giovedì 23 settembre 2010

SMS

La Genia al mare con Patatina non trascura la Leadership:

21/09/10 21:38
Vado a dormire se mi sveglio di notte ti chiamo. Lascia i soldi alla karin [ragazza che fa le pulizie]. Metti via i vestiti in veranda piuttosto stipali nell’armadio . non lasciare roba in giro. Scrivi biglietto karin con queste indicazioni: formule cortesia + lavare MOLTO bene pavimento salotto, mettere cera emulsio rapida, spolverare e pulire bene camera Patatina e chiudere la porta della camera.

23/09/10 h10:20
Fai auguri a marco da parte mia. Porta contenitore del tirami su [frigo-verre gigante] a nadia. Insulta l’idraulico. E fallo venire lune o marte cosi la karin lava. Prepara lettino patatina. Metti via spesa . scrivi post su wasabi . procurami sonniferi pesanti, misura pareti divano, chiama titta [l'architetto] , prendi appuntamento con cris[la mia Osteopata, conosciuta nel blog come Santa Cristina da Boavista], scrivimi lettera amore. Leva farfalline lampadario alice .dammi avanzamento lavori. Porco.

23/09/10 h13:07
Leggi “Facciamo la nanna” entro domani. [vedi widget a lato; dobbiamo risolvere il problema di insonnia di Patatina]

23/09/10 h 13:09
Leggi e COMPRENDI “Facciamo la nanna” entro domani

23/09/10 h13:12
Se vuoi, x i concetti difficili fatti aiutare da Amanda

mercoledì 22 settembre 2010

Lo sportivo dal sapere inutile VIII

Faccio uso di sostanze stupefacenti bio.


Il wasabi. Però ci aggiungo sempre un po' di salsa di soia, nel wasabi. Premesso che al ristorante Giappo ci vado solo con la Genia (io sono pastasciuttaro, lei è la gastro-etnica) mi vede lacrimare, starnutire, sudare e trangugiare litri di acqua, molto imbarazzata. Io ormai mi sto assuefacendo e oltre a chiederne sempre maggiori quantità inizio ad avere dipendenza.
Non si segnalano casi di overdose, mentre temo uno shock anafilattico.
La quantità in foto non rispecchia il mio reale fabbisogno giornaliero.

martedì 21 settembre 2010

Stieg Larsson

Ho finito il terzo libro della trilogia Millennium (Uomini che odiano le donne, La ragazza che giocava col fuoco, La regina dei castelli di carta). A malincuore.
I tre libri mi hanno impegnato per quasi un anno (per forza, il mio standard è “cip cip”!) ma è stata una lettura piacevole e mi ha lasciato la strana sensazione di vuoto dopo esserti affezionato ai suoi personaggi. In particolare a Lisbeth, ma anche a personaggi minori che tuttavia hanno un ruolo chiave nella storia come Monica, Annika o Dragan.
Per chi non li ha letti, anche se non ama il genere poliziesco, glieli consiglio. L’impegno è notevole: un po' più di 2000 pagine in tre romanzi con le prime cento – duecento pagine di ognuno dove non succede niente.
Ma oltre alla trama avvincente e i colpi di scena di un buon libro poliziesco, si parla molto di diritti delle donne, di libertà di espressione, di libertà di stampa e di giustizia.
Insomma un libro di fantascienza.

lunedì 20 settembre 2010

Vacanze finite.

Questo post è dedicato alla coniglia sarda che ha il desiderio di maternità. E se non ce l’ha, cosi le viene.

Con ieri sera direi che posso iniziare a considerare finite le vacanze. Sapere che nel fine settimana me ne andavo al mare mi ha mantenuto in uno stato vegetativo durante l’orario di lavoro. Con sommo piacere mio.
Sabato è piovuto ma ieri era una giornata spettacolare. Ho fatto l’ultimo bagno della stagione, anche se è dal 29 di agosto che faccio l’ultimo bagno della stagione ed è possibile che ci sia l’ennesima coda sabato prossimo quando andrò a prendere la Patatina, la Genia e la sua Panza.
Quest’anno volevo schiaffare in mare la picciulina per farle capire che l’acqua non serve solo per bere e darle i primi rudimenti di acquaticità. Mi bastava solo che non avesse paura e il resto ce lo riserviamo i prossimi anni quando affiderò a mio cognato i rudimenti del nuoto (anche se ho dei forti dubbi sul suo sistema didattico, cosa che sarà un tema dei prossimi post).
Comunque le volte sono stato al mare ho infilato in acqua anche Patatina: lei si teneva al mio braccio e io la facevo girare intorno a me. Ha preso confidenza e non ha avuto paura. Non le sembrava vero che ci fosse questo nuovo materiale simile all’acqua del bagnetto a casa, ma in quantità maggiori, più fredda, più semovente, con meno schiuma e decisamente più saporita. Infatti per digerire l’enorme quantità di sabbia che durante il giorno si ingolla deve per forza bere qualcosa e l’acqua del mare è la morte sua. Per cui infila la testa nell’acqua tipo anatra e beve. E rutta.
Insomma questo è stato il primo passo. Nei giorni successivi l’ho portata un po' al largo dove si aggrappava autonomamente al mio collo per cui mi sono messo a nuotare a dorso con lei a cavalcioni sul mio petto che si teneva con le mani alle mie clavicole (molto doloroso) e in più mimava il cavallo a dondolo schioccando la lingua per fare il rumore degli zoccoli. Tanto per confonderle l’idea di cavallo marino che nuota a dorso (!) le sputavo l’acqua addosso. Con applausi degli avventori presenti sulla spiaggia.
Ieri invece non contenta del cavallo marino anche se preferisco l’accezione di SLC (conosciuto anche come maiale) ieri ha pensato bene di salire in piedi pensando di essere su una tavola da surf. Standing ovation dei bagnanti e stretta di mano del bagnino.
Quando i brividi di freddo di patatina diventano sussulti tipo scosse tetaniche , vuol dire che è ora di uscire dall’acqua e di seguito asciugarla, evitare che si rotoli nella sabbia e bloccarla prima che si ri-tuffi in acqua.

(continua)…

Amenità

In attesa che scriva qualcosa di serio, c'e questa notizia su vanity fair di Silvia Toffanin (che ho fatto fatica a ricordare chi fosse) che si chiede :"Perchè ho un figlio e non un marito"?

venerdì 17 settembre 2010

AQP (Asino Quanto Pesi)

È una nuova rubrica.
Ecco il primo post
L’altro ieri sera ho sbagliato a mettere il liquido di conservazione delle lenti a contatto (due bottigliette quasi uguali…). Ho messo un liquido di pulizia a base di Acqua Ossigenata e altri detergenti invece del liquido conservante. Al mattino come al solito ho preso la lente, l’ho messa in bocca per pulirla e già sentivo un sapore diverso dal solito. Poi me le sono infilate negli occhi. All’inizio non ho sentito niente, poi ho iniziato a lacrimare ma senza bruciore. Lacrimavano e basta.
Ho pensato a una congiuntivite invece ASQ, me ne sono accorto il giorno dopo

Breaking News

Parto per il mare, in moto, anche se questa volta:
1. piove
2. sono da solo
3. non mi posso fermare a mangiare la Farinata

Garantisco un servizio minimo nel blog. (almeno un paio di post)

giovedì 16 settembre 2010

La cultura minuto per minuto (vedi widget a lato)

Ho purtroppo abbassato il mio livello culturale introducendo Amabili Resti (Lovely Bones)  nella lista dei film recenti. In settimana vedrò Legion  in modo da rialzare il livello.
In compenso vi consiglio il film: non ci sono scene forti e il regista è una garanzia (Peter Jackson). Sulle scenografie che rappresentano “Il Cielo” avrei visto bene Tim Burton che è un visionario ma non so come se la sarebbe cavata con una trama thrilling.
Viene spontaneo ricordare “Al di la dei sogni” con Robin Williams ma è molto più avvincente e piacevole da vedere.
Gli attori non sono propriamente delle star conosciutissime (l’unica è Susan Sarandon) ma è tipico di PJ la scelta di attori principali minori con l’inserimento di attori di rilievo in ruoli non protagonisti. O una scelta di budget.
Il migliore penso che sia Stanley Tucci che ha una versatilità eccezionale: lui interpreta ruoli sempre differenti da un film all’altro. Gli ultimi film che ho visto con S.T. aveva delle parti brillanti: “il diavolo veste Prada” e “Julie & Julia”, di cui avevo parlato un po' di tempo fa, e mi ha fatto un po' di effetto vederlo in un ruolo così difficile.
Sto già scrivendo la recensione di “Feed” visto che sono al 70% del libro.

Però il post che sto scrivendo è troppo serio.

Ci vuole un diversivo.

Ah…ecco…sentite qui:

Non ho letto il libro Amabili Resti, anche se ne ho sentito parlato bene da diverse persone: le ultime sono state la Genia e l’Amanda (vedi commenti nel post precedente), ciò significa che il prossimo libro che leggerò sarà di serial killer con un bel po' di morti male.

Genia suggerisce “Cip cip 2: il ritorno all’albero di mele”

mercoledì 15 settembre 2010

In viaggio con la Cincia

Una piccola relazione sul viaggio in moto con la Cincia dietro, ve la devo fare. L’avevo avvertita che ci avremmo messo 3 ore e mezza (io vado piano) e di prendersi un lettore Mp3 se no si sarebbe un po' rotta.
Volevo attaccare i microfonini comunicatori tra i caschi per chiacchierare ma penso che la Cincia si sarebbe buttata giù dal viadotto di Mele (177 m altezza) non appena possibile o molto più semplicemente avrebbe abbassato a zero il volume, intervallando il mio monologo con degli “aha”,”hai ragione”, “è vero”, a casaccio. Tre ore di soliloquio del Porco stremano chiunque.
Abbiamo tirato come dei matti per 100 chilometri (90 all’ora) e ci siamo fermati ad Ovada completamente rintronati per il rumore del traffico e pieni di adrenalina per i camion che andavano a 120 e le macchine che ci strisciavano le gambe nei sorpassi.
Per questo preferisco fare le strade statali.
“Cincia, mi piacerebbe portarti alla Trattoria Stella di Masone, ma dobbiamo arrivare per mettere a dormire Patatina; facciamo però una pausa ad Ovada e ti porto a mangiare una farinata da brivido”. L’ultima volta che ero andato con la Genia erano 4 anni fa. Aveva cambiato gestione e la farinata sapeva di cartone.
Poi abbiamo fatto la strada statale in mezzo alle montagne dell’entroterra Ligure fino a salire al passo del Turchino ( freddo!!) per poi goderci la discesa con il caldo e il profumo del mare che ci veniva incontro mentre arrivavamo a Voltri. E poi, tutta l’Aurelia sul lungo mare fino al tramonto.
Il viaggio per andare al mare è sempre stata una vacanza, parti dal caos della grande città, attraversi le risaie e i campi di grano, passi tra i vigneti di Gavi e poi i boschi della Liguria.
Anche la Cincia si è divertita. Sfinita ma divertita, sollevata dal fatto che non potevamo comunicare durante il viaggio; ci sarebbero stati centinaia di spunti di conversazione, oltre alle Ciceronate: guarda questo, guarda quell’altro, lì c’è una villa del 700 ecc ecc.
Poi siamo arrivati a casa e Patatina dal balcone che urlava PPAPPAAA e non chiamava il cibo. E già qui è iniziata bene la serata e per cena c’era pesce lessato con maionese e focaccia.

domenica 12 settembre 2010

La riduzione dei tassi

A tutti i tassi gallesi che sono stati ridotti, male.
Questa storia è un incubo. È realmente accaduta. In confronto i fatti raccontati in Blair Witch Project sono “Winny the Pooh alla ricerca di Tigro”.
Ero andato in Inghilterra (in realtà era in Galles) vicino a Cardiff per un corso ed io tenevo il corso: per cui ho messo nella valigia i vestiti belli, ma ero in scarpe da ginnastica, bermuda e maglietta per il viaggio in aereo. Infatti la collega che organizzava l’evento ci aveva detto di portare vestiti leggeri perché avrebbe fatto caldo.
Classico: arriviamo tardi di sera io e il mio collega Angelo ma il nostro bagaglio era stato smarrito. Bene! Era tardi, tutto chiuso e il corso iniziava alle 8 della mattina dopo. Che bella impressione: training in Bermuda e maglietta!
Usciamo dall’aeroporto sfiniti, ci avviamo verso il parcheggio dei taxi e si avvicina un tizio e ci dice con accento inconfondibile:”Italiani? Ah buo’! I’ so’ di Caserta, vi do un passaggio io”.
Naturalmente rifiutiamo. E dico ad Angelo (che comunque è un ex giocatore di rugby): “va bene tutto, che sei grosso, ma evitiamo altri problemi stasera, magari non ci succede niente, ma ci vedono come turisti…non si sa mai…” e conveniamo di andare alla reception del parcheggio dove ci assegnano un taxi. Ovviamente il taxi casertano. Non poteva che essere così.
Ci aspetta con un sorriso da sufficienza e montiamo su questo SUV (io odio i SUV) e a tutta velocità usciamo dall’aeroporto.
Poco dopo ci accorgiamo che tutto intorno a noi è buio e che siamo entrati in una foresta: “Mi ricordavo che ci fosse una autostrada per Cardiff città”.
“No, no, è una…come si dice… scorciatoia” in mezzo italiano e mezzo inglese.
Iniziano a venirmi in mente i libri di Jeffrey Deaver e dei suoi serial killer e guardo la montagna di Angelo di fianco a me che è un po' nervoso.
Questo tassista inizia a raccontarci, sempre in anglo-napoletano, della sua vita in Inghilterra, girando la testa indietro verso di noi, per educazione e gesticolando, perche è italiano.
Quello che poi è successo è accaduto in un secondo.
“Attento!” gli urlo mentre è mezzo girato verso di noi. Lui si gira e vede quello che vediamo noi: una specie di grosso cane peloso esce da una siepe e attraversa la strada. Ma non è balzato fuori, è uscito, semplicemente. Io e il mio collega ci prepariamo all’impatto, aspettandoci la frenata ma il tassista non frena, non fa neanche il cenno di rallentare.
Si sente un rumore sordo, che rimbomba in tutto l’abitacolo, poi due sobbalzi delle ruote.
Io e Angelo ci guardiamo con espressioni terrorizzate e inorridite.
Silenzio.
E il tassista dopo un eternità capendo, o almeno così crediamo, la situazione ci dice: “bacce, bacce!”
“eh?”
“si bacce! come si chiama? L’animale…”
“ah, badger, tasso”
“Si si tasso, qui c’è una legge che ci dice che si possono uccidere”
Non fiatiamo più fino all’albergo. Non gli lasciamo la mancia e lo mandiamo via.

Ci sediamo in un bar e ci beviamo 2 birre prima di aprire bocca.
p.s.

1. il fatto che il tassista fosse di Caserta non vuol dire che tutti i Casertani siano tasso-killer o persone poco raccomandabili, ma la serata era stata un po' particolare e volevamo essere un po' cauti. Non me ne vogliano tutti i Casertani ai quale va tutta la mia simpatia.

2. il giorno dopo la collega che ha organizzato mi guarda in bermuda e maglietta ma non ha commentato.

3. ho iniziato il corso dicendo: “il dress code era business casual e dicevano che avrebbe fatto caldo e ho preso alla lettera il suggerimento”. Era meglio stare zitto.

4. il mio bagaglio me lo hanno portato 3 giorni dopo.

5. In Galles, come in tutto il Regno Unito non si mangia benissimo ma la birra è passabile.

6. nel bagno della camera dell’hotel non c’era il bidet. Il lavandino e la doccia erano in una stanzetta diversa dal locale WC.