sabato 7 agosto 2010

Buona Vacanza

Voi che leggete questo post, sappiate che io sono in vacanza in montagna. Per non lasciarvi soli, ho preparato dei post programmati che saranno pubblicati automaticamente (l’11, 15, 19, 23, 27, 29 agosto, più o meno alle 12.00). è chiaro che saranno un po' ”asettici”: sono post che vanno bene per qualsiasi momento dell’anno e in qualsiasi occasione.
Sono contento di andare in vacanza, perché oltre a stare con la Genia, che mi vesserà per far addormentare Patatina (io ci metto 5-10 minuti, lei da 30 a 60 minuti; perché dice che sono noioso), vado in un posto dove ci saranno sì e no 200 persone, tranne l’anno scorso a ferragosto il sindaco ha dato il permesso per fare un Rave, non sapendo bene che cosa fosse.
Per cui alle 5 del mattino ci si domandava cosa fosse il rumore ritmico “tunzi-tunzi” che andava avanti dalla mezzanotte dopo un concerto di gruppi reggae. In montagna. In Trentino. A 1200 metri. Tra le mucche.
A mezzogiorno del 16, finito il rave, queste centinaia di tipi vestiti con magliette verde acido, con i capelli fucsia, i piercing nelle parti più strane e recondite del corpo, avevano già saccheggiato gli unici due bar-ristoranti che c’erano. Tutta la pizza, il pane, lo speck e, cazzo, lo strudel. Alle due del pomeriggio la popolazione era di nuovo scesa a livello “mortorio” ma non c’era più niente da mangiare di decente. Mavaffanculo!.
Quest’anno porto su la sciabola e mi faccio uno zerbino con i loro dreads.
Ho un po' divagato.
Dicevo che vi ho lasciato qualcosa da leggere, ma sono dispiaciuto di non poter leggere i vostri post, visto che sarò completamente tagliato fuori dalla Rete. Quando ritorno a casa voglio fare una full immersion di tutto quello che avete scritto.
A proposito, come fate a pubblicare uno o due post al giorno? E sono anche lunghi e anche di ottima qualità. Da dove prendete ispirazione? Io ne scrivo un paio a settimana e di questi sono un paio al mese sono accettabili. Boh.
Comunque il blog ha 10 mesi, vi ringrazio tantissimo di avermi letto e anch’io mi sono divertito, inorridito e commosso a leggere le vostre storie, soprattutto leggere il Pensiero Femminile.
E che emozione quando dopo tre mesi ho visto il primo vostro commento. Grazie ancora.
In particolare ringrazio la mamma di Adelina, sa Tamburrinna sarda, la mai contenta Mrs Ford e naturalmente la Cincia e il Giardi, insieme perché sono quelli i cui post capisco di meno e anche la Tripp. Ultima ma non meno importante lei che nei commenti non mi lascia mai l’ultima parola e che mi martella anche con un certo piacevole (da parte sua) sadismo.
E sapete a chi mi riferisco.
Ci credo, siete 4 gatti che mi leggete. Pensate l’anno prossimo quando avrò diecimila lettori e non potrò ringraziarli tutti. Ma voi siete i primi e rimarrete sempre nel mio cuore come primo ricordo, imprinting in questa avventura epistolare che sembra non avere fine.





Vi siete commossi?









Io si.










No, non è vero!
Niente riesce a commuovere il Porco. Niente.
E neanche Rigormortis, che mi sta scrutando altera e sprezzante.

mercoledì 4 agosto 2010

Bird crashing

Come vi dicevo prima, settimana scorsa che ero in montagna, un uccellino, carino, penso un fringuello, era volato un po’ troppo basso e si è schiantato contro il vetro della finestra, rovinando sul balcone sottostante. Una botta pazzesca, gli avrei subito fatto un controllo con l’etilometro.
Sono uscito subito a vedere se il vetro non si fosse rotto e poi ho notato in terra questo povero scricciolo che respirava a fatica, con le ali semi-aperte. Da compassione. Subito mi sono allarmato perché pensavo a come mi sarei comportato se Patatina, già un po' più grandicella, avesse assistito alla scena e avrei dovuto spiegare il Ciclo della Vita. Ma vedendo che stava giocando allegramente (e sbavando), non capendo una beata cippa di quello che era successo, mi sono, finalmente, attivato.
La Genia, che era vicino a me, non aveva capito un cazzo di quello che era successo, pensava che fosse caduta una pigna (in orizzontale); le chiedo dopo averle illustrato con precisione la situazione (“non c’è sangue!”)
“Che faccio coll’uccellino?” le domando
“Chiedi a mio padre che ha studiato Veterinaria”
“ma non ha fatto Scienze Alimentari, o qualcosa del genere?”
“si, ma aveva iniziato Veterinaria, ma poi si è fatto riconoscere gli esami”
Vado dal suocero e spiego di nuovo la situazione
“Cosa faccio?”
“Niente, aspetta e che arrangia da solo”
“non mi sembra molto in forma, non possiamo portarlo alla Forestale, come con i cerbiatti?”
“no vedrai che se la cava da solo, aspetta”
E vabbè aspettiamo.
Nell’attesa e nel dubbio ho preparato la polenta.



p.s.
ora che vedo la foto del fringuello, non credo che fosse così. Sembrava più un passerotto, ma aveva delle piume gialle e sembrava più grosso dei passeri di città che vedo io. Anche perché quelli di città sono grigi e tristi.

lunedì 2 agosto 2010

Sempre casa Vianello

Anche questo dialogo ve lo lascio senza commento. P=Porco, G=Genia
G. “Visto che questa settimana sei da solo, lavi le tende?” [n.d.r. tende Sanela, dell’Ikea, 4 tende in tutto: blu scure e rosso-arancioni]
P. “Ok lavatrice a 30°, un unico lavaggio e ti faccio anche l’orlo”
G. “Come 30°? Falle a 60° e poi perdono il colore”
P. “Ma va’, sono colorate, le esco(!) dalla lavatrice e vanno bene come asciugamani del bidet e poi diventano color prugna, rosso + blu”
G. “No falle almeno a 55°, 2 lavaggi e ammollo e le stiri,”
P. “Nonono 30 - 35° al massimo, non si può, si rovinano, poi le stira la Karin [n.d.r. quella che ha lasciato i due gatti sul terrazzo per mezzo pomeriggio]"
G. “No, ci mette sei anni a stirarle e poi a 30 gradi non si puliscono”
P. “35° non posso fare di più e senza ammollo e un lavaggio”
G. “come non puoi fare di più? Falle almeno a 50°”
… dieci minuti dopo…
P. (ansimante) “Ok, 40°, 2 lavaggi, niente ammollo, le appendo per stirarle e faccio l’orlo”
G. (affaticata) “Ok, è andata”
P. “Posso avere un qualcosa di scritto controfirmato?”
G. Sdeng!


venerdì 30 luglio 2010

Parmigiana di melanzane

Non potendo mangiare cucino.
E’ venuta la cincia a cena e ho fatto le orecchiette con pomodorini freschi e ricotta e la granita al latte di mandorla.
Ieri ho preparato la parmigiana di melanzane, siccome non posso mangiare fritti, ho grigliato le melanzane. Anche per Patatina, invece che la mozzarella di latte non la mangia ancora, le ho messo le mozzarelline di capra.
Una chicca: chiamo mia madre e le dico che ho preparato la parmigiana.
“Ahhh, che raffinatezza e ricercatezza!”
Che cosa, la parmigiana? Fine e ricercata?

mercoledì 28 luglio 2010

La terza media

che sarà il 13 luglio 2011
Nel giorno in cui ho fatto il fioretto di non toccare alcuna bevanda alcolica per un anno (l’esperimento era già partito il 1° luglio, con l’ufficializzazione il 14 Luglio) ho notato che non solo mi piace mangiare ma anche bere.
Ho avuto un po' di incertezza nel vedere il calice opaco per la condensa di un rosato del Salento al tavolo di fianco, mentre cenavo con una grigliata mista di pesce (e acqua) e lo sconforto del tavolo vicino che beveva del Turà bianco.
Come resistere a una Guinnes abbandonata a se stessa su un bancone di un bar?
Quando si esce con i ragazzi del Kung fu dopo l’allenamento, la prima media (di cosa credevate che parlassi, di scuola?) la si beve per dissetarsi, le altre due con la pizza.
Non potrò più farlo.
Diventerò un monaco shaolin asceta. Solo acqua.
Contestualmente ho tolto le carni rosse, anche queste per un anno. Cosa mi resta da mangiare? Già adesso sono così magro che mi perdo nelle pieghe delle lenzuola, che ne sarà di me?
Sarò un monaco asceta shaolin e prenderò la cintura nera.
Bellissimo e terribile come l'alba, infido come il mare, più forte delle fondamenta della terra e tutti mi ameranno disperandosi.

P.s.
Mi sono dato una deroga al fioretto: lo fanno tutti, non vedo perché non lo devo fare io.
Posso bere un bicchiere di qualcosa, per tre volte durante l’anno (e una sarà per la nascita della Spicciolina a dicembre: spumante Gran Cuveé Bellavista Franciacorta, il mio preferito)

venerdì 23 luglio 2010

Ultimate conversation

Ve la lascio così, senza commenti. Al telefono.
P = porco S = sorella

S. Pronto
P. Pronto. Ciao sono io
S. Ciao come stai
P. Bene, la mamma è a casa? Ah no, mi ero dimenticato è al mare, scusa.
S. Perché ?
P. Perche cosa?
S. Perche lo vuoi sapere?
P. No niente, siccome ero in zona volevo passare da casa, ma non ho le chiavi e ma poi mi sono ricordato che era al mare, non importa.
S. Io ho le chiavi, io passo a prendere la posta, di cosa hai bisogno?
P. no, guarda non è importante, fa niente, faccio un’altra volta
S. ma io ho le chiavi, che cosa ti serve
P. no niente, ti ho detto che non importa, cercavo dei sandali della Decathlon.
S. no perché se no ti apro io.
P. no guarda non è urgente, faccio tutto un altro giorno.
S. dove sono i sandali, te li prendo io.
P. nonèunaquestionedivitaodimortepossoresisteresenzasandali
S. Perché io passo da casa se vuoi ti apro e prendi i sandali
P. NO GRAZIE, non è necessario, NON SERVE
S. si perché se vuoi io ho le chiavi e passo a prendere la posta, tu vieni, prendi i sandali e io intanto prendo la posta.
P. MA MI HAI SENTITO? NON PASSO? NON SONO URGENTI E NON ME NE FREGA PIÙ UN CAZZO DI QUESTI CAZZO DI SANDALI.
S. senti, se sei nervoso non è colpa mia. Ti ho solo chiesto se volevi che ti aprissi la porta, perché io passo da casa della mamma a prendere la posta e allora potevi prendere i sandali. Dove sono che te li prendo io?
P. CAZZO VADO A PIEDI NUDI!
S. Click


giovedì 22 luglio 2010

Porco ammalato?

Già di per sé è una contraddizione, io non mi ammalo mai.
Però il mese scorso ho avuto per 2 settimane una strana febbre che saliva a 38.5 verso le 8 di sera e scendeva al mattino a 37, per poi risalire piano piano ma inesorabilmente.
Nonostante questo, vi ho deliziato con degli splendidi scritti.
Comunque un “Devi morire” va alla mia dottoressa che non mi ha prescritto neanche gli esami del sangue (ho dovuto chiederglieli io) e mi ha detto di “appoggiarmi” al dottore suo sostituto perché sarebbe partita per le ferie (è sempre in Marocco o a una “convenscion” o in ferie). Sono andato quindi dal suo sostituto a cui va il mio “Pebbacco”. Lui è peraltro medico sportivo e oltre ad avere azzeccato che cosa avevo, mi ha dato la cura dal punto di vista sportivo. Altro Pebbacco.
Il “Devi morire” va però alla cura.
Non posso fare sport fino a settembre e per la dieta non posso bere alcol e mangiare più in bianco possibile.
Per lo sport concederò invece di tre mesi di stop ben 2 mesi e mezzo.
Per quanto riguarda la dieta, ho tolto l’alcol e mai come in questi giorni mi viene voglia di una bella birra o un bicchiere di rosato fresco. Sono al ristorante e vedo passare questi calici opachi per la condensa del vino fresco o in pizzeria dei boccali di birra o come ieri sera c’era una Guinness incustodita (!) sul bancone di un bar.
Eh si, perché con Patatina dai nonni, io e la Genia ce la spassiamo. Alla faccia della dieta.
Siamo andati in 15 giorni di libertà: 3 volte al giapponese, una all’africano, una al cino-italiano, una al cino-giapponese (prezzo fisso, ma stavolta non ho fatto il raddoppio, cioè mangiato il doppio del costo della cena), una al greco, ma anche in posti in cui si mangiava pesce (cotto) e in pizzeria.
Insomma, abbiamo fatto “i signori” e un po' più di moderazione sarebbe stata d’obbligo con una patatina nuova in arrivo, ma d’altronde dobbiamo farle assaggiare tutti i sapori…fosse per noi, saremmo stati a casa tutte le sere...d’altronde, che ci potevamo fare, no?
È anche vero che da un mesetto non sto mangiando di meno, sto mangiando giusto. Una pizza invece che due, non mangio fuori pasto, niente Happy Hour, niente birra con pizza.

Comunque da settimana prossima con la Patatina in casa, mangerò più moderatamente.
Come al solito le diete si iniziano sempre settimana prossima.

giovedì 15 luglio 2010

Neanche il Porco

La Genia ha due gatti. Non sono nostri, sono suoi, perché io non amo molto i gatti. Questi due sono rossi: uno è socievole, classico gatto da appartamento, l’altro l’ho soprannominato Cuordileone, perché è sempre ed esclusivamente terrorizzato. Io ho una vaga idea di come sia fatto perché appena percepisce la mia presenza scappa e si nasconde: non amando particolarmente i gatti, non vedo perché loro devono amare me, tuttavia eseguo i miei doveri: gli do’ da mangiare regolarmente e gli pulisco la sabbia regolarmente. Non si possono lamentare. Fine.
Questa premessa è necessaria per non perdere i pochi lettori miciofili.
I due gatti non sono esenti da scherzi da parte mia ma non ho mai raggiunto il livello di bastardaggine della Karin, la ragazza ecuadoregna che ci fa le pulizie.
Ha chiuso i due gatti, come sempre quando pulisce, sul terrazzo, chiudendo lo sportellino della porta finestra e i due gatti sono rimasti dalle 11 del mattino alle 6 di sera sul terrazzo.
Sapete quanti gradi ci sono in questo periodo? A 40 gradi per 7 ore, si saranno scannati per i migliori posti all’ombra.
Torniamo a casa e sentiamo “miiiii, miiii”: c’era un gatto, completamente brasato, col pelo tutto ispido che ci guardava e mendicava di aprire la porta e farlo entrare.
Come entra si fa avanti anche Lionheart, irriconoscibile, col pelo arruffato, quasi strisciando e con sommo sprezzo del pericolo mi guarda con occhi speranzosi ed entra. (avrà pensato: meglio farsi scuoiare al fresco che arrostire fuori).
Ah, la Karin verrà sezionata e utilizzata come mangime e crocchette per i gatti.

lunedì 12 luglio 2010

La Cina è lontana

Senza Patatina per due settimane, io e la Genia ci occupiamo dell’educazione alimentare dello Stitch in arrivo.
Lunedi sushi, Martedi pizza, Mercoledi indiano, giovedi cinese.
“Cinese?!!! Wow, fantastico” le dico.
Erano due anni che non mangiavo cinese. Già mi pregustavo l’olio fritto che cola insieme ad una non meglio identificata verdura dall’involtino primavera, il pollo alle mandorle dove non si capisce quale è il pollo e quale sono le mandorle, uno gnoccolone compatto di riso alla cantonese, in quantità industriali e il tutto abbondantemente innaffiato da glutammato.
Senza dimenticare le laccature rosse e oro dell’arredamento, le lampade cinesi di carta, il gatto di plastica dorato che muove la zampa per grattarsi l’orecchio e naturalmente: “Buongiolno signole, cosa desidela mangiale?, le polto subito un involtino plimavela”.
“E come si chiama il posto?” Chiedo alla panzona. E mi aspetto un nome esotico tipo: “il drago delle nuvole, l’airone di giada, il sogno del guerriero delle pianure di bambu”
“Mandarin due”. Iniziamo bene.
Da fuori sembrava un ristorante normale. Ci apre la porta un ragazzo alto, assolutamente italiano e assolutamente figo.
“BuonaseRa signoRi, vi mostRo il vostRo tavolo”.
Ci sediamo e mi guardo intorno, il ristorante sembrava un lounge bar all’ultima moda: tutto nero grigio, rosso carminio e verde oliva e “Buddha bar compilation” in sottofondo. Piatti, mobili, pareti, quadri: tutto in tema come se fossi andato a fare un happy hour nel posto più trendy; non c’era una lampada rossa di carta, non una laccatura, non un filo di odore di fritto. Il primo respiro di sollievo lo faccio vedendo la lista e notando che il menu non era di nouvelle cuisine ma di cucina tipicamente cinese. Il ragazzo assolutamente figo, in un perfetto italiano, vestito di nero, ci prende le ordinazioni.
Io ordino: involtino primavera, riso cantonese, ravioli di carne al vapore, pollo alle mandorle, un classico. La Genia: ravioli ai gamberi, spaghetti di soia con verdure e poi si fa consigliare e prende: spaghetti di riso croccanti con salsa agrodolce di fragole con gamberetti, fragole e piselli. Tipicamente cinese.
Mangiamo benissimo, i fritti leggerissimi, gli ingredienti di assoluta prima qualità e i piatti cucinati con leggerezza e con gusto. Anche la roba con le fragole e i gamberetti si lascia mangiare.
La Genia finalmente mi dice che la proprietaria è una ristoratrice siciliana (pesce e verdura sempre fresca) che ha sposato un cinese. Mi immagino questa signora che si è fatta passare le ricette dal marito, le ha lette, le ha buttate via e ha messo il marito a lavare i piatti. E il figlio figo alla cassa.



P.s.
Alla cassa con la Genia lontana un ragazzo con un altro paio di tipi, lui era un bel po' brillo, ha cercato di broccolare. Me.
Ponete la vostra mano destra all’altezza della vostra spalla destra, circa 40 centimetri in avanti. Tenete il palmo verso il basso. Stendete l’indice della mano e tenete le altre dita dritte ma morbide verso il basso. Ecco, indicandomi cosi ha detto al ragazzo figo alla cassa, rivolgendosi a me: “Secondo me questo uomo qui è completamente ubriaco” e io ho fatto lo stesso gesto ma rivolto a me, con un tono molto meno “lezioso” : “Che cosa è questo uomo qui, secondo te?”. E lui ha iniziato a fare il cretino poi per fortuna è arrivata la Genia e si è messa a chiacchierare con lui.
Finito il siparietto siamo usciti e mi fa: “Che simpatici! ma ti sei fatto dare il numero di telefono?”
E io in tono “lezioso”: “Ma ti pare che do il mio numero della telefonina così a tutti?”

mercoledì 7 luglio 2010

78-84-78 VII

La definizione di Porco inizia a starmi un po' stretta anche se in realtà dovrei dire larga.
Ci eravamo lasciati a fine inverno con un prodigioso 86 kg (10kg in più del mio peso forma) con la tendenza alla squintalata. Ho pensato che l’unica maniera per ritornare un po' a livelli da “prova costume” era era quello di farmi asportare parte del girello e invece
piano piano il peso è diminuito e sono stamattina al netto di tutto (tranne la collana) ero 77,9.
Sono un Maialesilfide, un Porcogazzella, un Suinolucertola!
Ieri ho messo una camicia che mettevo nel 1986 (ero al liceo), posso mettere i “pantaloni bianchi da tirare fuori che è già estate”, ho passato la prova costume, si vede, o meglio, si interpreta un accenno di tartaruga, ma soprattutto le mie ginocchia ringraziano per la cortese presa di coscienza dell’importanza della diminuzione del “peso di sopra”.
Per cui mi aspetto dei miglioramenti atletici. Soprattutto in vista dell’esame per cintura nera che avverrà nel luglio 2011.
Beh, naturalmente se passo indenne le cene di Natale, Capodanno, Pasqua e dintorni, ma mi sa che faccio in tempo a tornare maiale sul serio.
Intanto mi godo la mia silhouette e chi mi dice che ho perso l’essenza del maiale, rispondo che uno è maiale dentro ed è indipendente dal peso.
Oggi vado a comprarmi un body in lycra, nero, giallo e fucsia e poi vado ad allenarmi al parco: devo sperimentare concretamente delle nuove tecniche di combattimento.
Vuoi che il cretino di turno non venga a prendermi per il culo?
P.s.
Chiaramente, l’insulto “sei Asino quanto pesi", non è più valido.