sabato 7 luglio 2018

In moto si usa, a Siracusa XII. L’Orecchio di Dionisio. Orecchio...

Il resoconto della giornata odierna, ve lo farò stasera.
Volevo cogliere la vostra attenzione su una mia riflessione, mentre mi sto gustando una granita al gelso.
Dunque, l’orecchio di Dionisio è una antica cava di pietra usata per le costruzioni di Siracusa. 
Si chiama così per due motivi: il primo è che Dionisio, il Tiranno di Siracusa lo utilizzava per ascoltare i discorsi dei prigionieri, dato che la cava era usata come prigione ed ha una acustica particolarmente sviluppata. Il secondo motivo è che ha la forma di un padiglione auricolare. 
A me non sembra, non mi è mai sembrato un orecchio. Neanche da piccolo con tutta la fantasia immaginabile. 
Assomiglia a ben altro.
Il fatto è che il nome Orecchio di Dionisio è stato dato da Caravaggio che era gay e quindi non ci poteva vedere quello di cui è ben chiara la somiglianza. 
La si poteva dedicare ad Atena o Artemide che sono le due dee più care a questa città. 
Solo che per motivi di marketing suonava male, che ne so, la Patata di Atena. 
Baci 




venerdì 6 luglio 2018

In moto si usa, a Siracusa. XI. Il Porco è in grado di parlare con i muri

Partito da Melilli sono passato da Sortino, sono entrato in un bar per bere, perché mi sentivo disidratato. Sono uscito dopo Mezz’ora di chiacchiere. 
Poi sono andato a Pantalica. Pensavo che fosse una passeggiata tra le tombe, in realtà una Guardia Forestale all’ombra di un Carrubo selvatico, mi ha spiegato che è un trek molto impegnativo. 
In effetti per il caldo, la difficoltà del terreno e l’assenza di attrezzatura da trek, ho ridotto di molto la passeggiata. Però quel poco era splendido, natura incontaminata (non sapevo che fosse riserva naturale) acqua di torrente potabile, scale scavate nella roccia.
Poi sono ripartito con l’intenzione di andare a Noto.
Sono sceso e salito dalle montagne e via! sono passato davanti a Fontane Bianche, ho messo la freccia e mi sono fermato al mare. Fanculo Noto.
Ah questa non la sapete. Guardate che ricordo delle Patatine mi sono portato dietro. 
Qui a fontane bianche, un giorno io e mia sorella e altri sette o otto amici avevamo deciso di andare a nuoto a uno scoglio non vicinissimo, ma neanche tanto lontano, saranno stati duecento metri. 
Tutte le mamme e i genitori si sono tuffati e ci hanno riportato indietro incazzati neri.
C’è stata il più grande castigo genitoriale di massa con ceffoni, perché ad un certo punto una mamma ha menato un mio amico e tutti gli altri non potevano esimersi da questa cosa e allora giù botte.
In effetti da genitore e pensando che avevo allora l’età delle patatine di oggi (otto anni) 








In moto si usa, a Siracusa X. Body Heat

Oggi era il giorno del gran caldo. Già mi sono alzato tardi e viste le prospettive della giornata (giro lungo in moto) mi sono comprato una crema solare (protezione 10, poca roba, ma abbastanza inconsueto per il Porco) perché giro in moto in canottiera e bermuda. Da notare che a Milano ho sempre i pantaloni lunghi e il giubbotto da moto.
Poi ho fatto colazione con caffè, brioche e granita alla mandorla. Potevo partire.
Sono andato subito al Castello Eurialo. Bellissimo , forse tra i più belli dell’antichità che abbia mai visto. Ero da solo (!), non hanno molti visitatori e quindi è tenuto male. Erbacce, zone non accessibili, pannello informativi non funzionanti.
Un vero peccato: per vedere il panorama ho dovuto saltare una zona off limits. 




Le gallerie erano suggestive e si passava dal caldo dei bastioni che superava i 30 gradi al fresco di almeno 10 gradi di meno. 
Poi ho avuto un deja vu di un film (Due vite in gioco, quando Jeff Bridges e Rachel Ward visitano le piramidi Maya, ma ahimè ero solo).






Poi mi sono diretto verso la Necropoli di Pantalica, ho fatto una tappa alla scuola di Melilli per fotografare la Scuola dove ha insegnato mia Madre . 
C’è stata una scena incredibile: prima i bidelli mi hanno guardato con sospetto quando ho chiesto di fare una foto all edificio, poi ho iniziato a raccontare di mia madre quando era in quella scuola dopo pochi minuti c’erano a chiacchierare almeno sette o otto tra segretari, bidelli e altre persone. Poi un segretario si è allontanato e tornando ha detto il mio cognome e io l’ho guardato stranissimo:”come fai a sapere il mio cognome” e lui ridendo “ è il cognome di tua madre da sposata,vieni che ti faccio vedere i suoi registri” . 
Quando me ne sono andato l’ho abbracciato. 
Venire qui a Siracusa ha un forte impatto emotivo su di me e oggi, il Porco ha subito un piccolo colpo alla sua proverbiale freddezza. 





In moto si usa, a Siracusa IX. I Cavalieri

Francesco Pannofino, Gigio Alberti, Antonio Catania e Roy Paci.
I Cavalieri di Aristofane 







Poi siccome erano solo le dieci sono andato a Ortigia pensando ci fosse vita, in realtà era un po’ smorta. Carina, la darsena, i bar, le gelaterie , ma alle undici e mezza chiudevano già tutto. 
Un po’ tristarello. 
Me ne sono tornato a mangiare un panino con la polpetta di carne di cavallo. Adesso me ne vado a dormire .

giovedì 5 luglio 2018

In moto si usa, a Siracusa VIII. Tra il mangiare e l’Amarcord

Oggi è stato il primo giorno a Siracusa. Bermuda, canotta, occhiale da sole, tatuaggio dei Cucciolotti e zaino dell’Agata. Se non fosse stato per la macchina fotografica mi sarei potuto spacciare tranquillamente per un siracusano. 
Oggi ho visitato Ortigia. Le cose più belle che ho visto sono stati il Duomo e le catacombe di S.giovanni che non avevo mai visto.

Un’altra meraviglia che secondo me è di nicchia, sono le latomie dei cappuccini 

Bene, ci siamo tolti la parte culturale. Passiamo alla sezione cibo. Vi esco le foto senza commentare quello che ho mangiato oggi.






E manca il panzerotto alla ricotta di stamattina. 

***
È stata anche e soprattutto, la gita Amarcord. 
Qui ho abitato per un paio d’anni.
Qui per un annetto:


Qui ho imparato a stare a galla e ho fatto la mia prima gara di nuoto nel 1976

E questa è stata la mia scuola: esattamente, un negozio
E questa era la Tana per il nascondino 






E stasera l’evento culturale al teatro Greco.










In moto si usa, a Siracusa VII. Lo sbarco

Sono arrivato e sto scrivendo mentre sono a letto. 
Dopo essere sbarcato a Palermo, la prima cosa che ho fatto è stata quella di Bere un caffè. Poi sono partito per Siracusa. È stata lunga in moto, 274 chilometri. Sono partito alle sei e ho fatto con la luce un paio d’ore di moto tra paesaggi brulli delle Madonie. Tempo di vedere Enna abbarbicata sulla montagna e il sole è tramontato velocemente ed è stata subito notte.Gli ultimi 150 km sono stati i più noiosi. Quando sono passato da Catania non si vedeva nemmeno l‘Etna. Sono arrivato a Floridia dove ho il B&b alle 10:30 di sera. Mi sono subito Tuffato nel cibo locale. 
Sono andato in una rosticceria che preparava panini,ecco che roba mi sono mangiato . Il primo panino era Di carne  normale, Il secondo era carne di cavallo , nduja , funghi Piccanti, Formaggio e naturalmente maionese. 








In moto si usa, a Siracusa VI. Genova

Ce l’ho fatta, alla fine. Mi sono imbarcato. Sono Genova sulla Excelsior, come il cinema. 
È un po’ sfigata come nave, dentro sembra la nave da crociera dei poveri: animazione con il tuca-tuca e l’hully gully e Serata danzante con il liscio. Intanto di fianco a noi passava il traghetto di Batman, che faceva la sua porca figura 







Batman è troppo Figo.
Anche io però non scherzo.



Prima di salire sulla mia nave da crociera sfigata ero arrivato da Milano in moto facendo una bella strada tra i monti dell‘ entroterra genovese. 
In particolare ad Arquata Scrivia ho trovato la lapide al caduto più sfigato della seconda guerra mondiale. 

Poi finalmente sono arrivato a Genova 


sono salito sul traghetto e mi hanno fatto parcheggiare la moto vicino all’ immondizia. 
Mi sono sistemato nel posto poltrona e mi sono fatto un giretto sul ponte ad aspettare la partenza. Vedere la nave abbandonare il porto, dà proprio l’idea di partire da qualcosa. 
Poi ho attaccato bottone con due signori Olandesi (Nico e Betty) e abbiamo chiacchierato un’oretta, a conferma che io sono capace di dialogare con i muri. Volevo anche vedere le stelle ma sono un po’ stanco e il cielo è nuvoloso anche se le previsioni per la settimana a Siracusa sono queste:

Ho pantaloni lunghi e vestiti pesanti per il viaggio in moto ma fa un caldo porco



martedì 3 luglio 2018

In moto si usa, a Siracusa IV. Il presagio.

Leggere Stephen King mi fa male. In “It”,  Derry oppone resistenza ai forestieri , in “22/11/63” il passato non si fa cambiare. A me è capitato che non mi si voleva far partire per un viaggio da solo. Anni fa quando sono andato da solo a Dublino ho perso il portafoglio con documenti, carte e soldi prendendo il pullman per andare all’aeroporto (per poi farmelo recapitare appena tornato dall’Irlanda).
Quindi non vogliono che io faccia i viaggi da solo. Oggi non trovavo portafoglio e due macchine hanno cercato di fermarmi. 
Ma il Porco è più forte. 




In moto si usa, a Siracusa V . Vigilia

Tutto è pronto . 


Doppio casco
Bauletto 
Giubbotto moto 

La mia è una scuola strana V

Forse avevo accennato che l’anno scorso , le maestre non davano i compiti ai bambini ma ai genitori . Quest’anno le maestre hanno dato i compiti delle vacanze anche ai bambini.
Studiare a memoria delle poesie. Le poesie sono inedite e personalizzate: inedite perche sono inventate dalle maestre (qui una M maiuscola ci starebbe bene) e personalizzate perché sono state composte proprio per quel determinato e specifico bambino. Niente di particolare: immagini semplici animali che pensano e parlano, bambine che osservano il cielo e le stelle, ma comunque cose che rispecchiano il carattere e la personalità delle bambine. In sostanza agata che faccia le cose senza pensare che sia una gara (e qui avrà preso da qualcuno) e alice che è in trasformazione come il baco da seta che si costruisce il bozzolo per proteggere la farfalla che verrà. 
Lo so che sembra diabeticamente poetico ma non sono parole mie. 
Giusto perché la nostra è una scuola strana, i genitori hanno i compiti delle vacanze. L’anno scorso me la sono cavata con un romanzo di Ende sull’importanza del tempo (Momo), quest’anno c’è invece un mattone di filosofia (in realtà è un libro di pedagogia ). Non è proprio un mattone, diciamo una mattonella da 120 pagine ma insomma... non è cip cip.