggio l'ho passato nella città vecchia e ho visitato la moschea di Gazi Husrev Bag . Era la prima volta in assoluto che visitavo una moschea e mi è piaciuta tantissimo: sicuramente è la cosa più bella che ho visto in questi giorni qui a Sarajevo. Anche questa moschea è stata ristrutturata ma ha mantenuto delle decorazioni originarie del 1600. L'interno aveva un enorme tappeto con delle decorazioni in arabeschi, i muri delle decorazioni e delle tinte a pastello e scritte in arabo.
Era un ambiente talmente raccolto,  piacevole e silenzioso che mi sono messo in meditazione per una ventina di minuti
Ho poi raggiunto la cima della montagna dove arriva la funivia per vedere il tramonto sulla città: uno spettacolo Molto suggestivo; la strada  sale molto in alto tra Foreste di pini ed abeti e si passa dai 35 gradi della città ai venti gradi della cima.
purtroppo era molto tardi e non ho potuto visitare bene la zona: lo scheletro della pista da Bob delle olimpiadi del 1984 e fare magari qualche passeggiata all'interno dei Boschi.
Infine sono sceso a mangiare in un ristorante un po' fuori dal giro turistico, scelto cercando su TripAdvisor.
Infatti il ristorante era prevalentemente frequentato da abitanti del luogo ed ho mangiato davvero bene  spendendo molto meno e assaggiando anche delle cose particolari come l'Ayaran che è una bevanda a base di yogurt, sale e acqua che viene bevuta d'estate per integrare i sali minerali persi per il caldo
Notavo ora che mi sono scottato sulle braccia e sul collo visto che sono andati in giro in maglietta.
 Pensavo quindi di chiudere la giornata magari con un ultimo caffè o una bibita e andarmene a dormire.
 Domani volevo rivedere la moschea perché non sono riuscito a fare delle foto e volevo fare un giretto sempre nella Città vecchia andando a visitare alcune costruzioni e alcuni palazzi ottomani; infine un giro di nuovo sulle montagne intorno a Sarajevo e fare una passeggiata tra i boschi.

sabato 15 luglio 2023

Gigliola e il Levantino II - L' effetto Sam Gamgee.

Non so quanto mi costerà Questo post, perché qui da qualche parte  tra le montagne della Bosnia in un paesino che non so neanche come si chiama, in questo caffè, il mio operatore italiano mi dice che il traffico costa 20 centesimi a megabyte. Vuol dire che la foto che posterò qui sotto mi costerà da sola 70 centesimi, come se fosse una fotocopia della peggior copisteria cingalese.
Ho passato la notte sul traghetto, Pensavo di non dormire niente, invece mi sono sdraiato in terra dentro un sacco a pelo come facevo quando avevo 20 anni, mi sono addormentato alle  23 e mi sono svegliato che la nave stava entrando nel porto di Spalato questo per dirvi come ho passato la notte. Con estrema calma e l'altoparlante che mi diceva di spostare la moto perché dovevano uscire le auto, ho fatto in tempo a preparare lo zaino, prendere un caffè, lavarmi i denti E dimostrare che sono un viaggiatore vero. Perché il vero viaggiatore va in bagno in qualsiasi posto e in qualsiasi situazione. 
Dopodiché con l'altoparlante che per la seconda volta cercava di richiamare la mia attenzione, ho preso la moto e sono sbarcato a Spalato e mi sono diretto verso la Bosnia. 
Come ho lasciato Spslsto che comunque è una città turistica un po' trafficata, ho fatto 10 km ed ero veramente nel nulla e ho sperimentato quella sensazione che io chiamo effetto Sam Gamgee, Ovvero quella strana sensazione Che percepisco nel momento in cui mi allontano da casa con la moto e vado in un luogo che non ho mai raggiunto. Mi era capitato la prima volta circa 15 anni fa quando per la prima volta ero andato da Milano ad Albisola. Si era ripetuto circa 5 anni fa quandi sono sbarcato a Palermo per andare a fare il viaggio nella memoria a Siracusa ed infine proprio stamattina dopo aver superato la frontiera tra la Croazia e la Bosnia. Non sapendo bene come definire questa strana sensazione di avventura, di abbandono delle tue comodità di cass e anche un po' di timore del futuro e di quello che avrei trovato lungi la strada, l'ho chiamato effetto Sam Gamgee. 
Nel film La Compagnia dell'Anello, solo nel film di Peter Jackson, non nel romanzo Quando Sam e Frodo si allontanano  dalla Contea, Sam ad un certo punto si ferma alla fine di un campo coltivato e non riesce a mettere il piede oltre dove c'è un prato incolto.
Sam si blocca e dice: "Padron Frodo non riesco andare avanti, non mi sono mai allontanato così tanto dalla Contea ". Frodo lo rincuora, ritorna indietro ed insieme superano quella soglia psicologica. Ecco a me è capitata per la terza volta nella mia vita: è una cosa difficile da descrivere: strana, piacevole ed un po' mette paura.
Detto questo, ritorniamo a dire le cazzate perché questo blog non deve superare la soglia di serietà di un film di Checco Zalone.
Comunque l'uscita dalla Croazia è stata abbastanza tranquilla: il poliziotto in perfetto inglese mi salutava e mi augurava buon viaggio,  mentre 10 metri più avanti un poliziotto privato gigantesco con un teschio attraversato da una spada tatuato sull'avambraccio delle dimensioni della mia coscia, mi chiedeva in una strana lingua chi cazzo fossi, dove cazzo andassi e quanto cazzo di tempo sarei rimasto in Bosnia. Gli ho fatto vedere oltre a tutti i documenti che avevo, compresa la tessera della biblioteca, la cartina della Bosnia aggiungendo anche la tappa di Medjugorje sperando che si intenerisse. In effetti ha sollevato lievemente la piega della parte sinistra della bocca e mi ha detto qualcosa come "si levi dal cazzo!".
Poi c'è stato il viaggio in Bosnia dove il traffico era inesistente le strade molto belle e paesaggistiche e, seguendo le indicazioni, mi sono diretto verso Sarajevo. Sulla strada statale ho attraversato  pochissimi paesi tutti molto piccoli e il segno lasciato dalla  guerra Si vedeva sulle abitazioni abbandonate e anche su quelle abitate sulle quali magari avevano passato un semplice strato di vernice. Il cimiteri senza un muro di cinta ma facilmente accessibili e visibili dalla strada. Ad un certo punto ho iniziato a salire e senza accorgermi mi sono trovato a circa 1400 metri di altezza, e attraversando una galleria e il paesaggio è passato da essere un Altopiano in cui le salite erano dolci, ad una Valle molto stretta circondata da foreste di Abeti e Pini: posti meravigliosi. 
Il viaggio da Spalato a Sarajevo sono circa 300 km e mi sono fermato in un paesino carino senza turisti e ora sono seduto qui a un caffè per riposarmi un po' dal viaggio e soprattutto idratarmi perché viaggiando mi dimentico di bere. Ho preso un espresso seguito da un caffè freddo talmente Cattivo che sembrava sintetico, e adesso sto finendo succo d'arancia per poi ripartire per Sarajevo, visto che mi mancano 100 km e Ricordiamoci: Non so ancora dove andare a dormire!
Bene! Ci sentiamo dopo, non so quando e non so dove. E giusto perché sono Ligure d'adozione e mi devo lamentare di qualcosa, qui nei bar e nei ristoranti fumano tutti.

Adesso sono seduto al tavolo di un ristorante nella città  vecchia.
Sono arrivato a Sarajevo verso le tre del pomeriggio. 
Prima di trovare dove dormire, ho pensato che sarebbe stato più facile avete una connessione internet locale.  Ho trovato una sim card valida per  10gg con 150 milioni di Gb di traffico a 10 Marchi ( 5 euro!).
Poi finalmente con un navigatore che non funzionasse a prelievi di sangue ho cercato un hotel, individuandolo vicinissimo alla città vecchia, a 60 euro a notte. Sfortunatamente era tutto esaurito. Allora il proprietario ha chiamato ammiocuggino e mi ha procurato un appartamento a 30 euro al giorno. 
Sì, in effetti costa tutto molto poco. La casa è vecchissima ma ristrutturata benissimo e con gusto, mantenendo alcune parti originarie. L'accesso ha una scala tipo L' Esorcista ma più antica di Belzebù stesso. 
Mi sono fatto una doccia ed erano 2 giorni che non mi lavavo, mi sono cambiato e ho lavato i vestiti che indossavo da 2 giorni. 
Ho fatto un bel giro in moto per la città ma non ho ancora programmato le visite di domani. 
Ora sono a cena. Mangio I cevapcici: delle salsicce alla griglia con cipolle e una crema di formaggio: siamo un pò lontani dagli standard di ristorazione accettabili (non mi hanno portato da bere) ma vabbè. Avrei voluto fare serata in qualche locale ma sono un pò stanco (ieri 500km in moto, dormito per terra, oggi altri 300) e penso quindi di chiuderla qui. Buonanotte e a domani. 

venerdì 14 luglio 2023

Gigliola e il Levantino I - In viaggio

Non c'è moltissimo da raccontare, se non il fatto che stamattina avrei dovuto alzarmi alle 5:00 partire alle 5:30, per poi partire alle 7:30.
Era nuvoloso stamattina e c'erano 24 gradi. Ho guidato per una mezz'oretta e poi mi sono dovuto fermare e mi sono messo sopra il giubbotto da moto la giacca a vento la felpa una maglietta a maniche lunghe, oltre ai jeans giubbotto da moto e guanti che avevo indossato alla partenza. C'è anche stata una leggera pioggia Ma niente di serio.
Dopo circa un'ora di viaggio, sulla via Emilia sono andato in paranoia pensando che non sarei arrivato in tempo ad Ancona con il top Allora sono entrato in autostrada e ho iniziato a scannare come un matto. Il risultato è stato che ero a Bologna in un paio d'ore. Come ha realizzato che ero oltre la metà del viaggio me la sono presa comoda e ho cercato una tappa culturale. San Leo troppo lontano, Recanati troppo a sud, San Marino troppo turistico. Ho fatto una deviazione verso Urbino e ho fatto una passeggiata nel centro storico. Bellissimo. Ristrutturato perfettamente, pulito e pochi turisti. 
Sono arrivato poi ad Ancona, preso da mangiare, sono salito in nave e mi sono piazzato a poppa (da dove vi scrivo), pronto per vedere la partenza. 
Domattina arriverò verso le 7 e mi dirigerò verso Sarajevo. Forse ho trovato da dormire, forse faccio un giorno in più.  Sicuramente voglio scofanarmi ogni specialità Bosniaca (hanno tre piatti in croce...).
Nulla altro da dire per oggi. Pensavo il viaggio fosse più pesante e noioso, Gigliola è stata fantastica: stabile, sicura nelle curve, ottimi spunti nel percorso misto delle colline intorno ad Urbino. 
A proposito, uno in moto non può mica tanto guardare il panorama mentre guida. Mi sono fermato per osservare una installazione si un gallo che canta, con lo spartito; vi metto la foto perché non si capisce. 
Comunque all'arrivo ad Ancona, ho perfezionato l'organizzazione del viaggio: due lucchetti per le borse, la copia della chiave del lucchetto principale della moto (scusate stiamo partendo), cibo e poi era tutto pronto per il viaggio. 
Ora ho il cell scarico. Se riesco posto ancora qualcosa dopo.