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mercoledì 9 ottobre 2019

Il libro di Amanda

Amanda ha una dote; anzi due. 
Ha una fantasia fuori dal comune e in più è capace di scrivere. E scrive bene. 
Ha pubblicato un libro con alcuni dei suoi racconti. 
Ha fatto una cosa straordinaria. Come i suoi racconti 


sabato 31 agosto 2019

2020 IV – la Speciazione


Mi sembra ormai chiaro che il 2020 sarà l’anno in cui la specie umana, per come la conosciamo, sarà sottoposta ad un enorme stress che provocherà radicalmente il cambiamento (una speciazione) o l’estinzione della stessa.
Ho diverse idee su che tipo di speciazione ci sarà nel 2020. Ci saranno quelli che la letteratura e il cinema chiamano zombi. 
È una definizione riduttiva, per cui cercheremo di fare chiarezza: descriveremo la fisiologia e i comportamenti degli zombi e i miei consigli per sopravvivere.
Una prima classificazione pratica è la suddivisione in base alla velocità: la letteratura o il cinema ci propongono gli zombi che si muovono velocemente, molto rari, e quelli che si muovono lentamente. Noi tratteremo di quest’ultima categoria. Il motivo principale è che il virus che scatena la trasformazione in zombi, colpisce il sistema nervoso e i movimenti del corpo non possono che essere scoordinati e poco precisi.
vi lascio con questo mio vecchio post, da un SMS con Amanda, quando ancora io ero One-cent-man  e lei Mrs. Infinity. 
quando cioè comunicavamo ancora con SMS e non con Whatsapp. One cent era il mio contratto con sms e Infinity quello di Amanda 

mercoledì 14 agosto 2019

Trinacria con Patate VIII

Un pensiero va sicuramente ad Amanda che stamattina era sotto i ferri. Vi spoilero subito che sta bene.
Il nostro terzo giorno a Siracusa è di mare e mi sa che lo sarà per un bel po'. Ora infatti vi scrivo dalla spiaggia sotto l'ombrellone. Non ci credete guardate qua.






Le bambine sono sempre in acqua e non è per dire: escono solo per mangiare. C'è la sabbia fine, cosa che ad Albisola non abbiamo, il caldo secco e per ora sempre ventilato, il mare caldo e acqua bassa per sguazzare.
Devo dire che c'è gente, ma c'è anche un turn over molto alto. Questi Siciliani arrivano in spiaggia carichi di ombrelloni, sdraio, cibo, bambini  se ne stanno un paio d'ore poi se ne vanno via: gente strana ma simpatica e chiacchierosa.
Il caldo non molla, ma una brezza marina rende tutto più facile.
Tra l'altro si radunavano dei nuvoloni che presagivano pioggia, ma si è ridotto a nulla. 






Sicuramente pioverà ma i soliti scrosci di agosto. Sto prendendo una deriva tra il poetico e il reportistico, quindi torniamo alle cazzate.
Ieri eravamo alla baia dei Gelsomini, spiaggia libera ma parcheggio a pagamento: 20 euro, un furto e quindi una stella su tripadvisor; bella ma la prossima volta parcheggio sulla statale e andremo a piedi. Era giusto per fare una mezza polemica. Così come una stella si è beccato un ristorante che ci ha lasciato 50 minuti seduti senza essere cagati di striscio. Va bene che sono altri ritmi ma mi è sembrato eccessivo vedere Agata addormentata sul tavolo. Abbiamo poi ripiegato sul bar dove facciamo colazione con una pizzetta e un arancino.
In effetti le Patate stanno mangiando un po' di schifezze e mi hanno espressamente chiesto una pasta. Stasera rimediamo.
Per adesso ci salutiamo, dal Borgo Marinaro di Avola, noi e la nostra casetta;




purtroppo ho finito la mia pausa sotto l'ombrellone e devo tornare a giocare in mare.

lunedì 27 agosto 2018

Speaking words of wisdom XXI

Non è richiesto di sapere chi è più bravo, è richiesto di essere complementari, ognuno offre alle bimbe il meglio di quanto è in grado di dare e si sforza di dare anche quanto gli riesce invece difficile dare. 

lunedì 14 agosto 2017

Speaking words of wisdom XV

Le ragazze che bevono birra, viaggiano sempre con una marcia in più.



martedì 8 agosto 2017

mercoledì 25 novembre 2015

venerdì 13 novembre 2015

Bastiano e Melania, la vongola che volò verso la luna.

Domenica scorsa mentre il Porco faceva una passeggiata in riva al mare a raccogliere i vetrini, ha trovato una conchiglia di un “cuore”, un frutto di mare simile alla vongola. Siccome aveva la forma di un’ala, ha subito mandato la foto alla sua amica Manza , dicendole: “Manzè questa conchiglia è a forma di ala, ci potresti scrivere un racconto”. Lei ha risposto: “Scrivilo anche tu!”.
Questo quindi è il secondo progetto di racconto con lo stesso tema: non è una gara a chi lo scrive meglio (sicuramente quello di Amanda sarà molto più bello) però ci piaceva l’idea di deliziare i nostri blogger che ci frequentano.

Bastiano e Melania, la vongola che volò verso la luna.

Bastiano aveva già in mano la fetta di limone e il coltello per aprire la vongola, quando si accorse che aveva una forma strana.
Pulì per bene la conchiglia dalla sabbia, sciacquandola con l’acqua di mare e provò a osservarne meglio la forma. Non era certamente una vongola. Era più grande e con le striature rugose con colori vivaci che andavano dal marrone al giallo. Dalle sue parti la chiamavano caparoza.
Questo era però ancora più strano: le due valve erano più strette ed allungate e finivano a punta; sembravano due ali chiuse come per proteggere un angelo.
Bastiano, che non si faceva certo suggestionare da poetiche figurazioni, afferrò la lama del coltello pronto ad aprire la conchiglia, quando senti una voce intimargli: “Fermo!”
Bastiano si guardò intorno cercando chi avesse mai parlato; non vide nessuno: la spiaggia era completamente vuota. Voltò lo sguardo intenzionato a gustarsi il frutto di mare, quando una leggera vibrazione proveniente dalla conchiglia accompagnò una perentoria intimazione: “Fermo li!” La voce, un po' attutita, proveniva chiaramente dalla conchiglia. “Guai a te se usi quel coltello”
Bastiano, evidentemente sorpreso, lasciò cadere la conchiglia in terra e fece un salto indietro.
“E adesso ributtami in acqua, grazie”
Bastiano, più divertito che spaventato raccolse la conchiglia, la sciacquò di nuovo e si mise a osservarla.
“Nell’acqua, ti ho detto!”
“Ma tu parli!” disse finalmente Bastiano.
“E tu non mi ascolti” rispose la conchiglia.
Con un sorriso Bastiano avvicinò la bocca e le chiese: “E perché non dovrei mangiarmi una caparoza?”
“Innanzitutto sono un cuore, non una caparoza, e mi chiamo Melania, tzè che rozzo!. Tu non mi puoi mangiare” continuò Melania “ perché domani volerò sulla luna”
“nessuno può volare fino alla luna” disse Bastiano.
“Domani il mare sarà in tempesta, io risalirò sulla superficie, aspetterò l’onda giusta, la raffica di vento favorevole, darò un colpo con le mie conchiglie alate, le staccherò e vuuum! Sarò in volo fino alla luna”.
“E’ la storia più assurda che abbia mai sentito” disse Bastiano “ma non ti mangerò” e lanciando Melania, una risata argentina accompagnò la lunga traiettoria curva verso il mare.    
“Grazieeee!”, urlò Melania di rimando prima di tuffarsi in acqua.
Bastiano si sedette sulla riva e prese una vongola e il limone dal cesto di vimini. Indugiò un momento prima di chiedere: “Qqualcun'altra di voi deve dirmi qualcosa?”
Non ricevendo nessuna risposta, si gustò gli ultimi frutti di mare, osservando delle nubi nere che si radunavano all’orizzonte.
Si era dimenticato ormai dell’accaduto e qualche giorno dopo Bastiano ritornò sulla spiaggia, perché il mare dopo la tempesta dona sempre dei regali alla terra.
Mentre raccoglieva dei rami di una forma strana, raccolse una conchiglia a forma di ala con dei colori vivaci e la esaminò. 
“Diavolo d’una Melania, ce l’ha fatta!” esclamò, alzando uno sguardo fantasticante come per cercare in un limpido giorno di sole, la luna.
“No, ma ci riprovo domani!”, gli rispose una voce femminile proveniente da uno scoglio lì vicino. E un granchio si tuffò in acqua.

E a Bastiano sembrò, anche se non era del tutto sicuro, che il granchio gli avesse strizzato l’occhio.   



mercoledì 10 dicembre 2014

Kiki delivery service

Poi la baciò e poiché quel bacio era il frutto di un amore vero lei poté, finalmente, fare ritorno. Quest’ultima partenza fu più dolorosa delle sei precedenti.

La prima iniziò ai piedi un palo, dove le sue spoglie giacquero dopo due giorni di agonia, il sangue fluendo dalle carni lacerate aveva regalato un ultimo colore alle labbra  del viso terreo .

Durante la seconda partenza commentò che, visto dal di fuori, il suo corpo appariva grazioso e attraente e, d’accordo, senza testa, ma decisamente piacevole.

La terza dipartita non se la ricordava bene, perché quando per un solo istante riprese conoscenza, l'odore delle carni già impregnava l'aria e fumo e dolore la fecero svenire di nuovo.

Della quarta si ricordava perfettamente delle fiamme e delle altre due ragazze, colpevoli solo di essere state sorprese in un abbraccio in un bosco di notte.

La quinta volta, il ragazzo che incalzava le sue risposte aveva avuto la mano troppo pesante.

Della sesta, si ricordava che la piazza era affollata: l’uomo di cui si era innamorata aveva detto che lei lo aveva ingannato “con filtri e sortilegi”. Lei pensava che sarebbe stata la volta buona, ma non vero.

Oggi non si nascondeva più: fa tendenza dichiararsi strega.
Ma quello che le importava, era che ora non le sarebbe dispiaciuto andare in giro senza correre il rischio di sapere che avrebbe passato la vigilia della sua settima partenza in una prigione sotto i ferri di qualche idiota.
Ormai si era abituata. Erano più di tre secoli che girava per l’Europa e non pensava più che sarebbe ritornata a casa.
Fino a quando l’ultimo amante la vide per come era: il viso un po' pallido in continuo mutare, gli zigomi alti e le orecchie a punta. Non donna ma qualcosa di più. Lei se ne accorse e s’innamorarono.

Poi la baciò e poiché quel bacio era il frutto di un amore vero lei poté, finalmente, fare ritorno.
E la settima fu la più dolorosa.


martedì 25 novembre 2014

mercoledì 19 novembre 2014

Conversazione assurda (per voi lettori) ma molto coerente (per me)


Da esperto di zombi ho iniziato a dare consulenze.
Conversazione su Whatsapp:
A:“Un bambino mi ha chiesto che cosa è uno zombi e io non glielo ho saputo dire”
P: “Imita quelli del video di Michael Jackson, fai paura e mordilo come per mangiarlo, ma per ridere; quando ci sarà l’invasione ci sarà tutto il tempo per insegnare a loro di avere paura”
A:“Ah, e quando ci sarà l’invasione?”
P:“Tra un paio d’anni”
A:“Mi devi spiegare bene questa cosa.”
P:“Ok, almeno salverai i bambini”
…

P:”Hai imitato gli zombi?”
A:”Si, ma ha detto che non esistono”
P:”Per adesso... ma non dirglielo”

martedì 18 novembre 2014

Non mi sono fatto niente

Iniziamo così almeno state tranquilli.
Ieri sera sono caduto dalla moto. Scendendo la rampa del box, il pavimento era umido, ho frenato e sono caduto.
La moto si è un po' rigata, ma mi sembra che non ci siano danni.
Comunque sono caduto ho strisciato il ginocchio sul pavimento della rampa che non è liscio, ma è righettato e la caviglia è rimasta sotto la moto.
Tornato a casa, c’era solo una bella escoriazione. Bruciava e basta.
Stamattina sono andato a lavorare con dolore alla caviglia, ma accettabile, tanto che sono anche andato ad allenarmi (flessioni, addominali, ginnastica insomma), ma il ginocchio si era gonfiato in maniera pazzesca.
Casualmente, stavo chattando con Amanda e mi ha subito ordinato di andare al pronto soccorso.

”Manza, non ho niente”
“Vai!”
“Ma vedrai che non ho niente, un po' di riposo del ghiaccio e finita li”
“V.A.I. ”
Allora sono andato al Pronto Soccorso.
Sono stato in ospedale 3 ore, visita, radiografia, visita finale.

“Sig Porco, cosa è successo? “. Ha chiesto il dottore.
“Sono caduto dalla moto”.
“È riuscito a non farsi niente.”
“Bene! che devo fare?”
“Ghiaccio e riposo, tenga la gamba alta.”

Che cosa avevo detto? E senza studiare.

Ora lavoro così.

giovedì 6 novembre 2014

La donna che contava i numeri

Inutile, non le entravano in testa. Questo corso di Mandarino! Era il centesimo corso che iniziava e già sapeva che lo avrebbe abbandonato come tutti gli altri.
Dai facili entusiasmi iniziali, si lanciava nelle novità sia che si trattasse di una relazione sentimentale, un corso di ballo, l'ennesima lite con sua sorella.
In amore non riusciva ad andare oltre la passione iniziale, quando la conoscenza con l'uomo che le interessava si faceva troppo intima, scemava il suo interesse, sapeva riconoscerne i pregi, ma non accettava di stare con qualcuno che conosceva i suoi limiti e sapeva leggerle dentro. Per questo pareva attratta come una calamita da storie che emettevano un respiro agonico fin dal primo vagito.
Sembrava chiusa in un cerchio, un bozzolo, costruito a baluardo della sua identità, quasi che la forza e la determinazione che voleva trasparissero dalla sua persona e dai suoi gesti, fossero invece la corazza o il nido costruito a difesa di fragilità che non ammetteva: lei dentro, il mondo fuori.
La sua insegnante al corso di Mandarino, Hua Shu, il cui nome poteva tradursi bizzarramente Siepe Fiorita, era orgogliosa della sua allieva migliore. La pronuncia, per una principiante, beninteso, era precisa, cosi come erano comprensibili le frasi di base, buongiorno, buonasera, io mi chiamo Marco, tu sei Anna.
Niente di nuovo, in fondo era una studentessa dotata. Sulla carta.
Però, come per una qualche maledizione, non le entravano in testa i numeri. Non solo non se li ricordava, ma non se ne ricordava l’ordine: Yi, er, san… e poi doveva leggere gli altri sette numeri scritti sul palmo della mano sinistra, come se fosse la liceale, che, per inciso, non era più da diversi anni.
Dopo qualche settimana dall'inizio del corso, poteva ormai ordinare tranquillamente una cena a base di verdure in un qualsiasi ristorante cinese, purché il numero dei ravioli al vapore fosse meno di sette e nel caso di una cena con almeno otto persone, doveva sbirciare le parole scritte sulla mano.
Alla fine, riuscì a ricordare anche il nove e il dieci, numeri assai noiosi per i cinesi: tutti, tranne l’otto.
Beh, nove su dieci, anche se non sono in ordine…, pensò spiando le scritte sui polpastrelli, un numero per dito.
"Eppure è cosi semplice, è facile da ricordare anche la calligrafia è elementare, e si dice… ecco non me lo ricordo!"
Quando un mattino, andando in negozio, vide arrivare il suo tram, “l’otto”, osservò quella strana simmetria fatta di due cerchi e un incrocio. Piegò la testa di lato come era solita fare quando si immergeva nelle sue riflessioni,  così osservò il numero da un' altra prospettiva l'otto diventava l'infinito: due cerchi connessi, abbracciati.
Passò l’intera serata in internet a cercare suggestioni, significati, immagini e con la luna ormai alta in cielo decise di mettere ordine alla propria vita e non essere più un satellite intorno al Pianeta degli Eventi. Uscendo nella notte, si mise esattamente al centro della piazza e si guardò intorno e disse: “Ba!”


Grazie ad Amanda che ha usato prima lo scalpello, poi il cesello e infine una finissima lima diamantata.



venerdì 17 ottobre 2014

Mǎ Cavallo

È un po' che non vi faccio degli ideogrammi, anche perchè il mio post di ieri tipo "Fossi Figo" non l'ha cagato nessuno neanche di striscio, tranne Amanda che vabbè è la best reader. Allora riproviamo con la cultura sinologica.

Comunque dicevo che ieri ho fatto proprio un bell'ideogramma e ve lo faccio vedere. È Cavallo e si dice Mǎ (la “a” si pronuncia con tono discendente, poi ascendente). La semplificazione dell’ideogramma negli anni 50 non ha cambiato di molto i tratti dall’ideogramma tradizionale e quindi lo rende tra i più antichi: più di 2200 anni.

Si nota chiaramente il corpo del cavallo con il collo e la coda; la criniera è rappresentata con un ideogramma che significa giada: per i cinesi è una pietra molto preziosa (la colonna vertebrale la chiamano pilastro di giada). Sotto il corpo si vedono anche le zampe nell’atto del correre ed è un perfetto esempio di astrazione della scrittura.

Per chi ci crede, i Cavalli, nell’oroscopo cinese, sono persone molto attive e corrono instancabilmente verso i propri obiettivi, sono però ambiziosi e suscettibili di esaurimento fisico e mentale.

I Cinesi soprattutto dalla dinastia Mongola Manciù attribuiscono grande rispetto per i cavalli e dicono che i cavalli devono essere liberi per permettere agli Uomini di poter correre insieme loro.

lunedì 13 ottobre 2014

Mrs Infinity vs One Cent Man

Il 15 settembre e il 10 ottobre sono delle date chiave per diversi motivi. Il 15 settembre ho smesso usare il Blackberry aziendale e ho preso uno Smartphone aziendale. Il BB è una figata per il sistema di sicurezza aziendale, per la gestione delle mail aziendali e degli appuntamenti aziendali: in due parole completamente inutile. Non potevo installare Apps, non potevo sentire la musica, non potevo usare internet, niente mail aziendale, non potevo fare nulla.” Ne voglio un altro”. Ora ho un Samsung e ho tutto: Whatsapp, Facebook, Youtube, Internet. Non è il massimo della sicurezza ma chissenefrega.

Il 10 ottobre anche Amanda   ha abbandonato il cellulare per uno smartphone.

Dove è la notizia? È epocale. Abbandoniamo gli SMS con i nostri vecchi contratti (Infinity e One cent-square) per passare alla tecnologia delle chat. La Vodafone non farà più i soldi con i nostri sms! Stiamo parlando di una quindicina di sms al giorno con punte che non v’immaginate neanche.

So che è una notizia che non vi cambia la vita. Però tratterò l’evento celebrandolo con un post.

mercoledì 8 giugno 2011

Un coccodrillo per l’Amanda

Vorrei che leggeste il post di Amanda sulla sua disavventura in Puglia. Scambio di SMS P:porco A:amanda

A: hai letto il mio post?

P: si bello, quando mi avevi scritto che avevi avuto un attacco allergico l’hai messa giù come se fosse un attacco di asma: ventolin e via!

A: Beh, insomma ho rischiato di brutto

P: ok adesso leggo

…

A: hai letto?

P: non ancora.

….

A:hai letto?

P: no sono al mare

…

A:hai letto?

P: ama mi sai che hai il cell guasto continua a partire lo stesso sms.

…

P: ho letto ma non ho commentato

A: perché [senza punto interrogativo ndr]

P: volevo scrivere una cazzata ma non mi sembrava il caso.

A: no no vai pure

….

A: tu non hai commentato la mia morte e resurrezione

P: si che ho commentato [“wow hai ben16 commenti. Pensa se fosse stato un coma etilico”] solo che volevo scrivere : pensa se schiattavi

A: bastardo, e se non fossi più tornata?

P: ti dedicavo un post e i soldi degli sms te li giravo in fiori.

A: sei un porco bastardo

P: un post postumo

A: Maiale

P: un coccodrillo per te ce l’ho sempre.

A: e che dice?

P: il coccodrillo come fa? Pappapappapà!



p.s. si ringraziano le promozioni Infinity e One Cent Messaggi.